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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33767/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) violazione di legge per mancata verifica della persistenza della pericolosità sociale al momento dell'esecuzione della sorveglianza speciale, essendo la decisione fondata su violazioni commesse nel 2018 senza accertamenti nella Comunità in cui il ricorrente vive; 2) carenza della motivazione in relazione alla mancata acquisizione di informazioni presso la struttura Unilav dove il ricorrente avrebbe svolto attività lavorativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta l'applicazione dei principi costituzionali e normativi (anche a seguito della modifica normativa del 2017) da parte della Corte di appello di Caltanissetta, che aveva verificato la sospensione dell'esecuzione della sorveglianza speciale per stato detentivo e, dopo accertamenti, aveva riscontrato la persistenza della pericolosità sociale. La Corte di appello aveva rilevato: misura originaria applicata il 10/02/2016; sospensione per detenzione dal 02/11/2015 al 02/04/2021; plurime violazioni commesse nell'agosto 2018 (evasioni, atti persecutori, resistenza) con condanna irrevocabile il 14/07/2020; contatti continuativi con soggetti della criminalità organizzata; ulteriore evasione e minacce a forze dell'ordine in data 08/04/2021; assenza di elementi positivi di recupero. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Corte costituzionale, sentenza n. 291 del 2013

    rimessa all'applicazione giudiziale l'individuazione delle ipotesi nelle quali la reiterazione della verifica della pericolosità sociale potrà essere ragionevolmente omessa, a fronte della brevita' del periodo di differimento dell'esecuzione della misura di prevenzione

    Ha dichiarato l'illegittimità parziale dell'art. 15 d.lgs. 159/2011 nella parte che non imponeva la valutazione della persistenza della pericolosità sociale al momento dell'esecuzione; ha lasciato al giudice la possibilità di omettere la nuova verifica solo in ipotesi di differimento molto breve.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 14 (commi 2-bis e 2-ter, introdotti dalla legge 17 ottobre 2017, n. 161)

    Nel caso di detenzione per espiazione pena ultra-biennale, è necessaria la verifica della attuale pericolosità del proposto ad opera del tribunale, anche d'ufficio. Il tribunale deve assumere le necessarie informazioni presso l'amministrazione penitenziaria e l'autorità di pubblica sicurezza.

    La sospensione dell'esecuzione della sorveglianza speciale per detenzione di lunga durata non cessa automaticamente con la fine della detenzione: il tribunale deve verificare la persistenza della pericolosità prima di disporre l'esecuzione o la revoca della misura; la verifica può essere disposta d'ufficio e richiede acquisizione di informazioni da amministrazione penitenziaria e pubblica sicurezza.

  • legge 17 ottobre 2017, n. 161 (art. 4, comma 1)

    Ha modificato il d.lgs. 159/2011 introducendo i commi 2-bis e 2-ter dell'art. 14 per adeguare la disciplina alle indicazioni della Corte costituzionale, precisando i casi in cui è obbligatoria la verifica della pericolosità.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 75

    in difetto della quale non può neppure configurarsi il reato di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale

    La configurabilità del reato connesso alla violazione degli obblighi della sorveglianza speciale dipende dall'effettiva efficacia della misura: se la misura non è stata resa efficace per mancata verifica al termine della detenzione, il relativo reato non può essere contestato.

  • Cassazione, Sez. U, n. 51407 del 21/06/2018

    Giurisprudenza di legittimità che ha ribadito che la nuova verifica di pericolosità è condizione di efficacia della misura di prevenzione e che l'organo giudicante deve valutare la persistenza del pericolo prima di disporne l'esecuzione.

Massime di principio

  • Se l'esecuzione della sorveglianza speciale è stata sospesa per detenzione di lunga durata, il tribunale deve verificare la persistenza della pericolosità prima di ordinare l'esecuzione o la revoca della misura; questa verifica può essere disposta d'ufficio.
  • Il tribunale, per la verifica, deve acquisire informazioni dall'amministrazione penitenziaria e dalle autorità di pubblica sicurezza; l'assenza di accertamenti in specifiche strutture non è necessariamente decisiva se altre fonti dimostrano la persistenza del pericolo.
  • Comportamenti post-irrimediabili (nuove condanne, plurime violazioni, evasione, minacce, prosecuzione di contatti con elementi di criminalità organizzata) costituiscono indizi concreti di persistenza della pericolosità sociale.
  • Il ricorrente deve contestare in modo specifico e documentato la motivazione del provvedimento impugnato: mere affermazioni generiche o non confrontate con le risultanze motivazionali non sono idonee a superare il giudizio di inammissibilità.
  • La mancata verifica, nei casi previsti dalla legge e dalla giurisprudenza, può incidere sull'efficacia della misura e sulle conseguenti responsabilità penali (ad es. art.75), pertanto i giudici sono tenuti a rispettare le formalità probatorie richieste dalla norma.
  • Il decisore può omettere la ripetizione della verifica solo in ipotesi di differimento molto breve dell'esecuzione, valutando caso per caso senza automatismi.

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