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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42140/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del Tribunale di Tivoli che non convalidava l'arresto di Placidi. Il GIP aveva rilevato la sussistenza di gravi indizi per il reato previsto dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990, ma aveva ritenuto non necessaria una misura precustodiale, valutando anche la personalità dell'indagato. Il Pubblico Ministero ha censurato tale decisione sostenendo che, in sede di convalida dell'arresto, il giudice deve limitarsi a verificare la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza e sulla base degli elementi conosciuti al momento, senza compiere valutazioni sulle esigenze cautelari o sulla personalità dell'indagato.

La decisione

La corte ha ritenuto il ricorso fondato: il GIP aveva ecceduto i limiti della verifica richiesta in sede di convalida, valutando esigenze cautelari e profili personali riservati a fasi successive. Tuttavia, dalla ricostruzione è emerso che l'arresto era stato legittimamente eseguito. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza di non convalida, confermando la legittimità dell'arresto e motivando che un rinvio sarebbe stato privo di effetti concreti trattandosi di una fase ormai perente.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Nel caso di specie il giudice di primo grado aveva rilevato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza riferiti a questa norma, ma la sola esistenza di tali indizi non legittima valutazioni sulle esigenze cautelari in sede di convalida dell'arresto.

  • Codice di procedura penale, art. 386, comma 3

    Richiama i termini per la convalida dell'arresto; la Corte sottolinea che il rispetto di tali termini deve accompagnarsi alla verifica, da parte del giudice, dell'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza.

  • Codice di procedura penale, art. 390, comma 1

    Indica le conseguenze della non convalida; qui la Corte ricorda che la verifica del giudice in questa fase non può trasformarsi in un esame delle esigenze cautelari o della responsabilità dell'indagato.

  • Codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Le fattispecie richiamate servono a definire lo stato di flagranza e i casi in cui la convalida è richiesta; la valutazione in sede di convalida deve limitarsi a verificare, con ragionevolezza, l'ipotesi di reato alla luce degli elementi noti al momento.

  • Giurisprudenza consolidata (Cass. Sez.6, n.15427 del 31/1/2023, Rv. 284596)

    Sez.6, n. 15427 del 31/1/2023, Rv. 284596

    Principio secondo cui, in sede di convalida dell'arresto, il giudice deve valutare l'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza e non può svolgere valutazioni tipiche della valutazione cautelare (gravità indiziaria, esigenze cautelari, responsabilità).

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi disponibili al momento, senza valutare la gravità indiziaria ai fini cautelari o la personalità dell'indagato.
  • Le valutazioni sulle esigenze cautelari e sulla personalità dell'indagato spettano alle fasi successive (richiesta di misura cautelare), non alla convalida dell'arresto.
  • Se il giudice per le indagini preliminari compie valutazioni non pertinenti (es. su necessità di custodia o profili personali), il Pubblico Ministero può impugnare per violazione di legge e vizio della motivazione.
  • Se l'impugnazione riguarda una fase ormai perente e il riesame non produce effetti pratici, la Corte può annullare senza rinvio quando l'arresto sia stato comunque legittimamente eseguito.
  • La presenza di gravi indizi per reati elencati (es. art. 73 DPR 309/1990) può giustificare l'arresto, ma la convalida riguarda la correttezza procedurale e la ragionevolezza dell'intervento della polizia giudiziaria, non la decisione sulle misure cautelari.

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