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Sentenza

Sentenza n. 4166/2026 - Napoli, Sezione 5

per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Caserta sull’istanza del 22/1/26 di revoca del divieto di detenzioni armi e munizioni;

Giustizia amministrativa202602595

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dalla Prefettura di Caserta sull'istanza del 22 gennaio 2026 diretta all'aggiornamento della posizione amministrativa e alla revoca del divieto di detenzione di armi e munizioni

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente, destinatario di un divieto prefettizio di detenzione di armi, ha chiesto alla Prefettura di Caserta di aggiornare la propria posizione amministrativa e di tenere conto delle sopravvenienze giudiziarie favorevoli relative ai procedimenti penali posti a fondamento del divieto. Non avendo ricevuto risposta, ha proposto ricorso avverso il silenzio-inadempimento. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha depositato una nota del 19 maggio 2026 con cui ha confermato l'originario divieto, già oggetto di due istanze di riesame respinte. Il ricorrente ha quindi chiesto dichiararsi l'improcedibilità del ricorso, insistendo per la condanna dell'Amministrazione alle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la Prefettura ha fornito un riscontro espresso all'istanza del ricorrente mediante la nota depositata in giudizio. L'adozione di un provvedimento espresso è stata ritenuta sufficiente a far cessare il silenzio-inadempimento, indipendentemente dal fatto che la risposta sia legittima o satisfattiva per l'istante: l'eventuale illegittimità o non satisfattività del provvedimento espresso deve essere fatta valere con autonoma impugnazione. Le spese sono state compensate in considerazione dell'adempimento, sebbene tardivo, dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    L'emanazione di un provvedimento espresso che chiude il procedimento iniziato con l'istanza del privato, quale che sia la natura (accoglimento ovvero di reiezione), determina, in ogni caso, il soddisfacimento, per fatto dell'Amministrazione, dell'interesse pretensivo azionato con la domanda giudiziale avverso il silenzio ex art. 117 c.p.a.

    Nel giudizio avverso il silenzio, l'adozione di un provvedimento espresso sull'istanza determina la cessazione della materia del contendere anche quando il provvedimento sia di rigetto o non sia ritenuto satisfattivo dal ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa, unitamente all'art. 10 del Regolamento (UE) 2016/679, per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale presupposto, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, per la tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo avverso il silenzio-inadempimento, l'adozione da parte dell'amministrazione di un provvedimento espresso che definisce il procedimento avviato dall'istanza del privato determina la cessazione della materia del contendere, sia che il provvedimento accolga sia che respinga l'istanza.
  • La cessazione della materia del contendere nel giudizio sul silenzio prescinde dalla legittimità o dal carattere satisfattivo del provvedimento sopravvenuto; le contestazioni rivolte contro il contenuto dell'atto espresso devono essere proposte mediante autonoma impugnazione.
  • L'adempimento tardivo dell'amministrazione può giustificare la compensazione delle spese di lite, secondo la valutazione del giudice.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàPericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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