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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20596/2023 del 15/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza sorto in relazione a un procedimento esecutivo relativo a Vincenzo Crupi, destinatario di un decreto penale di condanna del 7/11/2000. Il Tribunale di Treviso, con ordinanza del 30/08/2022, aveva chiesto al giudice dell'esecuzione la dichiarazione di estinzione del reato ai sensi dell'art. 460, comma 4, c.p.p.; il giudice dell'esecuzione di Lecce, con ordinanza del 05/10/2022, ha sollevato conflitto negativo sostenendo che la competenza dovesse essere collegata al primo comma dell'art. 666 c.p.p. (competenza del giudice che ha emesso il decreto penale di condanna) e che la previsione del quarto comma operi solo se vi sono più sentenze da giudici diversi. La questione posta alla Corte era quindi quale fosse il giudice competente in materia esecutiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso che la competenza è del Giudice del Tribunale di Lecce e ha disposto la restituzione degli atti a quel giudice. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui, in sede esecutiva, la competenza appartiene al giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna divenuta irrevocabile (criterio cronologico) e ha precisato che l'art. 665, comma 4, c.p.p. introduce un parametro oggettivo che si applica indipendentemente dal fatto che la questione riguardi un unico titolo esecutivo o la totalità di essi. P.Q.M.: dichiara la competenza del Tribunale di Lecce e dispone la trasmissione degli atti (decisione del 17/03/2023).

Norme richiamate

  • art. 460, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 460, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma invocata dal giudice del Tribunale di Treviso per chiedere la dichiarazione di estinzione del reato; nel provvedimento non è stata ritenuta risolutiva della questione di competenza.

  • art. 666, primo comma, cod. proc. pen.

    art. 666, primo comma, cod. proc. pen.

    Richiamato dal giudice di Lecce per sostenere che la competenza spettava al giudice che aveva emesso il decreto penale di condanna; posizione valorizzata nel corso del conflitto ma armonizzata con il criterio cronologico richiamato dalla giurisprudenza.

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Interpretata dalla Corte come la disposizione che introduce un criterio oggettivo/cronologico di determinazione della competenza funzionale del giudice dell'esecuzione: competente è il giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna irrevocabile; tale criterio si applica anche se la questione riguarda un solo titolo esecutivo o più titoli.

Massime di principio

  • In materia esecutiva la competenza spetta al giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna divenuta irrevocabile: il criterio è cronologico e oggettivo.
  • Il criterio previsto dall'art. 665, comma 4, c.p.p. si applica indipendentemente dal numero dei titoli esecutivi (unico titolo o più titoli): non è necessario che vi siano sentenze di giudici diversi per applicare il criterio cronologico.
  • Se un giudice declina la competenza in favore di un altro, il giudice che ritiene di essere competente può sollevare conflitto negativo di attribuzione; la Corte di Cassazione decide il conflitto indicando il giudice competente e ordinando la trasmissione degli atti.
  • Per determinare la competenza va verificato l'ordine cronologico delle pronunce irreversibili: l'ufficio che ha emesso l'ultimo titolo esecutivo è quello competente per le questioni di esecuzione.
  • In fase di contenzioso esecutivo conviene controllare preventivamente quale tribunale ha emesso l'ultima pronuncia irrevocabile e, se necessario, sollevare tempestivamente questione di competenza o conflitto per evitare atti inutili.

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