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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26895/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Enna che, in sede di riesame, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (12/07/2021) di manoscritti antichi ritrovati nella disponibilità dell'indagato, contestando i reati di cui agli artt. 618 c.p. e 173 D.Lgs. n. 42/2004. Il Procuratore lamentava violazione di legge per la riqulificazione del reato come furto e sosteneva che l'indagato, essendo privo di titolo sui beni, non avrebbe avuto interesse legittimo a proporre istanza di riesame poiché non poteva ottenere la restituzione dei beni.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che l'indagato, pur non essendo titolare del diritto di proprietà, sia legittimato a chiedere il riesame del sequestro preventivo se dimostra un interesse concreto e attuale corrispondente all'obiettivo processuale (in particolare l'effetto del dissequestro e la restituzione della cosa). La Corte ha inoltre osservato che nel caso concreto l'indagato aveva interesse a contestare il fumus commissi delicti (anche con argomentazioni sulla prescrizione dei reati) e che non risultava applicabile un divieto di restituzione per confisca obbligatoria. Il provvedimento impugnato resta quindi efficace.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Fondamento della legittimazione a proporre richiesta di riesame contro il decreto di sequestro preventivo anche per la persona alla quale le cose sono state sequestrate, distinta dall'avente diritto alla restituzione.

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Inserito nel quadro delle impugnazioni cautelari reali; contribuisce alla lettura sistematica che riconosce la possibilità di impugnare il titolo cautelare da parte di chi ha interesse concreto.

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma generale sull'interesse all'impugnazione che, letta insieme alle disposizioni settoriali, conferma la necessità di un interesse concreto e attuale per proporre gravame.

  • art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Ulteriore disposizione sulle impugnazioni che, nel contesto sistematico richiamato dalla Corte, aiuta a definire l'interesse necessario per impugnare i provvedimenti cautelari reali.

  • art. 240, comma 2, cod. pen.

    Richiamata in relazione alla confisca obbligatoria: la Corte ha escluso che i beni fossero ricompresi nei casi di confisca obbligatoria che impedirebbero la restituzione conseguente al dissequestro.

  • art. 324, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per il principio che, salvo casi di confisca obbligatoria, la revoca del sequestro può comportare la restituzione dei beni; quindi la possibilità di richiedere il riesame non è esclusa per via di un presunto mancato diritto alla restituzione.

  • art. 618 cod. pen.

    Articolo contestato (furto): la decisione di merito aveva valutato profili di prescrizione rispetto al momento consumativo del reato; la Corte di legittimità non ha riformato tale valutazione sostanziale nel provvedimento di inammissibilità.

  • art. 173 D.Lgs. n. 42/2004

    Norma contestata relativa alla detenzione illecita di beni culturali; rilevante per la qualificazione del bene e per gli aspetti sulla possibile confisca/ristoro, ma non ha impedito la legittimazione del riesame da parte dell'indagato.

Massime di principio

  • L'indagato nella cui disponibilità sono stati posti i beni sequestrati è legittimato a chiedere il riesame del sequestro anche se non proprietario, purché dimostri un interesse concreto e attuale, tipicamente diretto alla restituzione tramite dissequestro.
  • L'interesse del ricorrente va valutato al momento della presentazione della richiesta di riesame: argomentazioni sul fumus commissi delicti o sulla prescrizione possono costituire tale interesse.
  • La mancanza di titolo di proprietà non equivale automaticamente a inammissibilità del riesame; occorre verificare se sussistono profili che impediscano la restituzione (es. confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240 c.p.).
  • Nei procedimenti cautelari reali, la lettura sistematica delle norme sulle impugnazioni (arti. 322, 322-bis, 568, 591 c.p.p.) favorisce l'accesso al rimedio da parte di chi ha interesse concreto, per garantire la tutela della disponibilità materiale dei beni.
  • Quando la decisione di merito si fonda su questioni di prescrizione o sul momento consumativo del reato, il riesame può efficacemente essere usato per contestare il fumus commissi delicti e ottenere il dissequestro.

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