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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36197/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'INAIL impugnava la sentenza che aveva riconosciuto a Grisolia l'anzianità di servizio maturata nel periodo di plurimi contratti a termine ai fini della progressione stipendiale, contestando la decorrenza della prescrizione delle relative differenze retributive (sostenendo che fosse quinquennale e non sospesa dal 'metus' del lavoratore in pendenza dei contratti a termine).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INAIL, ha cassato la sentenza della Corte d'appello di Roma e ha rinviato la causa ad altro giudice di merito. Le Sezioni Unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui, nel pubblico impiego contrattualizzato, la prescrizione dei crediti retributivi decorre in costanza di rapporto (dal momento della loro progressiva insorgenza) o dalla cessazione del rapporto per i crediti originati dalla cessazione stessa; non si riconosce un 'metus' idoneo a far decorrere diversamente la prescrizione per la mera aspettativa di stabilità derivante da rapporti a termine anche se successivamente stabilizzati.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 2948, n. 4

    Si riferisce al termine quinquennale di prescrizione per i crediti retributivi; la questione era se tale termine decorra dalla cessazione del rapporto o in costanza di rapporto nel pubblico impiego contrattualizzato. Le Sezioni Unite affermano che, per il pubblico impiego contrattualizzato, la prescrizione decorre in costanza di rapporto.

  • Codice civile, art. 2941

    Norma sul decorso della prescrizione; richiamata nel motivo di ricorso come riferimento alla disciplina della prescrizione. La Corte l'ha interpretata nel contesto del principio che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego decorre in costanza di rapporto.

  • Codice civile, art. 2942

    Rilevante nella ricostruzione del regime prescrizionale dei crediti; utilizzata nel motivo di ricorso, contestualizzata dalla Corte nel principio generale affermato per il pubblico impiego contrattualizzato.

  • Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato (18 marzo 1999), clausola 4

    Riconosce il principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato in relazione alle "condizioni di impiego" (tra cui l'anzianità ai fini retributivi). La Corte ha confermato che il diritto all'anzianità maturata su contratti a termine è riconoscibile, ma ciò non modifica la regola sulla decorrenza della prescrizione nel pubblico impiego contrattualizzato.

  • Direttiva 1999/70/CE

    Riceve l'Accordo Quadro e orienta il riconoscimento di pari trattamento tra lavoratori a termine e indeterminati; utilizzata per affermare il diritto del lavoratore al riconoscimento dell'anzianità, senza però incidere sulla decorrenza della prescrizione nel pubblico impiego.

  • d.lgs. 29/1993

    Richiamato come parte del quadro normativo di riforma del pubblico impiego che limita la piena sovrapposizione tra rapporto pubblico e privato e giustifica un diverso trattamento prescrizionale.

  • d.lgs. 165/2001

    Norma cardine della contrattualizzazione del pubblico impiego; rilevante per individuare la diversa matrice e le garanzie del rapporto pubblico contrattualizzato, giustificando la decorrenza della prescrizione in costanza di rapporto.

  • legge n. 92/2012

    Ha modulato la tutela nel lavoro privato (e la decorrenza della prescrizione dal momento della cessazione del rapporto per diritti non prescritti alla data di entrata in vigore), ma la Corte esclude la piena applicazione di tale modulazione al pubblico impiego contrattualizzato.

  • d.lgs. 23/2015

    Riferito come elemento della evoluzione normativa del lavoro privato; non ha modificato il principio applicabile al pubblico impiego contrattualizzato secondo la Corte.

  • art. 63 d.lgs. 165/2001 (nella versione previgente e nella versione novellata)

    Disciplina la reintegrazione e l'indennità in caso di annullamento o nullità del licenziamento nel pubblico impiego; la Corte ritiene che le modifiche successive non incidano sul parametro del 'metus' e quindi non alterino il regime prescrizionale consolidato per il pubblico impiego.

  • art. 18 legge n. 300/1970

    Norma sulla tutela contro i licenziamenti illegittimi nel settore privato, modificata dalla legge 92/2012; la Corte sottolinea la non piena applicabilità delle modifiche al pubblico impiego contrattualizzato.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato la prescrizione dei crediti retributivi decorre in costanza di rapporto (dal momento della loro progressiva insorgenza) o, se il credito origina dalla cessazione, dalla cessazione stessa; la mera aspettativa di stabilità derivante da contratti a termine non sospende la prescrizione.
  • La stabilizzazione successiva del rapporto (assunzione a tempo indeterminato dopo successione di contratti a termine) non azzera né interrompe automaticamente i termini prescrizionali relativamente alle retribuzioni maturate nei precedenti rapporti a termine: le azioni per differenze vanno valutate rispetto alla decorrenza originaria dei crediti.
  • La negazione amministrativa del riconoscimento del servizio pregresso da parte della P.A. non determina automaticamente la sospensione o interruzione della prescrizione: è importante agire tempestivamente per tutelare i crediti già maturati.
  • La disciplina del lavoro pubblico contrattualizzato mantiene peculiarità costituzionalmente fondate (art. 97, 28, 98 Cost.) che giustificano una diversa interpretazione della decorrenza della prescrizione rispetto al lavoro privato; pertanto, non tutte le modifiche normative del settore privato si estendono automaticamente al pubblico impiego.
  • Pratica concreta: il lavoratore pubblico che ritenga non riconosciuta anzianità o retribuzioni pregresse dovrebbe esercitare i propri diritti in tempi utili, considerato che il 'metus' connesso ai rapporti a termine non è ritenuto idoneo a sospendere la prescrizione.

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