Cassazione Penale, Ordinanza n. 23301/2026 del 24/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La vicenda riguarda un condannato in appello per il reato di riciclaggio, contestato in relazione alla ricezione e/o gestione di un bene di provenienza illecita, con condotta finalizzata a ostacolarne il ritrovamento. In Cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) violazione di legge penale, mancanza e manifesta illogicità della motivazione quanto all'accertamento del dolo del reato ex art. 648-bis c.p., sostenendo l'insussistenza dell'elemento soggettivo; 2) violazione di legge e vizi motivazionali sul diniego delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.
La decisione
La Corte ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Quanto al dolo, ha osservato che la sentenza di merito aveva argomentato correttamente la sussistenza della condotta e dell'elemento soggettivo, valorizzando plurimi elementi documentali dai quali desumere la consapevolezza della provenienza illecita del bene e la volontà di ostacolarne il ritrovamento, tra cui in particolare una falsa procura notarile. Quanto alle attenuanti generiche, ha escluso la denunciata illogicità della motivazione, rilevando che il giudice di merito aveva fatto leva sulla gravità complessiva del fatto e che, in sede di legittimità, non è necessario che vengano esaminati tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, essendo sufficiente il richiamo a quelli ritenuti decisivi o rilevanti. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648-bis c.p.
Il dolo del riciclaggio può essere desunto da plurimi elementi fattuali e documentali, inclusa la consapevolezza della provenienza illecita del bene e la volontà di ostacolarne il ritrovamento.
art. 62-bis c.p.
Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiami gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza dover confutare analiticamente ogni elemento favorevole o sfavorevole prospettato dalle parti.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, la censura sull'elemento soggettivo è manifestamente infondata quando la sentenza di merito abbia offerto una motivazione coerente e supportata da plurimi elementi da cui inferire la consapevolezza della provenienza illecita del bene e la volontà di ostacolarne la restituzione o il ritrovamento.
- Ai fini della configurabilità del riciclaggio, è sufficiente la prova della consapevolezza dell'origine illecita del bene e della finalità di ostacolare l'accertamento o il rinvenimento del bene medesimo.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sorretto da motivazione sufficiente quando il giudice di merito valorizzi la gravità complessiva del fatto o altri elementi decisivi, senza dover prendere in considerazione in modo espresso e puntuale ogni argomento difensivo o dato favorevole.
- In Cassazione, le doglianze che mirano a ottenere una rivalutazione del merito sotto la veste di vizi di motivazione non sono ammissibili quando la sentenza impugnata presenti una motivazione non manifestamente illogica.
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