Cassazione Penale, Sentenza n. 40314/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Genova che aveva confermato la condanna, pronunziata in abbreviato condizionato, per estorsione continuata aggravata e tentata estorsione in danno di Bastianutti Fedra. I motivi di censura erano: 1) violazione di legge e vizio di motivazione perché le prime somme consegnate sarebbero state date volontariamente dalla persona offesa per aiutare l'ex amante e non per coercizione; 2) violazione di legge e vizio di motivazione perché il fatto contestato al capo B) sarebbe un tentativo inidoneo e l'evento non si sarebbe verificato per desistenza volontaria dell'imputato; 3) travisamento della prova con riferimento alle 98 ricariche ricevute dalla parte offesa, di cui 9 avrebbero dovuto produrre assoluzione; 4) vizio di motivazione ritenendo il capo B) non compreso nella continuazione contestata al capo A); 5) vizio di motivazione e di diritto sulla sussistenza dell'aggravante per danno patrimoniale di rilevante gravità, sostenendo che, secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Chiodi, Ciabotti), il danno deve essere valutato con riguardo a ciascuna singola violazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha respinto tutte le doglianze. In particolare: il primo motivo è inammissibile perché tenta un sindacato sui fatti e sulla valutazione delle prove già compiuta in sede di merito e reiterata senza confrontarsi con la motivazione d'appello; il secondo motivo è manifestamente infondato perché la Corte d'appello ha ritenuto che l'ultima richiesta del 27/11/2018 non si sia perfezionata per rifiuto della vittima e non per desistenza volontaria dell'imputato; il terzo è inammissibile per questioni di fatto non devolute in appello; il quarto è infondato in quanto riguarda condotte successive e diverse; il quinto è infondato perché la Corte conferma l'orientamento maggioritario secondo cui, nel reato continuato e in assenza di specifiche esclusioni, l'aggravante per danno patrimoniale di rilevante gravità va valutata sul danno complessivo arrecato alla stessa vittima. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, a versare euro 3.000,00 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile (euro 3.686,00 oltre accessori).
Norme richiamate
art. 192 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello fosse conforme alle regole di valutazione delle prove previste dall'art. 192 c.p.p.; i rilievi del ricorrente sono stati considerati un improponibile sindacato sulle valutazioni di fatto correttamente svolte.
art. 61 n. 7 cod. pen.
Riguarda l'aggravante per aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità. La Corte interpreta che, nel reato continuato, il danno debba essere valutato nella sua complessità quando ricade sullo stesso soggetto, e non scisso per ciascuna violazione, salvo tassative esclusioni.
Sezioni Unite, Chiodi
Sez. U., Chiodi (richiamata dalla sentenza impugnata)
La sentenza Chiodi è stata esaminata: pur riconoscendo l'autonomia giuridica delle singole violazioni che possono costituire continuazione, la Cassazione afferma che la ratio di Chiodi non impone sempre la valutazione del danno per singolo atto quando il danno resta confinato nel patrimonio della stessa vittima.
Sezioni Unite, Ciabotti
Sez. U., Ciabotti (richiamata nel ricorso)
La corte richiama la giurisprudenza che il ricorrente invoca ma conclude che, alla luce dei fatti concreti e dell'orientamento maggioritario successivo, non sussiste un contrasto giurisprudenziale tale da richiedere la rimessione alle Sezioni Unite.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né sostituisce la valutazione delle prove svolta in sede di merito: i motivi che si limitano a criticare le valutazioni probatorie senza dimostrare errori di diritto sono spesso dichiarati inammissibili o infondati.
- La distinzione tra desistenza volontaria dell'agente e mancato perfezionamento del reato per rifiuto della vittima è cruciale: la desistenza esclude il reato quando è volontaria e interrompe il progetto criminoso; se l'evento non si verifica per rifiuto della vittima, resta integrato il tentativo.
- Nel reato continuato, l'applicazione dell'aggravante per danno patrimoniale di rilevante gravità può essere fatta considerando il danno complessivo se lo stesso è subito da un unico soggetto; per opporre questa valutazione è necessario dimostrare la sussistenza di ragioni concrete per una diversa quantificazione (es. pluralità di persone offese o specifiche esclusioni normative).
- Per contestare in cassazione la valutazione probatoria è necessario far emergere un vizio di diritto, travisamento specifico e motivato delle prove o illogicità/palpabile contraddizione nella motivazione, non una mera richiesta di rivalutazione del materiale probatorio.
- Richiedere la rimessione alle Sezioni Unite richiede la dimostrazione di un contrasto giurisprudenziale consolidato e non di mere divergenze di caso; la Corte verifica l'esistenza di un 'radicato contrasto' prima di rimettere la questione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40112/2023 del 04/10/2023
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40113/2023 del 04/10/2023
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40114/2023 del 04/10/2023
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40115/2023 del 04/10/2023
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40116/2023 del 04/10/2023
- Sentenza penale · 4 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 40117/2023 del 04/10/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →