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Sentenza

Sentenza n. 720/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione presso l’Ufficio Territoriale del Governo - Prefettura di Lecce, Area IV, Diritti Civili, Cittadinanza e Immigrazione, prot. n. P-LE/L/N/2020/101771 del 18 ottobre 2021, con il quale è stata rigettata l’istanza/dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare subordinato in favore del cittadino extracomunitario Hoxhaj Taulant presentata dal datore di lavoro in data 6 agosto 2020, ai sensi dell’art. 103, comma 1, del D.L. n. 34/2020, convertito dalla Legge n. 77/2020; - ove occorra, in via presupposta, del parere non favorevole (richiamato e fatto proprio nel provvedimento di diniego impugnato) espresso nel procedimento dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lecce di estremi sconosciuti; - ove occorra del preavviso di diniego del 18 febbraio 2021, prot. P-LE/L/N/ 2020/101771; - di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202101696

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di emersione dal lavoro irregolare subordinato, unitamente agli atti presupposti, compreso il parere non favorevole dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni dell’immigrazione e del lavoro)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il datore di lavoro e il cittadino extracomunitario hanno impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura di Lecce che aveva rigettato l’istanza di emersione dal lavoro irregolare subordinato presentata ai sensi dell’art. 103, comma 1, del d.l. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020. Sono stati altresì contestati, ove occorrenti, il parere non favorevole dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, il preavviso di diniego e gli atti connessi. Il testo della sentenza non riporta in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito in rito a seguito della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Dopo la costituzione delle amministrazioni resistenti, i ricorrenti hanno depositato una memoria dichiarando di non avere più interesse alla definizione del giudizio e chiedendo la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese. Il TAR ha ritenuto che, fino al momento della trattazione della causa in decisione, la parte disponga dell’azione e possa dichiarare il venir meno dell’interesse a ricorrere. Il giudice, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, deve prendere atto della dichiarazione e definire il giudizio conformemente ad essa. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento insieme all’art. 35 c.p.a.; il testo non esplicita una specifica interpretazione autonoma.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

  • art. 103, comma 1, d.l. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020

    Costituisce la base normativa dell’istanza di emersione dal lavoro irregolare oggetto del diniego impugnato; non è oggetto di interpretazione decisiva nella sentenza.

Massime di principio

  • Fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, la parte ricorrente conserva la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio.
  • Quando la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse è resa tempestivamente dalla parte ricorrente, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l’improcedibilità del ricorso, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
  • La definizione in rito per sopravvenuto difetto di interesse può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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