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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7291/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e aveva condannato l'imputato per il reato di ricettazione. Il difensore deduceva la mancata assunzione di una prova decisiva e un vizio di motivazione, sostenendo che l'overturning sfavorevole imponeva la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale poiché la corte territoriale avrebbe effettuato una diversa valutazione delle prove dichiarative rispetto al Tribunale. In particolare il primo giudice aveva ritenuto credibile la versione dell'imputato (rinvenimento casuale e immediata restituzione del tesserino), mentre la corte d'appello aveva dato rilievo alla testimonianza dell'ufficiale di p.g. Rosadini, che dichiarò di aver rinvenuto il tesserino "svuotando un cassetto del comodino", circostanza riportata nel verbale di sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della corte territoriale secondo cui il Tribunale aveva omesso o travisato una risultanza istruttoria rilevante (la deposizione di Rosadini sul rinvenimento nel comodino) e ha richiamato il principio secondo cui la rinnovazione dell'istruttoria è obbligatoria per la reformatio in peius solo quando l'appello si fondi su una diversa valutazione delle prove dichiarative, non quando si tratti di un travisamento/omissione di elementi acquisiti. Pertanto la condanna per ricettazione pronunciata in appello (con riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 648, comma secondo, c.p.) rimane confermata; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La norma definisce il reato di ricettazione; la corte d'appello ha ritenuto sussistente il reato pur riconoscendo l'attenuante prevista dal secondo comma

  • Cass. sez. 6, sent. n. 8610 del 05/02/2020 (dep. 03/03/2020) - Rv. 278457

    Principio richiamato in tema di travisamento per omissione: mancanza di motivazione su elemento probatorio potenzialmente decisivo configura travisamento e giustifica la riforma senza rinnovazione istruttoria

  • Cass. sez. 6, sent. n. 35899 del 30/05/2017 (dep. 20/07/2017) - Rv. 270546

    Principio secondo cui il giudice d'appello che proceda alla reformatio in peius deve rinnovare l'istruttoria solo se si basa su una diversa valutazione delle prove dichiarative e non quando la modifica derivi da un travisamento di esse

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale da parte della corte d'appello, in caso di riforma sfavorevole, è obbligatoria solo quando l'appello si fonda su una diversa valutazione delle prove dichiarative e non quando la corte rilevi un travisamento o un'omissione di elementi probatori già acquisiti.
  • Se il primo giudice non valuta o omette di motivare su una testimonianza potenzialmente decisiva, la corte d'appello può pervenire a una condanna senza dover rinnovare le prove, qualora ritenga che si tratti di travisamento/omissione e non di mero contrasto di valutazioni sulle dichiarazioni.
  • La valutazione della credibilità delle dichiarazioni e delle circostanze fattuali (es. rinvenimento del tesserino in sede di perquisizione vs rinvenimento casuale e immediata restituzione) rimane prerogativa del giudice del merito e difficilmente è sindacabile dalla Cassazione se fondata su motivazioni plausibili.
  • La difesa che intende impedire la riforma in peius deve chiedere espressamente la rinnovazione probatoria in appello quando la decisione avversaria si fonda su diversa valutazione della prova dichiarativa; in Cassazione i motivi che riguardano esclusivamente la valutazione della prova testimoniale trovano scarsa accoglienza se non viene censurato un vizio di diritto.
  • Le prove documentali o di polizia (verbali di sequestro, dichiarazioni degli investigatori sulla modalità di rinvenimento) possono contraddire la versione difensiva e giustificare la condanna se il giudice le ritiene credibili.

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