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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11286/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto da parte della Corte d'appello della richiesta di restituzione in termini e della successiva istanza di rescissione del giudicato. Contestava la motivazione della Corte territoriale ritenuta manifestamente illogica nella parte in cui aveva escluso la remissione in termini per la presentazione dell'istanza di rescissione, sostenendo che non era richiesto un onere probatorio pieno ma solo una mera allegazione dei fatti impeditivi che il giudice poteva accertare d'ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di Appello secondo cui il termine decadenziale di 30 giorni di cui all'art. 629-bis cod. proc. pen. era decorso dalla conoscenza del procedimento (notifica dell'ordine di esecuzione il 16.1.2021) e che il ricorrente aveva conferito l'incarico al difensore solo il 19.3.2021, oltre i termini utili. Ha inoltre ritenuto che non fosse stata adeguatamente allegata una causa di forza maggiore o un ostacolo idoneo a giustificare la richiesta di remissione in termini entro i 10 giorni previsti dall'art. 175 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    il condannato ... con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo; ... la richiesta ... entro trenta giorni dal momento dell'avvenuta conoscenza del procedimento

    Il termine per proporre la richiesta di rescissione decorre dalla "conoscenza del procedimento" (momento in cui l'interessato è venuto a conoscenza dell'esistenza del procedimento), non dalla conoscenza compiuta dei contenuti degli atti o della sentenza; pertanto il dies a quo è la notifica o altro evento che faccia conoscere il procedimento.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    la richiesta di remissione in termini va proposta "entro dieci giorni da quello nel quale è cessato il fatto costituente caso fortuito o forza maggiore"

    La remissione in termini presuppone l'allegazione di un impedimento attuale e temporaneo (caso fortuito o forza maggiore) e la relativa istanza va proposta entro 10 giorni dalla cessazione dell'impedimento; la mancata allegazione di quando sia cessato l'impedimento impedisce la valutazione favorevole della remissione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna al pagamento di somme a favore della Cassa delle Ammende: qui è stata applicata per irrogare la somma di Euro 3.000 al ricorrente in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per chiedere la rescissione del giudicato decorre dalla conoscenza del procedimento (es. notifica dell'ordine di esecuzione) e non dalla conoscenza completa del contenuto della sentenza.
  • Se si è venuti a conoscenza del procedimento, occorre agire tempestivamente: l'incarico al difensore e la proposizione dell'istanza dopo mesi rischiano di essere considerati tardivi.
  • La remissione in termini secondo l'art. 175 c.p.p. richiede l'allegazione di un impedimento concreto (caso fortuito o forza maggiore) e l'istanza va presentata entro 10 giorni dalla cessazione dell'impedimento; è dunque necessario specificare tempi e modalità dell'impedimento per consentire la valutazione del giudice.
  • Esiste distinzione tra onere di allegazione e onere probatorio: in sede di remissione in termini è necessario allegare fatti specifici che giustifichino il ritardo; il giudice può verificare e acquisire d'ufficio elementi, ma non può supplire a una totale mancanza di allegazione originaria.
  • In casi di detenzione all'estero o uso di identità diverse, è fondamentale documentare tempestivamente la causa dell'assenza di conoscenza (es. periodi di detenzione all'estero, divieto di dimora, difficoltà nel reperimento) e procedere immediatamente alla nomina del difensore.
  • Il mancato rispetto dei termini a pena di inammissibilità comporta l'immediata estromissione del ricorso e l'obbligo di sostenere le spese processuali e eventuali somme a favore della Cassa delle Ammende.

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