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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49426/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza con cui la Corte d'appello di Roma ha dichiarato inammissibile la richiesta di revisione ex art. 630 c.p.p. relativa alla condanna di Gaetano Variabile per illeciti edilizi e violazione dei sigilli. Il ricorrente deduceva: (i) incompetenza della Sezione chiamata a decidere in sede di rinvio (violazione art. 634 c.p.p. e art. 11 c.p.p.); (ii) violazione di norme processuali per mancata acquisizione del fascicolo dibattimentale ritenuto necessario; (iii) vizio di motivazione e travisamento della prova per non aver adeguatamente valutato la consulenza aerofotogrammetrica della Nuova Avioriprese s.r.l. e la testimonianza di Gennaro Rusciano, ritenute dal ricorrente idonee a dimostrare la novità e il carattere demolitorio del nuovo materiale probatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che, benché vi fosse un errore formale nell'individuazione del giudice del rinvio, tale vizio doveva essere fatto valere tramite procedura di correzione di errore materiale ex art. 130 c.p.p.; in mancanza, la Corte di merito non poteva declinare la competenza. Sul secondo motivo ha ritenuto inammissibile l'appello poiché, nella fase preliminare del procedimento di revisione, il giudice valuta solo in astratto l'idoneità delle "prove nuove" a ribaltare il giudicato e non procede a una istruttoria estensiva o acquisizione del fascicolo dibattimentale. Sul terzo motivo ha concluso che la consulenza aerofotogrammetrica era generica (si limita a riferire un "edificio completo di solaio di copertura" senza specificare consistenza volumetrica o opere di completamento) e, unitamente alla testimonianza generica di Rusciano, non era idonea, nella fase preliminare, a dimostrare la capacità demolitoria del giudicato. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza di revisione; oggetto dell'istanza iniziale proposta per ottenere la revisione della sentenza di condanna.

  • art. 634, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce che, in caso di accoglimento del ricorso in Cassazione, il giudizio di revisione è rinviato ad altra Corte d'appello individuata secondo i criteri dell'art. 11 c.p.p.; la sentenza di cassazione aveva rilevato un errore nell'indicazione del giudice del rinvio.

  • art. 11 cod. proc. pen.

    Criteri di individuazione delle Corti d'appello cui rinviare il giudizio; richiamato per spiegare l'errata individuazione del giudice del rinvio da parte della sentenza rescindente.

  • art. 525 cod. proc. pen.

    Norma sul procedimento del giudizio di revisione e sulle formalità del suo svolgimento; richiamata rispetto alla modalità di decisione che il ricorrente riteneva dovuta.

  • art. 637 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle forme di decisione del giudizio di revisione (collegamento con art. 525 e le formalità procedurali).

  • art. 636 cod. proc. pen.

    Norme relative alla forma della decisione nel giudizio di revisione; la Corte ha ritenuto che l'adozione di un'ordinanza anziché di una sentenza non abbia arrecato pregiudizio concreto.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Procedura per la correzione di errori materiali; secondo la Corte di Cassazione l'errore formale relativo all'individuazione del giudice del rinvio doveva essere fatto valere con questo rimedio e non con il motivo prospettato in cassazione.

  • artt. 529, 530, 531 cod. proc. pen.

    Norme sul proscioglimento e sulla revisione della sentenza: richiamate per definire il parametro della valutazione preliminare della idoneità del novum a determinare il proscioglimento.

Massime di principio

  • Nel procedimento di revisione il giudice preliminarmente valuta solo in astratto l'idoneità delle "prove nuove" a ribaltare il giudicato; non è consentita, in tale fase, una istruttoria approfondita o una pronuncia definitiva sulla fondatezza del novum.
  • Errori formali nella indicazione del giudice del rinvio (p.e. assegnare il procedimento a una sezione della stessa Corte invece che ad altra Corte d'appello) vanno fatti valere tramite la procedura di correzione di errore materiale ex art. 130 c.p.p.; in mancanza, il giudice designato dalla sentenza di cassazione deve svolgere il giudizio di revisione.
  • Per essere rilevanti in sede di delibazione preliminare, le prove "nuove" devono essere specifiche e dotate di una chiara capacità dimostrativa rispetto al giudicato (relazioni tecniche generiche o testimonianze vaghe di norma non sono ritenute idonee).
  • La mancata acquisizione del fascicolo dibattimentale o di altri atti già valutati nel processo originario difficilmente può costituire motivo decisivo nella fase preliminare della revisione: l'accento è sulla capacità astratta del novum di incidere sul giudicato.
  • Se la Corte di legittimità ha già ritenuto illogiche o non decisive alcune dichiarazioni (es. testimonianze generiche), quelle stesse dichiarazioni avranno limitata efficacia se riproposte nel giudizio di revisione senza elementi nuovi e puntuali.
  • L'adozione di una decisione in forma di ordinanza, anziché sentenza, nel giudizio di revisione non costituisce di per sé un vizio rilevante se non arreca un concreto pregiudizio alle parti.

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