Cassazione Penale, Sentenza n. 11055/2022 del 28/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte di appello di Lecce (11/09/2020). Il ricorrente contestava la qualificazione dell'attività svolta come raccolta abusiva di scommesse, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, contrasto con principi UE in relazione al ruolo dell'allibratore straniero, vizio in ordine all'elemento soggettivo del reato e chiedeva la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria. La difesa ha inoltre sostenuto che il centro scommesse aveva contratto con Stanley Malta Ltd, aveva inoltrato documentazione e richiesto avvii di controlli, e che lo Spada fosse solo dipendente non responsabile dell'organizzazione dell'attività.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha confermato che Spada, in qualità di gestore della sala, ha esercitato abusivamente l'attività di raccolta di scommesse senza la licenza prevista dall'art. 88 TULPS e senza valida concessione AAMS/ADM, raccogliendo le giocate e pagando vincite. Non risultava la sua iscrizione al sito del Monopolio né una richiesta di regolarizzazione tempestiva: la richiesta di autorizzazione presentata il giorno prima del controllo è stata ritenuta inidonea a sanare l'illiceità. La norma di regolarizzazione contenuta nella legge 190/2014 non libera l'attività da autorizzazioni e, se tardiva, non legittima l'illecito già commesso. La Corte ha ritenuto provato l'elemento soggettivo (consapevolezza dello svolgimento dell'attività illecita) e ha considerato inammissibile la richiesta di conversione della pena, poiché generica e non specificamente dedotta in appello. Condanna al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (art. 88 TULPS)
richiede il rilascio dell'autorizzazione di pubblica sicurezza per lo svolgimento della raccolta di scommesse; la sua assenza integra profili di illegalità nell'attività di intermediazione delle giocate
Legge 13 dicembre 1989, n. 401 (art. 4)
punisce la raccolta di scommesse da parte di soggetti che intermediano per allibratori stranieri senza le necessarie autorizzazioni/licenze; la raccolta effettuata senza le autorizzazioni configura reato
Legge 28 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 644)
prevede una disciplina di regolarizzazione/obblighi, ma non liberalizza l'attività: non può essere utilizzata per sanare attività illecite già svolte se la richiesta è tardiva o non rispetta i presupposti previsti
Disposizione nota come "art. 644, comma 1" nella legge di stabilità 2014
la presentazione tardiva di istanze di regolarizzazione non è rilevante ai fini della legittimazione di attività non autorizzate e non consente l'apertura di nuovi punti vendita
Codice di procedura penale (art. 597, comma 5)
art. 597, comma 5 cod. proc. pen.
consente l'applicazione d'ufficio di benefici di legge in sentenza, ma detta anche limiti e vincoli alla discrezionalità in tema di applicazione di benefici e sostituzione della pena
Legge n. 689/1981 (art. 58)
richiamata per delimitare la possibilità di sostituzione e i limiti di discrezionalità nella rideterminazione delle pene
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (richiami: Galtelli n. 8825/2016, Punzo n. 12872/2017)
Sezioni Unite, sent. n. 8825 del 27/10/2016; Sezioni Unite, sent. n. 12872 del 19/01/2017
afferma il principio di specificità dei motivi richiesti per ottenere applicazioni d'ufficio o sostituzioni di pena; istanze generiche ed estranee ai criteri di specificità non consentono la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria
Massime di principio
- Lo svolgimento di attività di raccolta di scommesse richiede il possesso dell'autorizzazione ex art. 88 TULPS e delle concessioni/registrazioni presso l'ADM; l'assenza di tali titoli integra responsabilità penale per intermediazione abusiva
- Il rapporto contrattuale con un allibratore estero (es. Stanley Malta Ltd) non esonera dall'obbligo delle autorizzazioni italiane: la mera relazione contrattuale non legittima la raccolta se mancano licenze e concessioni
- La presentazione tardiva di istanze di regolarizzazione o la richiesta di autorizzazione immediatamente prima di un controllo non sanano un'attività già illecita e non impediscono la responsabilità penale
- Chi materialmente raccoglie le giocate e gestisce operazioni e pagamenti all'interno della sala è ritenuto responsabile, anche se si dichiara dipendente: la qualifica giuridica della condotta e la consapevolezza dell'illiceità sono determinanti
- Per ottenere la conversione di pena detentiva in pena pecuniaria o altri benefici in sede di appello o cassazione è necessaria una richiesta specifica e motivata; istanze generiche non soddisfano i criteri di specificità richiesti dalla giurisprudenza
- La verifica della sussistenza dell'elemento soggettivo (dolo) può essere desunta dalla conoscenza e dal ruolo dell'operatore nello svolgimento continuativo dell'attività irregolare
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