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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13632/2024 del 03/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduce tre censure: 1) vizio nella qualificazione del dolo per il reato di bancarotta fraudolenta distrattiva: si contesta che mancassero elementi per ritenere la volontarietà della distrazione (sostenendo che l'operazione fosse al più imprudente e che mancasse finalità di profitto), con critica alla valutazione delle dichiarazioni del teste Monateri; 2) censura sull'accertamento della bancarotta fraudolenta documentale, rilevando l'assenza di contabilità dal 2009 e la presunta inattività della società che avrebbe reso irrilevante la mancata tenuta delle scritture; 3) errata applicazione della norma estintiva (art. 445 c.p.p.), perché si sostiene che la condanna successiva riguardava un reato commesso anteriormente alla sentenza irrevocabile richiamata, per cui avrebbe dovuto operare l'effetto estintivo

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi come infondati o non sufficientemente specifici, confermando la valutazione dei giudici di merito circa la sussistenza del dolo distrattivo e l'uso della documentazione bancaria per ricostruire l'operazione distrattiva nonostante la carenza di scritture. Il terzo motivo è stato invece ritenuto fondato: la Corte ha rilevato che il reato contestato nella sentenza successiva era anteriore alla pronuncia della sentenza irrevocabile presa a riferimento, per cui non ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'effetto estintivo di cui all'art. 445 c.p.p.; su questo punto la sentenza è stata annullata senza rinvio. La pena complessiva è rimasta immutata, anche perché la Corte d'appello aveva già riconosciuto le attenuanti generiche in misura prevalente e ridotto altri effetti sanzionatori

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata come limite alla doglianza in Cassazione: il ricorso è stato valutato nei limiti previsti dalle disposizioni applicabili in materia di impugnazione

  • art. 23, comma 8, D.L. 28/10/2020, n. 137 conv. con L. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata per la trasmissione in Cassazione delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero (modalità procedurali adottate nel procedimento)

  • art. 445 cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che l'effetto estintivo richiede che il nuovo illecito sia commesso entro cinque anni dall'irrevocabilità della sentenza richiamata; se il fatto successivo è anteriore all'irrevocabilità, il meccanismo non opera

Massime di principio

  • In materia di bancarotta fraudolenta distrattiva la sussistenza del dolo si valuta con l'analisi di "indici di fraudolenza": condizione patrimoniale e finanziaria della società, contesto operativo, rapporti con società collegate, mancanza di giustificazioni contabili e temporali per le operazioni contestate
  • La deposizione di un teste che riferisce di fatti per conoscenza di terzi (de relato) ha valore problematico e il giudice può non ritenerla determinante se mancano riscontri oggettivi; la prova dei prelievi/distrazioni può essere altresì desunta dalla documentazione bancaria e da fatture/causali
  • L'assenza di scritture contabili non è di per sé sufficiente a escludere attività economica o a giustificare la qualificazione dell'operazione: la mancanza di documentazione facilita l'accertamento della bancarotta documentale, ma i giudici devono collegare temporalmente la carenza di scritture alle operazioni contestate
  • In Cassazione le censure devono essere specifiche e motivate: rilievi meramente assertivi o privi di basi obiettive rilevabili dagli atti sono destinati al rigetto
  • L'applicazione dell'effetto estintivo di cui all'art. 445 c.p.p. richiede attenzione al criterio temporale: il reato che si intende imputare come nuovo deve essere commesso dopo l'irrevocabilità della sentenza richiamata e entro il termine quinquennale per produrre l'effetto estintivo

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