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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41829/2024 del 13/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce plurimi vizi, in particolare: incompetenza territoriale del Tribunale di Lecce con riferimento al reato di autoriciclaggio ex art. 648-ter c.p. (sostenendo che il momento consumativo sarebbe avvenuto a Reggio Emilia con il ritiro dell'assegno); contraddittorietà e travisamento della prova relativamente alla configurabilità in fatto e in diritto delle fattispecie consumate e tentate (truffa ex art. 640 c.p., infedele patrocinio, falsità in atto pubblico artt. 476 e 482 c.p.); errata qualificazione di tentato/consumato e della responsabilità penale; vizio nella valutazione e ammissibilità delle aggravanti (art. 61, comma 2, nn. 5 e 7, e art. 640 comma 2, n. 2-bis) e nelle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis); vizio nella determinazione della pena, degli aumenti per continuazione e delle pene accessorie; e nullità processuali con riferimento alle norme di competenza territoriale del codice di procedura penale (artt. 8, 16, 21, 24 c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili le conclusioni difensive tardivamente depositate il 30.9.2024 ma ha comunque valutato il ricorso non manifestamente infondato, in particolare rispetto al primo motivo sulla competenza territoriale relativo al reato di autoriciclaggio. Tuttavia, constatato che nel frattempo è decorso il termine massimo di prescrizione (conclusosi il 4.7.2024), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali perché tutti i reati sono estinti per prescrizione. In sintesi: il ricorso non è stato dichiarato radicalmente inammissibile e ha determinato l'annullamento della sentenza per estinzione dei reati per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 648-ter c.p.

    Riconosciuta la natura istantanea del reato di autoriciclaggio; la Corte ha ammesso la tesi che la competenza territoriale possa radicarsi nel luogo in cui l'imputato ha impartito disposizioni on line per l'impiego del denaro illecitamente acquisito.

  • art. 640 c.p.

    La decisione ha esaminato la configurabilità del reato di truffa e delle aggravanti, rilevando questioni sulla qualificazione di consumato o tentato e sulla sussistenza della aggravante per minorata difesa.

  • art. 56 c.p.

    Richiamata con riguardo alla distinzione tra tentativo e consumazione delle condotte contestate; la Corte ha valutato i profili connessi alla consumazione delle fattispecie contestate.

  • artt. 476 e 482 c.p.

    Richiamati in relazione all'accusa di falsità; il ricorrente contestava la qualificazione e la prova della falsificazione, mentre la Corte ha preso atto delle censure senza revocare la statuizione in punto di merito, avendo poi disposto l'annullamento per prescrizione.

  • art. 61, comma 2, nn. 5) e 7) c.p.

    Le aggravanti contestate (tra cui quella disciplinata dal n. 5) e la n. 7) del comma 2) sono state valutate dai giudici di merito e impugnate dal ricorrente; la Corte ha esaminato la doglianza ma non ha potuto incidere sul piano sostanziale a causa dell'estinzione per prescrizione.

  • art. 62-bis c.p.

    Contestata l'omissione del riconoscimento delle attenuanti generiche da parte della Corte d'appello; la Cassazione ha valutato la censura ma la pronuncia finale è stata determinata dall'intervenuta prescrizione.

  • artt. 8, 16, 21, 24 c.p.p.

    Richiamati in relazione alla competenza per territorio; la Corte ha ritenuto che la questione di competenza fosse fondata in termini tali da non poter qualificare il ricorso come manifestamente infondato, confermando che la competenza può essere radicata nel luogo in cui si compie il primo momento rilevante dell'autoriciclaggio (anche se realizzato con operazioni telematiche).

  • art. 530 c.p.p.

    Citato in relazione alle assoluzioni pronunciate in primo grado (art. 530, comma 1 e 2) che avevano riguardato alcune imputazioni; la situazione di assoluzione è stata considerata nel quadro complessivo delle censure.

  • artt. 157, 159, 161 c.p.p.

    Applicati per il calcolo dei termini di prescrizione; la Corte ha determinato che il termine massimo di prescrizione era il 4.7.2024 ed ha dichiarato estinti i reati per intervenuta prescrizione.

  • art. 611 c.p.p.

    Richiamato nella giurisprudenza relativa al termine per il deposito di memorie nel rito cartolare: il deposito tardivo esime la Corte dall'obbligo di prenderle in esame.

  • art. 606, comma 3 c.p.p.

    Riferito in tema di inammissibilità per manifesta infondatezza: la Corte ha richiamato i criteri per dichiarare un ricorso manifestamente infondato ma ha ritenuto che il presente ricorso non ricadesse in tale categoria.

Massime di principio

  • Nei reati di autoriciclaggio commessi con operazioni telematiche, la competenza territoriale può essere individuata anche nel luogo in cui l'imputato ha impartito l'ordine telematico di impiego del denaro illecito, non solo nel luogo fisico in cui il beneficio è stato materialmente ritirato.
  • La Corte di Cassazione valuta con attenzione le eccezioni di manifesta inammissibilità: una questione di diritto o di fatto rilevante e non palesemente infondata impedisce la declaratoria di inammissibilità e conserva l'effetto sospensivo/interruttivo del termine di prescrizione.
  • Nel rito 'cartolare' i termini per depositare memorie e conclusioni sono perentori: documenti e conclusioni trasmessi oltre il termine possono essere dichiarati inammissibili e non presi in esame.
  • Quando la prescrizione si perfeziona nel corso del giudizio di legittimità, la Cassazione può annullare senza rinvio la sentenza agli effetti penali, disponendo l'estinzione del reato.
  • Le contestazioni sulla qualificazione di tentativo rispetto a consumazione richiedono un'analisi puntuale del momento in cui il fatto si è effettivamente consumato (es. il reale momento di reintroduzione del denaro nel circuito legale), e tale valutazione può incidere sulla competenza territoriale e sulla configurazione del reato.
  • Le aggravanti e le attenuanti devono essere motivate con precisione dai giudici di merito; tuttavia, se sopravviene la prescrizione, le questioni di merito relative a tali circostanze possono rimanere prive di esito pratico sul piano penale.

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