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Sentenza

Sentenza n. 649/2026 - Ancona, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di rigetto dell’istanza di visto o titolo collegato al nulla osta al lavoro per decorrenza dei termini e conseguente revoca del nulla osta

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 14 novembre 2025 con il quale era stata rigettata l’istanza n. AN0110340118 per decorrenza dei termini previsti dall’art. 22, comma 5-quinquies, del d.lgs. n. 286/1998, in assenza della conferma del nulla osta al lavoro da parte del datore di lavoro, con conseguente revoca del nulla osta. Nel corso del giudizio, la Prefettura di Ancona ha adottato il provvedimento prot. n. 37833 del 12 marzo 2026, revocando la comunicazione automatica dichiarativa della decadenza del nulla osta al lavoro. Il ricorrente, ritenendo tale sopravvenienza satisfattiva della propria pretesa, ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell’Amministrazione alle spese. Il giudice ha inoltre rilevato che la revoca era intervenuta anche a causa della confusione nell’utilizzo e nella comunicazione degli indirizzi di posta elettronica da parte del ricorrente, pur riconoscendone la buona fede.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., dichiarando cessata la materia del contendere in ragione dell’intervento, nelle more del giudizio, del provvedimento prefettizio del 12 marzo 2026, che aveva revocato la comunicazione automatica dichiarativa della decadenza del nulla osta al lavoro e aveva soddisfatto la pretesa sostanziale azionata. Le spese di lite sono state compensate, poiché la sopravvenuta revoca risultava collegata anche alla confusione nell’utilizzo e nella comunicazione degli indirizzi di posta elettronica da parte del ricorrente, sebbene in buona fede.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Il giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata, sentite le parti e verificata l’assenza di opposizioni.

    La controversia è stata definita in camera di consiglio con sentenza semplificata, poiché la sopravvenienza intervenuta rendeva non più attuale la decisione sulla domanda di annullamento.

  • art. 22, comma 5-quinquies, d.lgs. n. 286/1998

    decorrenza dei termini di cui all’art. 22, comma 5, quinquies del d.lgs. n. 286/1998

    La disposizione è richiamata quale base normativa del provvedimento originariamente impugnato, fondato sulla decorrenza dei termini senza conferma del nulla osta al lavoro da parte del datore di lavoro.

Massime di principio

  • La sopravvenuta revoca, da parte dell’amministrazione, dell’atto dichiarativo della decadenza del nulla osta al lavoro, quando soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata, determina la cessazione della materia del contendere, rendendo non necessaria la decisione sulla legittimità dell’atto originariamente impugnato.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la definizione satisfattiva della controversia deriva da un intervento in autotutela dell’amministrazione, ma la formazione della vicenda è stata agevolata anche da una condotta confusoria del ricorrente nella gestione e comunicazione dei propri indirizzi di posta elettronica, pur in presenza di buona fede.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoriaBuona fede e correttezza della PA

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