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Sentenza

Sentenza n. 2922/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione intimata in ordine all'istanza di convocazione al fine del rilascio del visto per motivi di studio in favore del Ricorrente

Giustizia amministrativa202513190

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di convocazione per l'avvio del procedimento di rilascio del visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'amministrazione sull'istanza volta alla convocazione necessaria per la presentazione della domanda di visto d'ingresso per motivi di studio. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerato il tempo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso e il comportamento dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente il contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    avverso il silenzio formatosi sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso nel territorio dello Stato per motivi di studio

    Disciplina l'azione contro il silenzio della pubblica amministrazione; il giudizio perde la sua materia quando, nelle more, l'amministrazione attiva il procedimento richiesto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    il Collegio ravvisa le condizioni per la declaratoria di cessazione della materia del contendere

    Consente la dichiarazione di cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è integralmente soddisfatta dall'amministrazione nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    possibile definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione del giudizio in forma semplificata, previo avviso alle parti, anche nel giudizio camerale.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare una domanda di visto integra l'attivazione del procedimento e soddisfa la pretesa azionata quando questa era limitata all'avvio del procedimento, determinando la cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nelle more del giudizio ex art. 117 c.p.a., l'amministrazione adotta una condotta che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente, anche se non è ancora definita la domanda finale oggetto del procedimento amministrativo.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dal breve intervallo tra la richiesta amministrativa e la proposizione del ricorso, nonché dall'attivazione dell'amministrazione in tempi ragionevoli; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimento

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