Sentenza del 30/10/2020 n. 98 - Comm. Trib. Prov. Rieti
Finanza locale - Imu - Avviso di accertamento - Alloggio destinato ad abitazione residenziale - Richiesta di esenzione - Onere della prova a carico dell' richiedente -Legittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento IMU per alloggi destinati ad abitazione residenziale; il ricorrente chiedeva il riconoscimento dell'esenzione per alloggi sociali in capo all'ente proprietario
La decisione
La pronuncia afferma la legittimità del principio secondo cui grava sul soggetto che invoca l'esenzione (il contribuente/ente proprietario) l'onere di provare che gli immobili possiedono i requisiti per essere considerati alloggi sociali ed esenti. In mancanza di prova idonea, l'avviso di accertamento è legittimo e viene quindi confermato. L'Amministrazione non è tenuta a motivare giuridicamente nel dettaglio il mancato riconoscimento dell'esenzione.
Norme richiamate
d.l. 201/2011, art. 13, n.2, lett. B)
La norma disciplina l'imponibilità/esclusioni relative all'IMU; è interpretata nel senso che l'esenzione per alloggi sociali è un'eccezione la cui sussistenza deve essere provata dal soggetto che la invoca
l.r. 12/1999, art. 10, n.1, lett. a)
Norma regionale che definisce caratteristiche/ambito degli alloggi di edilizia residenziale: viene richiamata per stabilire i requisiti che il proprietario deve dimostrare per ottenere l'esenzione
Cass. 1694/2018
Giurisprudenza di riferimento che conferma il principio che l'onere della prova dell'esenzione grava sul contribuente/proprietario
Massime di principio
- Chi invoca l'esenzione fiscale (es. esenzione IMU per alloggi sociali) deve fornire la prova documentale della sussistenza dei requisiti; l'onere probatorio è a carico del ricorrente
- In sede di accertamento IMU l'amministrazione non è obbligata a dettagliare le ragioni giuridiche del mancato riconoscimento dell'esenzione: la mancata produzione di prove da parte del contribuente giustifica il mantenimento dell'accertamento
- Per difendersi efficacemente contro un avviso di accertamento il contribuente deve allegare documenti idonei (titoli di proprietà, atti che attestano la qualifica di alloggio sociale, provvedimenti amministrativi di destinazione, elenchi assegnatari ecc.) già in sede di primo grado e, se necessario, in fase amministrativa
- L'esenzione è da considerarsi un'eccezione al principio impositivo generale: quindi la sua applicazione richiede una prova chiara e documentata della situazione fattuale e normativa che la legittima
- Nei casi di immobili di enti pubblici di edilizia residenziale, è utile ottenere e conservare certificazioni o attestazioni formali (anche regionali o comunali) che dichiarino la qualificazione degli alloggi come sociali per poter superare l'onere probatorio
- In sede di contenzioso, l'inerzia probatoria del contribuente tipicamente porta al rigetto del ricorso e alla conferma dell'avviso di accertamento
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