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Sentenza

Sentenza n. 1332/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600366

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di archiviazione della SCIA condizionata relativa a interventi di ripristino della morfologia e della destinazione agricola di terreni potenzialmente interferenti con il demanio idrico del fiume Ufita

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (amministrazioni competenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui il Comune ha archiviato la SCIA condizionata presentata per interventi di miglioramento fondiario, consistenti nel livellamento dei terreni, nell'apporto di terreno vegetale, nella sistemazione idraulico-agraria e nel ripristino della vocazione agricola di aree già interessate da attività estrattive. Il primo motivo deduceva la violazione dell'art. 19 della legge n. 241/1990, sostenendo che il Comune avesse esercitato tardivamente i poteri inibitori, oltre il termine di trenta giorni, con conseguente consolidamento dell'effetto abilitativo della SCIA e formazione di un legittimo affidamento. Il secondo motivo denunciava difetto di istruttoria e di motivazione, nonché violazione dell'art. 10 della legge n. 241/1990, assumendo che il Comune non avesse adeguatamente valutato le osservazioni delle ricorrenti circa la natura privata delle aree. Il terzo motivo contestava nel merito la necessità delle autorizzazioni previste dal R.D. n. 523/1904, sostenendo che i terreni non fossero demaniali e che l'eventuale abbandono naturale dell'alveo del fiume avesse determinato l'acquisto della proprietà privata ai sensi dell'art. 942 c.c., nella formulazione previgente alla riforma del 1994.

La decisione

Il TAR ha ritenuto infondato il primo motivo, qualificando la segnalazione come SCIA condizionata e non come SCIA ordinaria immediatamente produttiva di effetti abilitativi. Ai sensi dell'art. 19-bis della legge n. 241/1990, quando l'attività è subordinata all'acquisizione di atti di assenso o pareri di altre amministrazioni, l'efficacia della segnalazione resta subordinata al perfezionamento della conferenza di servizi; pertanto non si applica il termine decadenziale di trenta giorni proprio della SCIA ordinaria e non si forma un titolo abilitativo pieno né un affidamento qualificato sulla libera esecuzione dei lavori. Il secondo motivo è stato respinto: il provvedimento era adeguatamente motivato mediante richiamo alle risultanze istruttorie e al parere della Provincia, che evidenziavano la possibile interferenza con il demanio idrico e la mancata acquisizione dell'autorizzazione idraulica. L'obbligo di motivazione e di valutazione delle osservazioni non impone una confutazione analitica di ogni deduzione del privato, purché siano comprensibili le ragioni della decisione e le osservazioni pertinenti siano state considerate. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, poiché la sua decisione richiedeva l'accertamento preliminare della natura demaniale o privata delle aree, dei limiti dell'alveo e delle sponde del fiume e dell'eventuale cessazione del regime demaniale. Tali questioni rientrano nella giurisdizione del Tribunale regionale delle acque pubbliche ai sensi dell'art. 140 del R.D. n. 1775/1933. È stata indicata la possibilità di riassunzione dinanzi al giudice fornito di giurisdizione ai sensi dell'art. 11 c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 19 l. 241/1990

    termine di trenta giorni previsto per l'esercizio dei poteri inibitori

    Il termine decadenziale previsto per la SCIA ordinaria non si applica quando la segnalazione è condizionata all'acquisizione di atti di assenso o pareri di altre amministrazioni.

  • art. 19-bis l. 241/1990

    quando l’attività oggetto della segnalazione è condizionata all’acquisizione di atti di assenso comunque denominati, l’amministrazione procedente convoca la conferenza di servizi

    La SCIA condizionata non produce pienamente i propri effetti sino al perfezionamento del modulo procedimentale necessario per acquisire gli atti di assenso; non si forma quindi un titolo abilitativo pieno per il decorso del termine previsto dalla SCIA ordinaria.

  • art. 21, comma 2-bis, l. 241/1990

    se il privato dà corso ai lavori in assenza di autorizzazione preventiva, l’attività deve qualificarsi come abusiva e l’amministrazione può intervenire in qualsiasi momento

    In presenza di una SCIA condizionata inefficace per mancata acquisizione dell'autorizzazione preventiva, l'attività eseguita senza tale autorizzazione può essere repressa anche oltre il termine ordinario di trenta giorni.

  • art. 10 l. 241/1990

    le osservazioni delle ricorrenti

    L'amministrazione deve valutare le memorie e i documenti pertinenti, ma non è tenuta a confutare analiticamente ogni singola deduzione del privato, purché il provvedimento renda comprensibile l'iter logico e motivazionale.

  • artt. 93 e 94 R.D. 523/1904

    necessità di acquisire gli atti di assenso previsti dal R.D. n. 523 del 1904

    La necessità delle autorizzazioni idrauliche non può essere definitivamente valutata dal giudice amministrativo quando presuppone l'accertamento della demanialità delle aree e dei limiti dell'alveo e delle sponde.

  • art. 140 R.D. 1775/1933

    le controversie intorno alla demanialità delle acque e le controversie circa i limiti dei corsi o bacini, loro alvei e sponde

    Le controversie sull'accertamento della natura demaniale o privata delle aree e sulla delimitazione dell'alveo e delle sponde dei corsi d'acqua appartengono alla giurisdizione del Tribunale regionale delle acque pubbliche, anche quando l'accertamento sia strumentale all'impugnazione di un provvedimento amministrativo.

  • art. 11 c.p.a.

    riassunto nei termini e con gli effetti previsti dall’art. 11 c.p.a.

    La parte può riassumere la controversia dinanzi al giudice fornito di giurisdizione, conservando gli effetti processuali della domanda nei limiti previsti dalla norma.

  • art. 942 c.c.

    nella formulazione previgente alla riforma del 1994

    La questione relativa all'eventuale acquisto della proprietà privata conseguente all'abbandono naturale dell'alveo è stata considerata parte dell'accertamento civilistico sulla demanialità, rimesso al Tribunale regionale delle acque pubbliche.

Massime di principio

  • La SCIA condizionata all'acquisizione di atti di assenso o pareri di altre amministrazioni non produce un effetto abilitativo pieno sino al perfezionamento del procedimento necessario per acquisire tali assensi; di conseguenza, il decorso del termine previsto per la SCIA ordinaria non determina il consolidamento del titolo né dell'affidamento del privato.
  • Quando l'attività è stata segnalata mediante SCIA condizionata ma viene eseguita senza l'autorizzazione preventiva richiesta, essa può essere qualificata come abusiva e l'amministrazione può esercitare i poteri repressivi anche oltre il termine decadenziale previsto per la SCIA ordinaria.
  • L'obbligo di motivazione non richiede la confutazione analitica di ogni osservazione del privato: è sufficiente che il provvedimento esponga in modo comprensibile le ragioni ostative e dimostri, anche mediante motivazione per relationem, il percorso istruttorio seguito; la violazione dell'art. 10 della legge n. 241/1990 non ricorre per il solo fatto che le osservazioni non siano state accolte.
  • Quando l'impugnazione di un provvedimento amministrativo presuppone l'accertamento della demanialità o della natura privata di aree, della delimitazione dell'alveo o delle sponde di un corso d'acqua o della cessazione del regime demaniale, la controversia appartiene alla giurisdizione del Tribunale regionale delle acque pubbliche, anche se l'accertamento è strumentale all'annullamento dell'atto amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAcque e demanio idricoGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaRiparto di giurisdizione

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