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Sentenza

Sentenza del 13/05/2015 n. 9709 - Corte di Cassazione

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - DETERMINAZIONE - IN GENERE - "Transfer princing" - Valore normale dei corrispettivi - Individuazione - Criteri.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l'accertamento relativo al periodo d'imposta 2002, contestando la motivazione per relationem dell'avviso, il recupero di costi per consulenze ritenuti non inerenti e indeducibili e, soprattutto, la rettifica dei ricavi derivante dal transfer pricing. L'Amministrazione aveva confrontato i prezzi praticati alle società estere del gruppo con quelli applicati a clienti indipendenti italiani, sebbene le vendite fossero effettuate a differenti condizioni commerciali, quantitative, temporali e distributive. La contribuente sosteneva inoltre che le consulenze fossero utili e che gli sconti infragruppo fossero giustificati dalle diverse condizioni di vendita.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i primi cinque motivi, ritenendo valido l'avviso adeguatamente motivato anche mediante rinvio al processo verbale di constatazione conosciuto dalla contribuente. Ha inoltre confermato che la deducibilità dei costi di consulenza richiede prova documentale della loro effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità, non essendo sufficiente una descrizione generica in fattura. Ha accolto il sesto motivo sul transfer pricing e dichiarato assorbito il settimo: il valore normale non può essere determinato mediante un confronto con prezzi relativi a vendite effettuate a uno stadio commerciale diverso o a condizioni non comparabili. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata a una diversa composizione della Commissione tributaria regionale del Veneto, anche per le spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 110, comma 7 (già art. 76)

    Il valore normale dei beni e dei servizi scambiati nelle operazioni infragruppo deve essere determinato secondo il principio di libera concorrenza.

    Nelle operazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo, il corrispettivo effettivamente pattuito può essere sostituito dal valore normale, ossia dal prezzo che sarebbe stato concordato tra imprese indipendenti.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 9, comma 3

    Per valore normale ... si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati.

    Il confronto deve essere concretamente comparabile sotto il profilo qualitativo, commerciale, temporale e geografico. Sono prioritari i listini del fornitore, quindi le mercuriali e i listini delle camere di commercio, le tariffe professionali e, per i prezzi regolamentati, i provvedimenti vigenti, considerando gli sconti d'uso.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 109, già art. 75

    Le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.

    La deduzione dei costi richiede effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità. L'inerenza consiste nella correlazione del costo con un'attività imprenditoriale potenzialmente produttiva di ricavi.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7

    Gli atti dell'amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dall'articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi.

    La motivazione per relationem è valida se il contribuente conosce già l'atto richiamato oppure se l'avviso ne riproduce il contenuto essenziale, consentendo di comprendere e contestare la pretesa tributaria.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42, comma 3

    Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato ... salvo che l'atto che lo richiama non ne riproduca il contenuto essenziale.

    L'allegazione dell'atto richiamato è necessaria solo quando il contribuente non lo conosca o non lo abbia ricevuto, e non ne sia riprodotto il contenuto essenziale.

  • Art. 2697 cod. civ.

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    Per i costi dedotti e per gli elementi utili a dimostrare la normalità dei prezzi infragruppo, l'onere probatorio grava principalmente sul contribuente, che deve fornire documentazione concreta e comparabili attendibili.

  • Art. 9 del modello di convenzione fiscale OCSE

    Quando le condizioni convenute ... tra imprese associate sono diverse da quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti, gli utili ... possono essere inclusi negli utili di questa impresa e tassati di conseguenza.

    Il principio internazionale dell'arm's length consente di rettificare gli utili quando le condizioni infragruppo non corrispondono a quelle che sarebbero state praticate tra soggetti indipendenti.

Massime di principio

  • Nel transfer pricing non basta confrontare prezzi formalmente riferiti allo stesso bene: occorre verificare che siano comparabili per qualità, quantità, mercato, stadio distributivo, tempi di consegna, condizioni di pagamento, servizi accessori, provvigioni e sconti.
  • Il prezzo praticato a clienti indipendenti può costituire parametro valido solo se le condizioni della vendita sono sostanzialmente comparabili; in caso contrario occorrono rettifiche attendibili o altri comparabili più adeguati.
  • Il contribuente che intende giustificare prezzi infragruppo inferiori deve documentare con dati oggettivi e numericamente verificabili le ragioni economiche degli sconti e delle differenze commerciali.
  • Per dimostrare l'inerenza e la deducibilità di consulenze infragruppo non sono sufficienti fatture generiche: servono contratti, relazioni, attività concretamente svolte, criteri di ripartizione dei costi e prova dell'utilità per l'impresa.
  • Un avviso di accertamento motivato mediante rinvio a un processo verbale o ad altro atto è normalmente valido se l'atto era già conosciuto dal contribuente o se l'avviso ne riproduce gli elementi essenziali.
  • La cassazione con rinvio non attribuisce automaticamente la vittoria definitiva al contribuente: elimina la precedente decisione e impone al giudice di merito un nuovo esame applicando i principi indicati dalla Corte.

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