Cassazione Civile, Sentenza n. 24731/2022 del 11/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione avverso due sentenze della Commissione tributaria regionale della Sicilia che, accogliendo gli appelli del Comune di Carini, hanno riformato le decisioni di primo grado e confermato avvisi di accertamento ICI/IMU per i periodi d'imposta 2003 e 2004. La controversia riguardava la determinazione della base imponibile delle aree edificabili: il Comune aveva emesso avvisi di accertamento che valutavano le aree su valori maggiori rispetto ai valori zonali preventivamente fissati con delibera di Giunta n.36 del 4.3.2003 (che prevedeva anche una riduzione del 50% per aree non incluse in piani di lottizzazione). Il Comune aveva allegato perizie di stima a sostegno del maggior valore. La ricorrente deduceva, fra l'altro, la preclusione per giudicato (sentenza del 21.10.2011 relativa al 2002), la violazione del d.lgs. n.446/1997 art.59 e della disciplina introdotta dal d.l. n.203/2005 art.11-quaterdecies, nonché l'omesso esame di fatti decisivi e il mancato rispetto dell'onere della prova (art.2697 c.c.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati tutti e cinque i motivi: 1) il ricorso di cassazione non dava una sufficiente esposizione dei fatti e non aveva tempestivamente dedotto il giudicato esterno formatosi anteriormente al giudizio d'appello, per cui l'eccezione risultava preclusa; 2) le delibere comunali ai sensi dell'art.59 d.lgs.446/1997 hanno natura probatoria e non vincolante, pertanto possono essere superate da specifiche informazioni probatorie fornite dall'amministrazione (le perizie di stima) che giustificavano l'accertamento di maggior valore; 3) la Corte ha confermato che il valore venale in comune commercio delle aree può variare per annualità e che gli elementi costitutivi del tributo (art.5 d.lgs.504/1992, comma 5) sono tassativi ma possono essere integrati da prove specifiche; 4) il giudice del gravame non ha omesso di esaminare fatti decisivi, essendo le doglianze della ricorrente generiche e costituiscono un riesame del merito non consentito in Cassazione; 5) l'onere della prova gravava sull'amministrazione, che ha fornito perizie e altri elementi probatori ritenuti sufficienti dal giudice di merito. Non sono state disposte spese di giudizio in favore del resistente per mancanza di difesa in Cassazione; alla ricorrente è stata contestualmente rilevata la necessità di versare eventuale ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.
Norme richiamate
art. 2909 cod. civ.
Riferimento alla disciplina del giudicato esterno; la Corte ha ricordato che il giudicato formatosi anteriormente al giudizio di appello deve essere tempestivamente dedotto in appello, diversamente l'eccezione è preclusa.
d.lgs. n. 446 del 1997, art. 59
Le delibere comunali che determinano valori zonali hanno natura non vincolante e svolgono funzione probatoria analoga a presunzioni omogenee: sono supporti razionali per il giudice ma possono essere superate da informazioni specifiche e prove contrarie.
d.l. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16 (conv. l. n. 248/2005)
Riferimento normativo invocato dalla ricorrente: la Corte ha osservato che la disciplina richiamata non esclude la possibilità di accertamento di maggior valore quando l'amministrazione produca prove specifiche capaci di confutare i valori zonali.
art. 2697 cod. civ.
Sull'onere della prova: la Corte ha confermato che l'amministrazione è gravata dell'onere probatorio in tema di maggior valore e che, nella specie, tale onere è stato soddisfatto dalle perizie e dagli elementi prodotti.
d.lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5
Il valore venale in comune commercio deve tener conto dei parametri tassativi indicati dall'art.5 comma 5; tuttavia il valore può variare di anno in anno e può essere accertato diversamente sulla base di prove specifiche.
art. 360 cod. proc. civ., comma 1, nn. 3, 4, 5
Norme sull'impugnazione per cassazione: i motivi dedotti sono stati valutati alla luce dei motivi autorizzati dall'art.360; la Corte ha ritenuto alcuni profili inammissibili per carenza di esposizione dei fatti e altri infondati sul merito.
art. 366 cod. proc. civ., comma 1, n. 3
Richiesto un minimo di esposizione dei fatti nel ricorso di cassazione: la Corte ha rilevato la carenza di tale requisito come profilo negativo di ammissibilità di parte del ricorso.
d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Le delibere comunali che fissano valori zonali per le aree edificabili hanno natura probatoria e non vincolano il giudice: possono essere superate da perizie o informazioni specifiche presentate dall'amministrazione.
- Il giudicato esterno sorto prima della chiusura del giudizio di appello deve essere tempestivamente dedotto nell'appello, altrimenti l'eccezione è preclusa in Cassazione.
- Il valore venale delle aree è elemento suscettibile di variazione per annualità; la stessa qualifica edificabile può variare e non costituisce sempre fatto tendenzialmente permanente opponibile automaticamente ad anni diversi.
- In materia tributaria l'onere della prova circa il maggior valore gravante sull'amministrazione va assolto mediante documenti e perizie idonee; se tali prove sono convincenti il giudice di merito può ritenere fondato l'accertamento.
- In Cassazione non è consentito un mero riesame sommario del merito o della valutazione delle prove: le censure devono indicare fatti storici specifici e il loro concreto impatto sulla decisione.
- Il ricorso per cassazione deve contenere una sufficiente esposizione dei fatti (art.366 c.p.c.); la carenza di tale esposizione può determinare l'inammissibilità o l'insuccesso del gravame.
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