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Sentenza

Sentenza n. 1506/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza quanto al ricorso n. 288 del 2026: della sentenza n. 625/2024 del Tribunale di Bologna pubblicata in data 22.5.2024.. quanto al ricorso n. 289 del 2026: della sentenza n. 625/2024 del Tribunale di Bologna, pubblicata in data 22.5.2024..

Giustizia amministrativa202600289

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del Ministero all'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna n. 625/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditori in ottemperanza)

Prevale il privato

La controversia

Due ricorrenti hanno proposto separati ricorsi per ottenere l'ottemperanza, ciascuno per la parte che lo riguarda, della sentenza n. 625/2024 del Tribunale di Bologna, pubblicata il 22 maggio 2024 e passata in giudicato. Hanno documentato la notificazione della sentenza al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, rimasto non costituito, non aveva dato esecuzione alle statuizioni giudiziali.

La decisione

Il TAR ha riunito i ricorsi per connessione, poiché entrambi riguardavano l'esecuzione della stessa sentenza, e li ha accolti. Accertata la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza passata in giudicato e notificata dopo il decorso del termine dilatorio, ha ordinato al Ministero e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di eseguirla entro 90 giorni dalla notificazione o comunicazione della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le spese legali liquidate nel giudizio. In caso di ulteriore inadempimento, su istanza di parte, provvederà entro i successivi 60 giorni il commissario ad acta nominato sin d'ora nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o in un funzionario da lui delegato, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato a pagare complessivamente 800 euro per le spese di lite, oltre spese generali e oneri accessori, nonché a restituire il contributo unificato versato per entrambi i ricorsi; è stata disposta la distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La perdurante inadempienza del Ministero convenuto comporta, pertanto, quale ulteriore conseguenza, l'ordine all'Amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni contenute nella sentenza definitiva, passata in giudicato come da certificazione prodotta, detratto quanto eventualmente corrisposto, ivi comprese le spese legali liquidate nel presente giudizio.

    Nel giudizio di ottemperanza, accertato il persistente inadempimento a una sentenza definitiva passata in giudicato, il giudice ordina all'Amministrazione di conformarsi alle statuizioni, tenendo conto di quanto eventualmente già corrisposto.

Massime di principio

  • La perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza passata in giudicato giustifica l'ordine giudiziale di eseguire le relative statuizioni, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendone l'intervento sostitutivo su istanza di parte in caso di ulteriore inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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