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Sentenza

Sentenza del 20/02/2020 n. 1000 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Accertamento sintetico - Spesa per incrementi patrimoniali - Redditi esenti - Sussistenza - Disponibilità - Durata del possesso - Prova - Necessita.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Accertamento sintetico ex art. 38 d.P.R. 600/73 relativo alle spese per incrementi patrimoniali (rimborso mutuo e acquisto partecipazione societaria). La contribuente ha giustificato gli incrementi con un bonifico ricevuto a titolo di liberalità (€29.970 il 6/6/2008) invocando la natura esente della somma; la questione è se tale documentazione sia idonea a superare la presunzione fiscale, con riferimento non solo all'entità ma anche alla durata della disponibilità dei redditi esenti rispetto al momento degli esborsi.

La decisione

L'appello è stato respinto e l'accertamento confermato. La Corte di Cassazione, con ordinanza n.13235/18, aveva precisato che il contribuente deve dimostrare l'esistenza, l'entità e la durata del possesso dei redditi esenti o assoggettati a ritenuta a titolo d'imposta, senza però dover provare l'effettiva destinazione di quei redditi alle singole spese. In sede di rinvio la Commissione ha ritenuto la prova offerta insufficiente: il bonifico del 6/6/2008 non dimostrava la disponibilità delle somme al momento degli esborsi incrementativi (in particolare per l'acquisto della partecipazione avvenuto nel 2010). Spese di giudizio compensate.

Norme richiamate

  • art. 38 dPR 600/73

    La norma consente l'accertamento sintetico sulla base delle spese per incrementi patrimoniali. Il contribuente, per superare la presunzione, deve fornire idonea documentazione che attesti l'esistenza, l'entità e la durata del possesso di redditi esenti o assoggettati a ritenuta a titolo d'imposta. Non è richiesto invece provare che quei redditi siano stati effettivamente destinati ai singoli incrementi, ma occorre dimostrare la loro disponibilità anche al momento degli esborsi.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamata nel ricorso per presunta nullità della sentenza; la Corte ha ritenuto infondata la censura e non ha accolto la questione.

  • Cass. Ordinanza n.13235/18

    Giurisprudenza richiamata che chiarisce il contenuto dell'onere probatorio a carico del contribuente in caso di accertamento sintetico: prova dell'esistenza, entità e durata del possesso dei redditi esenti/ritenuta, non dell'effettiva destinazione delle somme agli incrementi patrimoniali; indicazioni su prove idonee (es. estratti conto).

Massime di principio

  • In accertamenti sintetici ex art. 38 DPR 600/73 il contribuente deve provare non solo l'ammontare dei redditi esenti o sottoposti a ritenuta, ma anche la durata del loro possesso, ossia la disponibilità nel periodo in cui sono stati sostenuti gli incrementi patrimoniali.
  • Non è necessario dimostrare la correlazione diretta e l'effettiva destinazione delle singole somme agli specifici acquisti: è sufficiente documentare che redditi esenti o assoggettati a ritenuta erano disponibili e di entità tale da giustificare gli esborsi.
  • La prova della durata e della continuità della disponibilità può essere fornita con documenti bancari (estratti conto, movimenti e giacenze) e altri titoli idonei a dimostrare che le somme erano ancora nella disponibilità del contribuente al momento dell'esborso.
  • Ricevute di liberalità o bonifici vanno integrate da elementi che ne provino la permanenza nella disponibilità del contribuente fino alla data dell'investimento; un trasferimento ricevuto molto prima dell'acquisto richiede prova che le somme non siano state impiegate o disperse nel frattempo.
  • Se la documentazione non dimostra la disponibilità temporale delle somme al momento degli incrementi, l'accertamento sintetico è legittimo e deve essere confermato.
  • L'onere probatorio richiesto dalla norma non è irragionevolmente gravoso: la giurisprudenza ammette forme ordinarie di prova contabile e bancaria per attestare entità e durata del possesso.

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