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Sentenza

Sentenza n. 254/2026 - Bari, Sezione U

per l’accertamento dell'illegittimità dell'occupazione dei suoli di proprietà del sig. -OMISSIS- siti nel Comune di Margherita di Savoia, nonché della persistenza del diritto di proprietà del ricorrente sulle aree illegittimamente occupate e trasformate; nonché per la condanna del Comune di Margherita di Savoia alla restituzione del suolo, previa rimessione in pristino, nonché al risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione illecita delle aree e dei terreni in proprietà del sig. -OMISSIS- a far data dalla scadenza del periodo di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e fino alla regolarizzazione della fattispecie illecita, con le maggiorazioni dovute a titolo di rivalutazione monetaria e interessi legali.

Giustizia amministrativa202100757

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sezioni UniteSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: occupazione e trasformazione irreversibile di suoli privati per la realizzazione di un autoparco comunale e per l’ampliamento del cimitero, senza emanazione del decreto di esproprio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità dell’occupazione, la declaratoria della persistente titolarità del diritto di proprietà e la condanna del Comune alla restituzione dei terreni previa rimessione in pristino, nonché al risarcimento dei danni dall’occupazione illecita. Le aree erano state occupate d’urgenza nel 1996 per la costruzione di un autoparco, con termine quinquennale decorrente dall’immissione in possesso del 31 luglio 1996, e nel 2002 per l’ampliamento del cimitero. In entrambe le procedure non era stato adottato il decreto di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità. Il ricorrente ha dedotto che la trasformazione dei suoli fosse irreversibile, ma che l’occupazione fosse rimasta priva di titolo e che l’Amministrazione dovesse scegliere tra restituzione e rimessione in pristino oppure acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, con le conseguenze patrimoniali previste dalla legge. Il Comune ha confermato la mancata conclusione delle procedure, sostenendo tuttavia di avere già liquidato l’indennità di esproprio ai precedenti proprietari; ha eccepito la prescrizione quinquennale delle pretese risarcitorie anteriori al 14 luglio 2016 e ha dedotto che il danno da mancato godimento potesse essere richiesto, al più, dal momento dell’acquisto dei beni da parte del ricorrente. Ha inoltre sostenuto l’impossibilità della restituzione, essendo i suoli stabilmente destinati a opere pubbliche.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei termini indicati in motivazione. Ha accertato che il pagamento dell’indennità di esproprio ai precedenti proprietari non ha trasferito la proprietà dei beni e non ha fatto cessare l’illecito, poiché mancava il decreto di esproprio. L’occupazione e la trasformazione dei suoli costituiscono un illecito permanente, destinato a cessare soltanto con la restituzione del bene, con l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, oppure con un contratto traslativo consensuale o, nei rigorosi limiti ammessi, con l’accertamento dell’usucapione. Il giudice ha richiamato la regola secondo cui, per il danno da perdita del godimento, la prescrizione decorre dalle singole annualità, mentre per la reintegrazione per equivalente decorre dalla domanda. Ha quindi dichiarato l’obbligo del Comune di far cessare la situazione di illegittimità e gli ha imposto, entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, di scegliere con atto espresso notificato all’avente diritto tra: a) restituzione dei beni, previa rimessione in pristino, e risarcimento del danno da occupazione illegittima; oppure b) acquisizione dei beni ai sensi dell’art. 42-bis, previa rinnovata valutazione dell’attualità e prevalenza dell’interesse pubblico e corresponsione delle somme dovute, con detrazione di quelle già erogate maggiorate degli interessi legali. Le controversie sulla determinazione dell’indennità restano devolute al giudice ordinario. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 20 l. 865/1971

    Il decreto di esproprio avrebbe dovuto essere adottato entro il termine previsto dalla disciplina applicabile ratione temporis alla prima procedura; la sua omissione ha impedito il perfezionamento dell’espropriazione.

  • art. 13, commi 4 e 5, d.P.R. n. 327/2001

    Il decreto di esproprio doveva essere emanato entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità; l’omissione ha determinato la permanenza dell’occupazione senza titolo.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    È la norma di chiusura che consente all’Amministrazione, previa rinnovata valutazione dell’attualità e prevalenza dell’interesse pubblico, di acquisire il bene utilizzato per fini pubblici in assenza di valido titolo, in alternativa alla restituzione e alla rimessione in pristino.

  • art. 42-bis, comma 3, d.P.R. n. 327/2001

    Può fungere da parametro analogico per la quantificazione del risarcimento dovuto in caso di restituzione del bene occupato illegittimamente.

  • art. 42-bis, comma 8, d.P.R. n. 327/2001

    Le disposizioni del presente articolo trovano altresì applicazione ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore ed anche se vi è già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato, ma deve essere comunque rinnovata la valutazione di attualità e prevalenza dell'interesse pubblico a disporre l'acquisizione; in tal caso, le somme già erogate al proprietario, maggiorate dell'interesse legale, sono detratte da quelle dovute ai sensi del presente articolo.

    La disciplina dell’acquisizione sanante si applica anche a fatti anteriori alla sua entrata in vigore; le somme già erogate devono essere detratte, maggiorate dell’interesse legale, da quelle dovute per l’acquisizione.

  • art. 2043 c.c.

    L’occupazione e la trasformazione senza titolo della proprietà privata costituiscono illecito permanente e generano una pretesa risarcitoria per il periodo in cui il privato perde le utilità ricavabili dal bene.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • L’occupazione e la trasformazione irreversibile di un bene privato da parte della pubblica amministrazione, in assenza del perfezionamento del decreto di esproprio o dopo la scadenza dell’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, non determinano il trasferimento della proprietà in favore dell’Amministrazione e costituiscono illecito permanente.
  • Il pagamento dell’indennità di espropriazione ai precedenti proprietari non incide, di per sé, sul regime proprietario del bene né sana l’occupazione priva di titolo; l’Amministrazione deve comunque far cessare l’illecito.
  • In presenza di un bene privato utilizzato per finalità pubbliche senza valido titolo, l’Amministrazione conserva il potere di scegliere, previa ponderazione degli interessi in conflitto, tra restituzione del bene previa rimessione in pristino e risarcimento, acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 oppure acquisizione mediante strumenti consensuali, nei limiti ammessi dall’ordinamento.
  • Per il danno derivante dalla perdita del godimento del bene occupato illegittimamente, la prescrizione quinquennale decorre dalle singole annualità; per la reintegrazione per equivalente, decorre dalla data della domanda.
  • L’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 si applica anche a fatti anteriori alla sua entrata in vigore e impone, ai fini dell’acquisizione sanante, una rinnovata valutazione dell’attualità e prevalenza dell’interesse pubblico; le somme già corrisposte devono essere detratte da quelle dovute, con maggiorazione degli interessi legali.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteDecreto di esproprio e procedimentoDanno da provvedimento illegittimo
RamiEspropriazione per pubblica utilitàResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiRisarcimento del danno da attività amministrativaEffetto conformativo e riedizione del poterePonderazione degli interessi e interesse pubblicoLegittimo affidamento

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