Cassazione Penale, Sentenza n. 30518/2023 del 13/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per concorso in lesioni personali (capo A) e per detenzione/porto illegali di arma (capo B), con applicazione delle aggravanti del metodo mafioso e della premeditazione e con diniego delle attenuanti generiche. Le censure principali sono: (1) difetto di motivazione del giudizio di appello (richiamo per relationem alla motivazione di primo grado); (2) insufficiente valutazione delle dichiarazioni della persona offesa, che si era poi ritrattata; (3) illegittima applicazione dell'aggravante mafiosa ai ricorrenti, che sarebbero estranei al sodalizio; (4) mancanza di elementi idonei a dimostrare la premeditazione in capo agli esecutori (i ricorrenti) poiché il piano sarebbe stato deciso dal mandante, Vincenzo Amirante; (5) ingiustificato diniego delle attenuanti generiche e difetto di motivazione nella commisurazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte dei motivi di ricorso, confermando la responsabilità e le statuizioni di merito in ordine alle condanne e alle aggravanti mafiose, nonché il diniego delle attenuanti generiche. Tuttavia ha ritenuto fondati i ricorsi nella parte relativa all'aggravante della premeditazione: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a tale circostanza aggravante e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio esclusivamente su quel punto, rilevando che le decisioni di merito non avevano fornito elementi specifici e sufficienti per ritenere sussistente la premeditazione in capo ai singoli ricorrenti, ovvero la persistenza e il radicamento nel tempo del proposito criminoso o la consapevole adesione al medesimo da parte di esecutori coinvolti solo in fase esecutiva. Nel resto i ricorsi sono stati respinti e le condanne confermate.
Norme richiamate
art. 416-bis, comma 1, cod. pen.
La norma relativa ai delitti aggravati dal metodo mafioso è stata interpretata dai giudici di merito come applicabile non solo per le modalità esecutive del fatto ma anche per il fine teleologico di agevolare l'attività del clan; la Cassazione ha ritenuto corretta tale valutazione alla stregua degli elementi probatori (dichiarazioni del collaboratore, contesto urbano, finalità di tutela del dominio territoriale)
Massime di principio
- L'aggravante della premeditazione richiede elementi concreti che attestino un apprezzabile intervallo temporale e la persistenza del proposito criminoso nella psiche dell'autore: la mera preparazione o il tempo tecnicamente necessario per eseguire il fatto non sono sufficienti.
- In caso di reati commessi in concorso, la premeditazione può essere attribuita al singolo concorrente solo se emergono indizi della sua partecipazione alla fase deliberativa/organizzativa o della sua consapevole adesione a un progetto criminoso durato nel tempo; la semplice partecipazione esecutiva prossima all'atto può non integrare la premeditazione.
- Le dichiarazioni rese immediatamente dalla persona offesa possono conservare valore probatorio anche se successivamente ritrattate, se esistono elementi di riscontro (es. intercettazioni, riscontri materiali, dichiarazioni confessorie di terzi) che ne confermano l'attendibilità.
- L'aggravante del metodo mafioso può essere riconosciuta sulla base sia delle modalità esecutive intimidatorie che della finalità di rafforzare o tutelare il dominio di un sodalizio: dichiarazioni del collaboratore di giustizia e il contesto fattuale (azione in pieno giorno, ambiente urbano, potenziale omertà) sono elementi rilevanti per la valutazione.
- Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato dalla gravità del fatto, dalla capacità a delinquere e dalla persistente appartenenza o vicinanza a contesti criminali; confessioni o ammissioni in dibattimento non garantiscono automaticamente le attenuanti se non dimostrano dissociazione effettiva.
- In sede di impugnazione alla Cassazione, i vizi di motivazione devono essere specificamente indicati e collegati a punti determinati della decisione; censure generiche rischiano l'inammissibilità o l'infondatezza.
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