Cassazione Civile, Sentenza n. 33455/2021 del 11/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La Camera di Commercio impugnava la sentenza d'appello che aveva accolto il credito dell'avv. Salvatore per prestazioni di patrocinio, denunciando la nullità del contratto di patrocinio e della procura alle liti per violazione delle norme sugli appalti pubblici (direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e normativa nazionale attinente), e, in secondo luogo, la mancata competenza del segretario generale a rilasciare procura vincolando l'ente senza formale atto dell'organo rappresentativo (presidente/giunta) e l'inesistenza di una valida ratifica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, nei fatti, i rapporti concreti si sono costituiti come tanti mandati per singole procedure esecutive (e non come un unico contratto generale la cui nullità avrebbe travolto i singoli titoli). Ha ritenuto preclusa la deduzione della nullità in presenza di plurimi giudicati favorevoli all'avvocato (effetto del giudicato anche sul "deducibile"). Ha inoltre ritenuto che i servizi legali di patrocinio non rientrano pienamente nel regime degli appalti pubblici alla luce della giurisprudenza CJEU e che la Camera aveva implicitamente ratificato l'operato del segretario generale (ratifica scritta implicita o desumibile dai successivi atti dell'ente). Ha quindi respinto i motivi e condannato la ricorrente alle spese, con liquidazione delle stesse e dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.
Norme richiamate
art. 1421 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla nullità dei contratti; la Corte non ha ritenuto applicabile la censura astratta rispetto alla ricostruzione di merito che distingue singoli mandati.
art. 1418 c.c.
Richiamato in tema di nullità del negozio; la Cassazione ha escluso che la nullità prospettata possa essere fatta valere in presenza del giudicato e della autonoma individualità dei singoli mandati.
Direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE (poi Direttiva 2014/24/UE richiamata)
La Corte ha ritenuto che, anche a fronte delle norme europee, i servizi legali di patrocinio (per loro natura intuitu personae e riservati) sono in larga parte esclusi dal regime degli appalti; pertanto la ricorrente non poteva far valere la nullità per mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica.
D.Lgs. n. 157/1995 art. 3 e altri decreti e leggi citati (D.Lgs. n. 406/1991, legge n. 109/1994, D.Lgs. nn. 157 e 158/1995, D.Lgs. n. 163/2006)
Normativa nazionale richiamata dalla ricorrente sul presunto obbligo di gara per servizi; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura perché i singoli rapporti di mandato per le esecuzioni erano autonomi e perché la materia dei servizi legali non è pienamente assoggettata alle regole di evidenza pubblica.
L. n. 580/1993, artt. 9 e 16
Richiamata nel secondo motivo relativamente agli atti negoziali delle Camere di Commercio; la Corte ha affermato che la ratifica di un atto posto in essere da rappresentante senza potere può essere implicita e che la giunta ha validamente formato la volontà dell'ente.
art. 1399 c.c.
Principio applicato alla rappresentanza organica: il contratto concluso da "falsus procurator" può essere validato da ratifica del dominus; la Corte ha ritenuto che la ratifica, anche implicita ma in forma scritta, fosse avvenuta.
Giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (Corte di giustizia UE sez. V, 06/06/2019, n. 264) e plurima giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite e altre sentenze citate)
La sentenza ha usato questi precedenti per confermare che i servizi legali possono essere esclusi dall'ambito di applicazione delle direttive sugli appalti e per ribadire il principio che il giudicato copre il dedotto e il deducibile, impedendo il riesame di questioni già implicitamente decise.
Legge 24 dicembre 2012, n. 228 art. 1 comma 17 e d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 art. 13 (comma 1-quater)
Norme sul contributo unificato: la Corte, avendo rigettato il ricorso proposto dopo il 30/01/2013, dispone l'obbligo del versamento aggiuntivo del contributo unificato da parte della ricorrente.
Massime di principio
- Il decreto ingiuntivo divenuto definitivo o le sentenze passate in giudicato impediscono di sollevare successivamente la nullità del rapporto che è stata implicitamente o esplicitamente già accertata (il giudicato copre il dedotto e il deducibile).
- I servizi legali di patrocinio, per le loro caratteristiche intuitu personae e di riservatezza, sono frequentemente esclusi dal campo di applicazione delle direttive sugli appalti: non sempre è ammessa la dichiarazione di nullità per mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica.
- Rapporti pattuiti in concreto come mandati per singole procedure possono essere considerati autonomi rispetto a un atto quadro: la nullità di un presunto contratto generale non travolge automaticamente i singoli incarichi conclusi e accettati nelle singole procedure.
- La ratifica di un contratto posto in essere da un rappresentante privo di poteri può essere implicita, purché sia in forma scritta "ad substantiam" per gli atti soggetti a tale forma e risulti univocamente dalla documentazione o dai successivi comportamenti dell'ente.
- Nel contenzioso contro una P.A., chi agisce eccependo nullità o illegittimità di atti amministrativi o contratti deve valutare l'esistenza di precedenti giudicati e della possibilità di 'giudicato per implicazione', poiché questi possono precludere il riesame della questione.
- Per impugnare validamente la rappresentanza di un organo pubblico occorre provare sia l'assenza di potere che l'inesistenza di atti successivi dell'ente che possano costituire ratifica; l'onere probatorio grava su chi deduce l'illegittimità.
- Quando si assume che un rapporto con la P.A. debba essere disciplinato dalle regole di affidamento, è necessario dimostrare concretamente che la prestazione rientra effettivamente nell'ambito applicativo delle direttive sugli appalti, tenendo conto delle esclusioni previste.
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