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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 529/2021 del 14/01/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Accertamento fiscale in materia di IVA: la controllante Avir aveva distaccato un dirigente alla controllata San Domenico Vetraria e fatturato alla controllata i costi relativi; la controllata aveva rimborsato tali importi e detratto l'IVA. L'Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il mero prestito/distacco di personale, se limitato al rimborso dei costi, fosse fuori campo IVA ex art. 8, comma 35, L. 11 marzo 1988, n. 67, e ha recuperato l'IVA detratta. Inoltre l'Agenzia ha contestato l'omessa assoggettazione a IVA delle cessioni di rifiuti d'imballaggio in vetro e rottami di vetro, qualificandole come operazioni imponibili; la contribuente ha impugnato gli accertamenti senza successo in primo e secondo grado e ha quindi proposto ricorso per cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze per mancanza di legittimazione. Ha accolto, nei limiti indicati, il secondo motivo di ricorso e ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale in relazione al profilo relativo all'applicabilità dell'art. 8, comma 35, L. n. 67/1988, rinviando la causa alla Commissione regionale per nuova decisione in diversa composizione, affinché verifichi se i pagamenti della controllata costituissero effettivo corrispettivo (nexus di corrispettività) per il distacco e se fossero condizione del distacco stesso, come richiesto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia (causa C-94/19). Ha invece respinto il motivo relativo alla qualificazione delle cessioni di materiale come operazioni soggette al punto 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, del d.P.R. n. 633/72 (applicazione IVA al 10%), confermando la qualificazione come cessioni di rifiuti nell'ambito della gestione disciplinata dal d.lgs. n. 22/1997 e escludendo l'applicabilità dell'art. 74 (inversione contabile per commercio di rottami). Ha inoltre ritenuto infondati gli altri motivi, compensando le spese nei rapporti con il Ministero e rinviando per le spese del giudizio di merito alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 35, L. 11 marzo 1988, n. 67

    non sono da intendere rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto i prestiti o i distacchi di personale a fronte dei quali è versato solo il rimborso del relativo costo

    La norma nazionale è stata disapplicata nella parte in cui l'ha applicata come esonero automatico: la Corte, sulla base della sentenza della Corte di giustizia (C-94/19), rileva che occorre verificare l'esistenza di nesso di corrispettività e se il pagamento costituisce effettivo corrispettivo del servizio, sicché non può essere adottata un'applicazione meccanica della disposizione

  • Direttiva VI (sesta direttiva) - artt. 2, 6, punto 1 art. 9

    La Corte di giustizia ha interpretato la direttiva nel senso che la 'prestazione di servizi' è imponibile se vi è corrispettività tra servizio e somma ricevuta; la definizione di messa a disposizione di personale rientra tra le prestazioni di servizi

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - art. 74

    Regola l'inversione contabile (reverse charge) per il commercio di rottami; la Corte ricorda che l'inversione non equivale a esenzione e che l'art. 74 si applica al commercio di rottami non qualificati come rifiuti

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - Tabella A), parte III, punto 127-sexiesdecies

    Disciplina prestazioni di servizi relative alla gestione dei rifiuti, applicando l'aliquota IVA ridotta del 10%; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione di tale punto alle cessioni svolte nell'ambito del processo di gestione dei rifiuti

  • d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (normativa rifiuti)

    Fornisce il quadro normativo nazionale per la gestione dei rifiuti: la Corte ha considerato decisiva la qualificazione delle cessioni come inserite nell'iter di gestione disciplinato dal d.lgs. n. 22/1997

  • art. 14, d.l. 8 luglio 2002, n. 138, conv. L. 8 agosto 2002, n. 178 (interpretazione autentica art. 6 d.lgs. 22/1997)

    Norma interpretativa nazionale sulla definizione di rifiuto che la Corte ha ritenuto non pienamente compatibile con la nozione unionale, ma non è stata necessaria la disapplicazione in questo caso perché il giudice d'appello aveva accertato fatti non impugnati

  • d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 - art. 30

    Norma sul distacco di personale richiamata per dimostrare l'esistenza dell'interesse organizzativo del distaccante, utile a qualificare l'operazione come correlata all'attività d'impresa

  • art. 395 n. 5 c.p.c.

    Richiamata per spiegare la possibilità di revocazione per sentenza contraria ad altra precedente con autorità di cosa giudicata, circostanza non sussistente nel caso esaminato

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 5)

    Norma processuale invocata nei motivi di cassazione per denunciare violazione di norme e vizio di motivazione; alcuni motivi fondati e altri respinti in base al controllo di diritto svolto dalla Corte

  • Corte di giustizia – causa C-94/19

    Sentenza chiave che ha stabilito che le prestazioni di servizi sono imponibili se sussiste nesso di corrispettività anche se il corrispettivo è pari ai costi; ha indotto la disapplicazione dell'art. 8, comma 35, per applicazioni meccaniche

Massime di principio

  • Il distacco o prestito di personale tra imprese può rilevare ai fini IVA: non basta che il rimborso sia pari al costo per escludere l'imponibilità. Occorre valutare se sussiste un nesso di corrispettività tra la prestazione (messa a disposizione del personale) e la somma pagata; se il pagamento è corrispettivo della prestazione, l'operazione è imponibile anche in assenza di lucro.
  • Per determinare se pagamenti per personale distaccato siano imponibili, documentare chiaramente natura e finalità della prestazione: accordi scritti, condizioni che collegano il pagamento al distacco, causale della fattura e prova che il pagamento è condizione del distacco aiutano a stabilire l'esistenza (o meno) del corrispettivo.
  • La qualificazione di materiali come 'rifiuti' o 'rottami' dipende dalla destinazione certa e dalle condizioni di riutilizzo. Se il materiale è ceduto nell'ambito della gestione dei rifiuti (es. a centri di trattamento/recupero) rientra nella nozione di rifiuto e si applicano le regole IVA specifiche (punto 127-sexiesdecies, aliquota ridotta), mentre l'inversione contabile per rottami (art. 74) si applica solo se si è in presenza di commercio di rottami qualificati come tali, non di rifiuti da smaltire/recuperare.
  • L'invocazione di 'incertezza normativa' per evitare sanzioni richiede una reale incertezza interpretativa giudicata tale dal giudice; non è sufficiente una generica difficoltà di interpretazione o un contrasto con prassi amministrativa.
  • Quando si agisce in giudizio, verificare la legittimazione del resistente: impugnazioni nei confronti di soggetti privi di legittimazione sostanziale o processuale (es. alcuni ministeri) possono essere dichiarate inammissibili.
  • In caso di contrasto tra norma nazionale e diritto dell'Unione, le decisioni della Corte di giustizia prevalgono e possono comportare la disapplicazione della norma nazionale nella parte incompatibile; tuttavia la disapplicazione richiede che il giudice nazionale verifichi i fatti e applichi i principi unionali al caso concreto.

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