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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1016/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Como che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP il 7 maggio 2021 e ordinato la restituzione dei beni. Il Pubblico ministero contestava l'erronea applicazione dell'art. 512 bis c.p. (art. 12-quinquies D.L. n. 306/1992), ritenendo che il Tribunale del riesame avesse ingiustamente subordinato la sussistenza del reato alla provenienza illecita dei beni e alla concreta possibilità dell'adozione di misure di prevenzione patrimoniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che il delitto previsto dall'art. 512 bis c.p. può integrarsi anche quando i beni non provengono da delitto e indipendentemente dalla sproporzione tra beni e reddito, poiché il fulcro è la volontà fraudolenta di eludere misure di prevenzione patrimoniali. Ha altresì ricordato che è necessario il dolo specifico (scopo elusivo), che deve però essere valutato al livello degli indizi necessari per misure cautelari. In conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Como in diversa composizione per un nuovo esame conforme ai principi di diritto enunciati.

Norme richiamate

  • art. 512 bis c.p. (ex art. 12-quinquies D.L. n. 306/1992)

    Il reato si configura quando vi è una cessione o trasferimento di beni finalizzato consapevolmente a eludere misure di prevenzione patrimoniale; non è richiesto che i beni provengano da delitto né la sproporzione rispetto al reddito per la configurabilità del reato, mentre è necessario il dolo specifico (scopo elusivo).

  • Cass. Sez. U, n. 8 del 28/02/2001 (Ferrarese)

    Definisce la fattispecie come reato istantaneo con effetti permanenti; rileva la condotta interpositiva che produce l'apparente titolarità formale per eludere misure di prevenzione.

  • Cass. Sez. V, n. 5590 del 25/10/2013 (dep. 04/02/2014)

    Stabilisce che non è necessario il requisito della sproporzione tra beni e capacità economica per integrare il delitto di trasferimento fraudolento di valori, che si concentra sulla volontà di eludere provvedimenti di prevenzione.

  • Cass. Sez. 2, n. 28300 del 16/04/2019

    Conferma che il delitto di cui all'art. 512 bis c.p. si integra anche per beni non provenienti da delitto, in conformità alla ratio della norma volta a scoraggiare manovre elusive da parte di soggetti potenzialmente assoggettabili a misure di prevenzione.

Massime di principio

  • La rilevanza penale del trasferimento di beni ai fini dell'art. 512 bis c.p. non dipende dalla provenienza illecita degli stessi: beni anche leciti possono integrare il reato se il trasferimento è finalizzato a eludere misure di prevenzione.
  • Il criterio decisivo è la volontà fraudolenta (dolo specifico) di sottrarre i beni all'effetto ablativo delle misure patrimoniali; tale dolo deve però emergere da elementi indiziari più ampi rispetto alla mera intestazione formale a terzi.
  • La sproporzione tra beni e reddito è pertinente ai profili di confisca e alla valutazione patrimoniale per misure di prevenzione, ma non è un elemento necessario per la configurazione del delitto di trasferimento fraudolento di valori.
  • Non è necessario che una misura di prevenzione sia già stata adottata o sia formalmente imminente perché si concretizzi il reato: la cessione può avere valore penalmente rilevante se compiuta con la finalità di eludere un provvedimento intervenuto o potenziale.
  • In casi simili il giudice chiamato a valutare la sussistenza del reato deve accertare, con il grado di gravità indiziaria richiesto in sede cautelare, l'esistenza dello scopo elusivo attraverso elementi fattuali concreti (modalità del trasferimento, rapporto tra cedente e beneficiario, tempistica rispetto a indagini o procedimenti).
  • La semplice disponibilità formale di beni da parte di parenti o terzi non esclude automaticamente la configurabilità del reato; occorre un esame indiziario mirato sulla finalità del trasferimento.

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