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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6933/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo disposto sul conto e su beni di Palladino (importo indicato euro 531.770,00 e tre automezzi, poi eseguito per circa 7.000 euro). Il ricorrente contestava: 1) difetto del fumus commissi delicti, sostenendo di essere amministratore formale e dipendente/testa di legno senza poteri gestori e con credito per mensilità non pagate; 2) carenza di prova del nesso tra le somme sequestrate e i reati contestati; 3) incoerenza della misura, criticando l'adozione del solo sequestro impeditivo e non della confisca.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per carenza di specificità e per non aver indicato le norme presumibilmente violate. In subordine la Corte ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale del riesame: gli elementi indiziari e il ruolo di "prestanome" giustificavano il fumus commissi delicti; inoltre il sequestro era stato disposto sia in funzione impeditiva sia ai fini della confisca e, secondo la giurisprudenza citata, la confisca diretta di somme depositate su conti di cui l'indagato ha la disponibilità non richiede la prova della derivazione materiale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti formali della motivazione consentita nel ricorso di cassazione (il ricorso era enunciato nei limiti strettamente necessari)

  • art. 23 comma 8, D.L. 127/2020

    Richiamato in relazione alla requisitoria e alle conclusioni scritte depositate dal Pubblico Ministero

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sul contenuto del ricorso per cassazione penale; la Corte rileva che non sono state richiamate le ragioni previste da tale articolo

  • art. 581 c.p.p.

    Richiamato in tema di a-specificità dei motivi e conseguente inammissibilità del ricorso

  • art. 616 c.p.p. (modificato dalla L. 23 giugno 2017, n.103)

    Norma applicata per condannare il ricorrente alle spese processuali e al risarcimento alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 31617 del 26/06/2015 (Lucci)

    Principio secondo cui, se il profitto accrescitivo è costituito da denaro depositato su conto bancario di cui il soggetto ha la disponibilità, la confisca diretta non necessita della prova del nesso di derivazione materiale tra la somma e il reato

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 22846 del 13/03/2014 (Pertile) e altre citate

    Decisioni che consolidano il principio della responsabilità penale dell'amministratore di diritto che svolge ruolo di "prestanome": la generica consapevolezza o il dolo eventuale possono essere sufficienti per responsabilità in bancarotta fraudolenta

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 30255 del 03/03/2017 (Lauricella)

    Affermata la possibilità che l'associazione per delinquere costituisca titolo per il sequestro e produca un profitto autonomo rispetto ai reati fine

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione contro misure reali è ammesso limitatamente a violazioni di legge e deve indicare specificamente le norme e i motivi di doglianza; la genericità o l'assenza di richiamo normativo rende il ricorso inammissibile.
  • L'amministratore formale ("testa di legno") può essere ritenuto penalmente responsabile in caso di bancarotta fraudolenta se emerge che ha accettato il ruolo di prestanome con consapevolezza, anche generica o eventuale, del rischio che le condotte dell'amministratore di fatto producessero distrazioni o dissipi del patrimonio sociale.
  • Il sequestro cautelare può essere disposto sia a titolo impeditivo sia in funzione di confisca; chi impugna deve criticare in modo specifico tutte le autonome ragioni della misura, altrimenti la censura risulta incompleta e inammissibile.
  • In presenza di depositi bancari di cui l'indagato ha la disponibilità, la confisca diretta non richiede la prova puntuale del nesso materiale tra la somma e il singolo atto criminoso (principio della Sez. U. Lucci).
  • La contestazione del nesso di pertinenzialità tra somme sequestrate e reato richiede argomentazione precisa e non può limitarsi a generiche affermazioni di incoerenza della misura.

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