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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31537/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava in primo luogo il mancato riconoscimento dell'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen. (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto) alla fattispecie di tentato furto aggravato in concorso commesso il 4/12/2016; in secondo luogo (erroneamente indicato come terzo motivo) contestava il diniego delle circostanze attenuanti generiche, ritenendo lo stato di quasi incensuratezza e le condizioni personali favorevoli alla concessione delle generiche.

La decisione

Il ricorso è stato accolto limitatamente alla valutazione dell'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen.: la Corte di legittimità ha annullato la sentenza impugnata soltanto su questo punto e ha rinviato la questione ad altra sezione della Corte d'appello di Messina per un nuovo giudizio alla luce dei parametri novellati dell'art. 131-bis. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte d'appello aveva motivato correttamente il diniego delle generiche, valorizzando il precedente specifico e l'assenza di elementi favorevoli rilevanti. Inoltre la richiesta del Procuratore generale di annullamento per presunta mancanza di querela è stata superata dall'accertamento che la querela era stata ricevuta il 5/12/2016 dai Carabinieri.

Norme richiamate

  • art. 131-bis, cod. pen.

    come modificato dall'art. 1, c. 1, lett. c), n. 1), d.lgs. n. 150/2022; entrata in vigore 30/12/2022 (art. 6 d.l. n. 162/2022)

    La Corte ha ritenuto che la riforma abbia natura sostanziale e, essendo più favorevole, sia applicabile retroattivamente ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore; l'ambito di applicazione si estende ora ai reati con pena minima pari o inferiore a due anni e il giudice può considerare anche la condotta successiva al reato.

  • art. 62 n. 4, cod. pen.

    La Corte territoriale aveva riconosciuto l'attenuante di cui all'art. 62 n. 4, valutandola equivalente rispetto ad aggravanti e recidiva nella determinazione della pena; la Cassazione ha richiamato tale valutazione ma non l'ha riformata.

  • art. 2, c. 4, cod. pen.

    Richiamato come principio che impone l'applicazione retroattiva della legge penale più favorevole (fonti di rango elevato) rispetto alla legge previgente.

  • d.lgs. n. 150/2022 e d.l. n. 162/2022

    interventi di riforma sull'art. 131-bis e data di entrata in vigore

    La modifica legislativa ha ampliato l'applicabilità dell'istituto di non punibilità per particolare tenuità eliminando il riferimento al massimo edittale e introducendo parametri nuovi che il giudice deve considerare.

Massime di principio

  • Quando una norma penale successiva è più favorevole all'imputato (come l'art. 131-bis novellato), essa ha natura sostanziale e va applicata retroattivamente ai fatti antecedenti la riforma, salvo eccezioni tassative.
  • A seguito della riforma, l'ambito applicativo dell'art. 131-bis è più ampio (reati con pena minima pari o inferiore a due anni) e il giudice deve riesaminare l'offensività del fatto con i nuovi parametri, compresa la possibilità di valutare la condotta successiva al reato.
  • In caso di ricorso, la Cassazione può annullare la sentenza limitatamente al punto affetto da errata applicazione della legge nuova e rinviare per nuovo giudizio solo su quel punto, dichiarando inammissibile il resto se le doglianze sono infondate o insufficientemente motivate.
  • Il diniego delle attenuanti generiche richiede motivazione concreta e specifica: l'esistenza di precedenti specifici o di elementi ostativi alla valutazione favorevole deve essere adeguatamente valutata e argomentata dal giudice di merito.
  • Prima di chiedere l'annullamento per assenza della querela occorre verificare attentamente gli atti: la presenza di una querela acquisita in verbale neutralizza la richiesta di nullità fondata su presunta mancanza di querela.
  • Nel riesame, le parti dovrebbero fornire elementi sulle circostanze successive al reato e su ogni fattore personale rilevante, poiché i nuovi parametri di art. 131-bis consentono al giudice di considerare anche fatti intervenuti dopo l'illecito.

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