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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26647/2024 del 05/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che respingeva la sua istanza ex art. 718 c.p.p. volta alla revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere (disposta in vista di estradizione richiesta dal Pakistan per furto). Contestava l'inidoneità della misura carceraria e la possibilità di sostituirla con misura domiciliare anche con controllo elettronico (art. 275‑bis), deducendo che l'attuale situazione familiare e la disponibilità di ospitalità attenuassero il pericolo di fuga e denunciando motivazione insufficiente della Corte territoriale, fondata su presunzioni anziché su elementi concreti.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte di appello che aveva valutato, in funzione della specificità del procedimento di estradizione, sussistente il pericolo di fuga in ragione delle modalità clandestine con cui l'estradando aveva raggiunto l'Italia. La Suprema Corte ha sottolineato che, nelle procedure di consegna/estradizione, i requisiti di concretezza e attualità del pericolo di fuga vanno valutati tenendo conto delle finalità proprie dell'istituto (la "traditio in vinculis") e che l'atteggiamento dell'estradando e la sua capacità di spostarsi clandestinamente possono legittimare la misura custodiale nonostante il ricorso a strumenti elettronici. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 718 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare; il ricorso era proposto sulla base di tale disposizione per ottenere misure alternative alla custodia cautelare.

  • art. 714 cod. proc. pen.

    Disciplina l'applicazione di misure coercitive nei procedimenti di consegna/estradizione; la Corte interpreta che tali misure debbano prioritariamente garantire che la persona richiesta non si sottragga alla consegna, richiedendo una valutazione prognostica del rischio di sottrazione ponderata sulle caratteristiche del procedimento di consegna.

  • art. 275‑bis cod. proc. pen.

    Prevede il presidio del controllo elettronico; la Corte ha ritenuto che il solo ricorso al braccialetto elettronico non fosse sufficiente a escludere il pericolo di fuga posto che vi erano elementi concreti che indicavano la capacità dell'estradando di spostarsi clandestinamente.

  • art. 719 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione all'eventuale violazione di legge in materia di motivazione degli atti impugnati; la Corte ha valutato il vizio di motivazione e lo ha ritenuto inesistente.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Prescrive la sintesi dei motivi nel ricorso per cassazione; richiamata per indicare la forma di esposizione dei motivi dedotti dal ricorrente.

Massime di principio

  • Nelle procedure di estradizione/consegna la valutazione del pericolo di fuga è più rigorosa e orientata a garantire la "traditio in vinculis": fattori che indicano determinazione o capacità di spostamento clandestino incrementano la probabilità di mantenimento della custodia cautelare.
  • La disponibilità di familiari o di alloggio nel territorio non è automaticamente sufficiente a escludere il pericolo di fuga, soprattutto se sussistono elementi concreti che dimostrano la propensione o la capacità a sottrarsi alla consegna.
  • Il controllo elettronico (braccialetto) può essere considerato ma non sempre è idoneo a neutralizzare il rischio di fuga quando il soggetto ha mostrato comportamenti o modalità di viaggio che evidenziano forte propensione alla clandestinità.
  • In cassazione il sindacato è limitato: si valuta prevalentemente la correttezza e la completezza della motivazione (violazione di legge) e non nuovamente il merito delle valutazioni cautelari, salvo vizio di motivazione.
  • Per ottenere la sostituzione di una misura cautelare in vista di estradizione è necessario fornire elementi concreti, attuali e specifici che attenuino la prognosi del pericolo di sottrazione; mere presunzioni o ipotesi non sono sufficienti.

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