Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 504/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento del silenzio – inadempimento della Prefettura - Sportello Unico per l’Immigrazione di Salerno, sulla richiesta di convocazione per primo ingresso e rilascio del permesso per attesa occupazione ai sensi degli artt. 22-24 d.lgs. 286/1998, e Circolare Min. Interno n. 3836/2007.

Giustizia amministrativa202501498

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla richiesta di convocazione per il primo ingresso e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura - Sportello Unico per l'Immigrazione sulla richiesta di convocazione per il primo ingresso e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, ai sensi degli artt. 22 e 24 del d.lgs. 286/1998 e della circolare del Ministero dell'Interno n. 3836/2007. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha comunicato l'adozione di provvedimenti di revoca relativi alle istanze di nulla osta al lavoro presentate nell'interesse dei ricorrenti. I ricorrenti hanno rilevato che le revoche erano sopravvenute rispetto alla proposizione del ricorso e hanno chiesto la condanna dell'amministrazione alle spese. Il giudice ha inoltre rilevato che nessun rapporto di lavoro era mai stato instaurato tra i ricorrenti e il datore di lavoro richiedente il nulla osta, sicché mancava il presupposto sostanziale per il rilascio del permesso per attesa occupazione secondo l'orientamento giurisprudenziale richiamato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'adozione dei provvedimenti di revoca dei nulla osta ha fatto venir meno il silenzio dell'amministrazione, eliminando la condizione dell'azione necessaria per ottenere una pronuncia sull'inerzia. La condizione dell'azione deve permanere fino alla decisione; quando, nelle more del giudizio sul silenzio, l'amministrazione adotta un provvedimento espresso, il ricorso diviene improcedibile, senza necessità di accertare ulteriormente se la sopravvenienza abbia integralmente soddisfatto la pretesa. Gli eventuali vizi dei provvedimenti di revoca devono essere fatti valere con autonoma impugnazione o mediante motivi aggiunti, anche convertendo il ricorso avverso il silenzio in ricorso ordinario ai sensi dell'art. 117, comma 5, c.p.a.; nel caso concreto i provvedimenti non sono stati impugnati. Il TAR ha altresì evidenziato, quale ulteriore ragione sostanziale, che il permesso per attesa occupazione presuppone l'interruzione di un precedente rapporto di lavoro correttamente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore, non essendo sufficiente la mancata instaurazione del rapporto dopo il rilascio del nulla osta. Le spese sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    “il giudizio sul silenzio-inadempimento [...] ha per oggetto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia serbata dall'amministrazione”

    La condanna dell'amministrazione a provvedere presuppone che, al momento della decisione, l'inerzia persista; l'adozione di un provvedimento espresso nelle more determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 117, comma 5, c.p.a.

    “consente di proporre contro di esso una nuova impugnazione (o di convertire il ricorso avverso il silenzio in un ricorso impugnatorio ordinario)”

    Il provvedimento espresso sopravvenuto può essere autonomamente impugnato oppure contestato mediante conversione del giudizio sul silenzio, con motivi aggiunti.

  • artt. 22 e 24 d.lgs. 286/1998

    Sono richiamati quale fondamento della richiesta di convocazione per il primo ingresso e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione.

  • art. 42 d.l. 21 giugno 2022, n. 73, convertito dalla l. 4 agosto 2022, n. 122

    La giurisprudenza richiamata ne esclude l'applicazione al caso in cui il rapporto di lavoro non sia mai stato instaurato, affermando che il permesso per attesa occupazione è collegato all'interruzione di un rapporto di lavoro previamente e correttamente instaurato.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento la persistenza dell'inerzia amministrativa costituisce una condizione dell'azione che deve sussistere fino alla decisione; l'adozione nelle more di un provvedimento espresso determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento espresso non impone al giudice del silenzio di valutarne la legittimità o l'integrale satisfattività: gli eventuali vizi devono essere dedotti con autonoma impugnazione o mediante motivi aggiunti, anche attraverso la conversione del ricorso ai sensi dell'art. 117, comma 5, c.p.a.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone l'interruzione di un rapporto di lavoro subordinato previamente e correttamente instaurato, cessato per causa non imputabile al lavoratore; non è sufficiente che il rapporto non sia mai iniziato dopo il rilascio del nulla osta.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.