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Ordinanza

Ordinanza n. 45/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento prot. p-na/l/q/2023/113194 con il quale veniva disposta la revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato nell'ambito della procedura flussi, rilasciato in favore del lavoratore Sig. Rahman Sayfor in data 2/5/2023 su istanza della società pure quivi ricorrente.

Giustizia amministrativa202506734

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato rilasciato nell'ambito della procedura flussi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato, chiedendone in via cautelare la sospensione. In sede cautelare hanno dedotto, tra l'altro, l'assenza di presupposti per la revoca e la pretermissione delle garanzie procedimentali. Il giudice ha rilevato che non sono stati allegati né assistiti da principio di prova elementi idonei a orientare diversamente la decisione amministrativa; non è stata inoltre allegata o comprovata l'effettività del rapporto lavorativo indicato ab origine, risultando anzi tale rapporto messo in dubbio dalla reiterata assenza del datore di lavoro alle convocazioni dell'Amministrazione finalizzate alla sottoscrizione del contratto di soggiorno.

La decisione

La domanda cautelare è stata respinta per difetto, allo stato della sommaria cognizione propria della fase cautelare, dei presupposti per la sospensione. Il TAR ha ritenuto non dimostrata l'effettività del rapporto lavorativo, valorizzando la plurima e prolungata assenza del datore di lavoro nei giorni fissati dall'Amministrazione. Ha inoltre escluso, prima facie, la dedotta violazione delle garanzie procedimentali, osservando che l'Amministrazione aveva reiteratamente convocato le parti per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e che la mancata definizione del procedimento era stata determinata dal comportamento renitente del datore di lavoro, contrario ai principi di buona fede, correttezza e leale cooperazione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda e della valutazione cautelare; la sospensione è stata negata per l'assenza, allo stato degli atti, dei presupposti per la tutela invocata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la concessione della sospensione presuppone che il ricorrente alleghi e fornisca almeno un principio di prova su elementi idonei a mettere in discussione la legittimità o la fondatezza dell'atto impugnato.
  • La mancata dimostrazione dell'effettiva instaurazione del rapporto lavorativo posto a base di un nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato può giustificare il rigetto della tutela cautelare, soprattutto quando la condotta del datore di lavoro abbia impedito la conclusione della procedura.
  • La violazione delle garanzie procedimentali non è ravvisabile, in sede cautelare, quando l'Amministrazione abbia reiteratamente convocato gli interessati per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e la mancata definizione del procedimento sia dipesa dal comportamento renitente del datore di lavoro.
  • Il comportamento del privato che non coopera reiteratamente agli adempimenti necessari alla conclusione del procedimento può essere valutato in contrasto con i principi di buona fede, correttezza e leale cooperazione e incidere sulla fondatezza della domanda cautelare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiBuona fede e correttezza della PAPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

Testo integrale

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