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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9026/2024 del 01/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto in flagranza e del decreto di presentazione per giudizio direttissimo. Il difensore ha dedotto nullità del provvedimento del Pubblico Ministero per presunta carenza della contestazione e per mancata acquisizione nel fascicolo di alcuni atti di indagine (in particolare il verbale della sig.ra Alice Ranelletta, pervenuto solo durante l'udienza di convalida). Inoltre la difesa ha sostenuto che, alla luce degli elementi acquisiti anche in udienza, non sussisterebbero gli elementi costitutivi del reato contestato (art. 13, comma 13, secondo periodo, D.Lgs. 286/1998)

La decisione

Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il decreto di presentazione per la convalida dell'arresto in flagranza non sia impugnabile e che l'ordinanza di convalida del giudice, valutati gli elementi conosciuti al momento dell'arresto, non sia sindacabile in questa sede. Ha inoltre ritenuto che l'operato della polizia sia stato valutato secondo il parametro della ragionevolezza in relazione allo stato di flagranza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 286/1998, art. 13, comma 13, secondo periodo

    Norma che disciplina ipotesi di reato connesso all'immigrazione; la convalida e il giudizio direttissimo sono stati chiesti dal PM sulla base di questo titolo di reato

  • Codice di procedura penale, art. 381

    Richiamato in relazione alla valutazione della flagranza e degli elementi giustificativi dell'arresto; il giudice ha considerato le valutazioni 'ex ante' rilevanti e non sindacabili in sede di ricorso qui proposto

  • Codice di procedura penale, art. 429

    Norma procedurale riferita ai vizi di nullità: la Corte ha ritenuto che le doglianze relative al decreto di presentazione non fossero ammissibili in questa sede

  • Codice di procedura penale, art. 449

    Norma sul rito direttissimo e sulle sue fasi; utilizzata per inquadrare il procedimento di convalida e la non impugnabilità del decreto di presentazione

  • Codice di procedura penale, art. 450

    Norma procedurale connessa al rito direttissimo; la Corte la considera parte del quadro che rende il decreto non impugnabile separatamente

  • Costituzione, art. 111

    Il principio di impugnabilità generale non può essere invocato per rendere appellabile un atto che l'ordinamento non prevede espressamente impugnabile

  • Codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Richiamati quali reati o condizioni che giustificano l'arresto in flagranza; il giudice ha valutato ex ante l'ipotesi di reato ai fini della convalida

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Consente la condanna al versamento di somme a beneficio della cassa delle ammende per il ricorso inammissibile con profili di colpa; applicata per condannare il ricorrente a euro 3.000

Massime di principio

  • Il decreto di presentazione per la convalida dell'arresto in flagranza e per il giudizio direttissimo non è impugnabile autonomamente: non costituisce provvedimento soggetto a ricorso destinato a sindacare ex post la legittimità dell'arresto
  • L'ordinanza di convalida è valutabile solo nella misura in cui il giudice abbia apprezzato, 'ex ante', la sussistenza degli elementi noti o conoscibili al momento dell'arresto: contestazioni sulla gravità indiziaria o sulla responsabilità vanno riservate alle fasi successive del processo
  • La produzione di atti o dichiarazioni 'nuove' in udienza di convalida non rende automaticamente nullo il decreto di presentazione: eventuali criticità procedurali relative alla mancanza di atti nel fascicolo andranno valutate nei rimedi processuali appropriati e non tramite ricorso inammissibile
  • Per impugnare criticità nella convalida o nella raccolta delle prove è generalmente più efficace prospettare rimedi che incidano sulle fasi successive (es. eccezioni in dibattimento, impugnazione di provvedimenti definitivi) piuttosto che azioni dirette contro il decreto di presentazione
  • Il giudicante può sanzionare ricorsi manifestamente inammissibili o colposi con condanne alle spese e somme a titolo di ammenda: valutare con attenzione l'ammissibilità prima di proporre impugnazioni

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