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Sentenza

Sentenza n. 154/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sezione staccata di Salerno (Sezione Terza) n. 3236/2022.

Giustizia amministrativa202304319

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania - Salerno, Sez. III, n. 3236/2022, che aveva respinto i ricorsi contro l'ordinanza di demolizione e l'atto di acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR che, previa riunione, aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi e quello contro il successivo atto di acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale. L'abuso consisteva nella realizzazione, senza titolo edilizio, di un appartamento al nono piano di un fabbricato, avente superficie di circa 42,13 mq e volumetria di circa 128,5 mc. Con il primo motivo è stato dedotto il difetto di motivazione dell'ordinanza di demolizione, adottata dopo un lungo periodo di tempo e nei confronti di un soggetto diverso dall'autore dell'abuso, con conseguente lesione dell'affidamento. Con il secondo motivo è stata lamentata la mancata applicazione dell'art. 34, comma 2, del testo unico dell'edilizia, che consente, in determinati casi, la sostituzione della demolizione con una sanzione pecuniaria. Con il terzo motivo è stata dedotta la violazione del contraddittorio procedimentale per omessa comunicazione di avvio del procedimento. Con il quarto motivo sono state contestate le statuizioni relative all'acquisizione gratuita, sostenendo che l'appellante non fosse autore dell'abuso e non avesse ricevuto la notificazione dell'ordine di demolizione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l'appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto infondata la censura di difetto di motivazione: l'ordine di demolizione di un abuso edilizio privo di titolo ha natura vincolata e doverosa, sicché non richiede una motivazione ulteriore sulle ragioni di interesse pubblico, neppure se adottato a distanza di tempo dalla realizzazione dell'abuso, se il proprietario attuale non ne è l'autore o se il trasferimento dell'immobile non ha finalità elusive. L'abuso edilizio costituisce infatti un illecito permanente e l'ordine può essere rivolto anche all'attuale proprietario o detentore qualificato, indipendentemente dalla sua responsabilità personale. Il secondo motivo è stato respinto perché la sanzione pecuniaria sostitutiva presuppone opere realizzate in parziale difformità dal permesso di costruire oppure l'impossibilità motivata di demolire senza compromettere altre legittime edificazioni; nel caso concreto le opere erano state realizzate integralmente senza titolo, non risultavano situazioni ostative alla demolizione e l'interessato non aveva presentato istanza per ottenere la sanzione sostitutiva. Il terzo motivo è stato respinto poiché, trattandosi di potere vincolato e doveroso, la comunicazione di avvio del procedimento non era obbligatoria. Il quarto motivo, relativo all'acquisizione gratuita, è stato ritenuto infondato in ragione della natura reale dell'obbligazione connessa all'immobile e comunque inammissibile, poiché l'appellante non aveva ottemperato all'ordine di demolizione ritualmente notificato. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in euro 4.000,00 oltre oneri di legge.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 2, d.P.R. 380/2001

    La sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione è applicabile per opere realizzate in parziale difformità dal permesso di costruire o quando la demolizione sia motivatamente impossibile senza compromettere altre legittime edificazioni; la sua applicazione deve essere richiesta dall'interessato.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'ordine di demolizione e il conseguente meccanismo acquisitivo si collegano alla realizzazione di opere in assenza di titolo edilizio e possono operare nei confronti dell'attuale proprietario, quale obbligato in relazione all'immobile.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione di un manufatto abusivo realizzato senza titolo edilizio ha natura vincolata e doverosa e non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico, anche quando sia adottato a distanza di tempo dalla realizzazione dell'abuso, l'attuale proprietario non sia responsabile dell'illecito o il trasferimento dell'immobile non abbia finalità elusive.
  • L'abuso edilizio costituisce un illecito permanente; pertanto, l'ordine di demolizione può essere rivolto anche all'attuale proprietario o detentore qualificato dell'immobile, indipendentemente dalla sua responsabilità nella realizzazione dell'abuso.
  • Per l'adozione di un ordine di demolizione avente contenuto vincolato e doveroso non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento.
  • La sanzione pecuniaria sostitutiva dell'ordine di demolizione è applicabile soltanto nei casi di parziale difformità dal permesso di costruire o di impossibilità della demolizione senza pregiudizio per altre legittime edificazioni; l'interessato deve inoltre presentare una specifica istanza e allegare la ricorrenza dei relativi presupposti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPartecipazione procedimentaleLegittimo affidamento

Testo integrale

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