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Ordinanza

Ordinanza n. 1048/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto datato 21.01.2026 dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Caserta - di revoca del nulla osta all’ingresso in Italia rilasciato in suo favore il 29.2.2024 su istanza di Ruberti Giovanni del 02.12.2023.

Giustizia amministrativa202602048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del nulla osta all'ingresso in Italia per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto del 21 gennaio 2026 con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione di Caserta ha revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato il 29 febbraio 2024 su istanza del datore di lavoro. In sede cautelare ha dedotto l'illegittimità della revoca, evidenziando che l'Amministrazione aveva già concluso positivamente l'istruttoria e rilasciato il nulla osta, per poi revocarlo sulla base del codice ATECO e della documentazione del datore di lavoro, elementi già disponibili nella fase originaria e non riconducibili a sopravvenuti mutamenti della situazione di fatto o di diritto. Ha inoltre contestato la motivazione secondo cui il codice ATECO della società proponente non sarebbe riconducibile ai settori ammessi dal Decreto Flussi, rilevando che la visura camerale indicava tra l'oggetto sociale la realizzazione e l'esecuzione di opere e lavori edili in genere. Ha dedotto altresì la lesione del legittimo affidamento maturato dopo l'ingresso regolare in Italia munito di visto per lavoro subordinato e la violazione del principio di proporzionalità, per non avere l'Amministrazione valutato misure meno afflittive, quale il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. È stato infine rappresentato il periculum in mora derivante dall'immediata irregolarità del soggiorno, dall'impossibilità di instaurare un nuovo rapporto di lavoro e dal rischio di espulsione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente, allo stato della cognizione sommaria propria della fase cautelare, un sufficiente fumus boni iuris. In particolare, ha ravvisato una manifesta contraddittorietà dell'azione amministrativa, poiché la revoca si fondava su elementi già nella disponibilità dell'Amministrazione e avrebbe dovuto essere valutata nel procedimento originario, senza che risultassero sopravvenienze fattuali o giuridiche. Ha inoltre rilevato che la motivazione relativa all'inidoneità del codice ATECO appariva prima facie smentita dalla visura camerale, che ricomprendeva attività edilizie rientranti in un settore ammesso dalla disciplina dei flussi. Il giudice ha considerato plausibile anche la violazione del legittimo affidamento del lavoratore, entrato regolarmente in Italia munito di visto, e del principio di proporzionalità, per l'omessa considerazione di una soluzione meno afflittiva come il permesso di soggiorno per attesa occupazione. È stato riconosciuto anche il periculum in mora, poiché l'esecuzione della revoca avrebbe determinato l'irregolarità del soggiorno, impedito la ricerca di una nuova occupazione ed esposto il ricorrente a un concreto e imminente rischio di espulsione, con grave pregiudizio per il progetto di vita e l'integrazione socio-lavorativa. La domanda cautelare è stata pertanto accolta e l'efficacia del provvedimento impugnato è stata sospesa. La trattazione del merito è stata fissata al 24 febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate in ragione della complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la domanda e la decisione cautelare; il giudice ha ritenuto integrati il fumus boni iuris e il periculum in mora e ha sospeso l'efficacia dell'atto impugnato.

  • Decreto Flussi

    La disciplina dei flussi è stata utilizzata come parametro per valutare la riconducibilità dell'attività edilizia del datore di lavoro ai settori ammessi; la motivazione della revoca è apparsa prima facie smentita dalla visura camerale.

Massime di principio

  • La revoca di un nulla osta al lavoro non può essere legittimamente fondata, in assenza di sopravvenienze fattuali o giuridiche, su elementi già nella disponibilità dell'Amministrazione e che avrebbero dovuto essere valutati nel procedimento originario; tale modalità di esercizio del potere può integrare eccesso di potere per manifesta contraddittorietà.
  • La motivazione di una revoca fondata sull'inidoneità del settore economico del datore di lavoro deve confrontarsi con la documentazione societaria disponibile; è prima facie illegittima quando la visura camerale evidenzia attività rientranti nei settori ammessi dalla disciplina dei flussi.
  • La revoca di un titolo in materia di immigrazione per ragioni non imputabili al lavoratore deve rispettare il legittimo affidamento maturato in seguito all'ingresso regolare nel territorio nazionale munito di visto per lavoro subordinato.
  • Nell'esercizio dei poteri incidenti sul soggiorno del lavoratore straniero, l'Amministrazione deve valutare il principio di proporzionalità e l'eventuale praticabilità di misure meno afflittive, come il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
  • Sussiste il periculum in mora quando la revoca del nulla osta determina l'immediata irregolarità del soggiorno, impedisce l'instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro ed espone il lavoratore straniero a un concreto e imminente rischio di espulsione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoAutotutela
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

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