Cassazione Penale, Sentenza n. 46589/2024 del 18/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Calluso ha chiesto la liquidazione dell'equa riparazione per ingiusta sottoposizione a misure cautelari (custodia cautelare in carcere dal 22/02/2017 al 26/02/2018 e arresti domiciliari dal 27/02/2018 al 05/11/2020). La custodia era stata disposta in relazione a gravi indizi di concorso in rapina aggravata, detenzione di arma e ricettazione; in sede di merito Calluso è stato assolto con sentenza irrevocabile del 21/03/2021. Il ricorrente ha censurato l'ordinanza di rigetto della Corte d'appello (19/06/2024) per erronea applicazione dell'art. 314 c.p.p. e per vizi di motivazione, deducendo che gli elementi posti a fondamento della cautela si sono poi rivelati non idonei a provare la responsabilità penale e che il quadro indiziario era carente (anche perché analogo comportamento di altro indagato non aveva determinato la misura). Ha inoltre richiamato le giustificazioni rese nell'interrogatorio di garanzia (rapporti di amicizia, visite alla madre) e la compatibilità delle celle telefoniche con la dimora della madre.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudizio sulla riparazione è del tutto autonomo rispetto al giudizio penale e richiede una valutazione ex ante del quadro indiziario così come poteva apparire al giudice della cautela, nonché della condotta del soggetto. La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello correttamente abbia considerato gravemente colposo il comportamento di Calluso: i contatti costanti con il responsabile della rapina (Monorchio), lo spostamento insieme verso le frazioni dove la rapina è poi stata consumata e la partecipazione all'incontro ritenuto preparatorio della rapina erano condotte che, pur non sufficienti a fondare una condanna penale, erano idonee a creare l'apparenza di partecipazione e a rafforzare la volontà criminosa dell'autore. Pertanto il diritto all'indennizzo è stato escluso e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dal Ministero resistente.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Norma richiamata nella doglianza: regola la liquidazione dell'equa riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ha applicato i criteri previsti per valutare l'esclusione dell'indennizzo in presenza di dolo o colpa grave del detenuto
Sez. U., n. 51779 del 28/11/2013 (Nicosia)
Affermata l'autonomia del giudizio per la riparazione rispetto al processo penale e il principio che l'indennizzo è escluso se l'incolpato ha concorso con dolo o colpa grave a determinare l'errore dell'autorità
Sez. U., n. 32383 del 27/05/2010 (D'Ambrogio)
Sottolinea la necessità di valutare ex ante se la condotta del ricorrente abbia indotto in errore il giudice della cautela, distinguendo piani valutativi tra fase cautelare e fase di merito
Sez. 4, n. 3359 del 22/09/2016 (La Fornara)
Ribadisce che il giudizio per la riparazione è autonomo e che il giudice deve valutare se la condotta abbia determinato l'apparenza della configurabilità dell'illecito
Sez. 4, n. 2145 del 13/01/2021 (Calzaretta)
Stato che fatti valutati in sede di merito (anche se insufficienti per la condanna) possono essere rilevanti nel giudizio sulla riparazione senza che ciò contrasti con l'assoluzione nel processo principale
Sez. U., n. 43 del 13/12/1995 (Sarnataro)
Principio secondo cui per escludere il diritto all'indennizzo il giudice può attenersi a fatti accertati o non negati nel giudizio di merito quando dimostrino dolo o colpa grave
Giurisprudenza su connivenza/colpa grave (es. Sanyang, Diotallevi, Di Spirito, Cantarella)
Conferma che la colpa grave può derivare anche da una connivenza passiva che indichi omissione di doveri sociali, tolleranza del reato quando si era in condizione di impedirlo, o comportamento che abbia rafforzato la volontà criminosa
Massime di principio
- Il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al processo penale e richiede una valutazione ex ante del quadro indiziario così come poteva apparire al tempo dell'adozione della misura cautelare
- L'assoluzione penale non impedisce automaticamente il diniego dell'indennizzo: se il comportamento dell'interessato ha concorso, con dolo o con colpa grave, a creare l'apparenza di colpevolezza, l'indennizzo può essere escluso
- Condotte quali frequenti contatti con soggetti ritenuti autori del reato, spostamenti insieme verso il luogo del fatto o la partecipazione ad incontri preparatori possono essere valutate come colpa grave anche se non provano la partecipazione al reato
- La colpa grave può ricorrere anche come "connivenza passiva": omissioni o atteggiamenti accondiscendenti idonei a rafforzare la volontà criminosa o a tollerare la commissione del reato possono giustificare il rigetto dell'indennizzo
- Nel valutare richieste di indennizzo occorre considerare l'insieme delle emergenze processuali, tenendo conto che parametri e standard di prova nella fase cautelare sono diversi da quelli del giudizio di merito
- Per chi intende chiedere l'equa riparazione è utile dimostrare, oltre all'assenza di responsabilità penale, che la propria condotta non abbia contribuito in modo prevedibile alla formazione dell'apparenza di colpevolezza (ad es. giustificazioni documentate di spostamenti, testimonianze affidabili, elementi oggettivi che escludano connivenza)
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46533/2024 del 18/12/2024
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46541/2024 del 18/12/2024
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46542/2024 del 18/12/2024
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46543/2024 del 18/12/2024
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46544/2024 del 18/12/2024
- Sentenza penale · 18 dic 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 46549/2024 del 18/12/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →