Sentenza n. 387/2026 - Pescara, Sezione 1
per l'accertamento del silenzio-inadempimento dell’Amministrazione sulla propria istanza del 9 marzo 2026, diretta alla definizione del procedimento di variante del PQT e di zonizzazione dell’area in concessione, in catasto al foglio 49, particella 4488, con destinazione da conferire U “urbanizzata”, siccome occupata da strutture che servono l’impianto di distribuzione di carburanti in proprietà, con richiesta di nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, considerando la nota comunale del 15 luglio 2026 e la dichiarazione resa dalla parte ricorrente. Non è stata quindi esaminata nel merito la sussistenza del silenzio-inadempimento né sono stati scrutinati i vizi dedotti. La richiesta di nomina del commissario ad acta non è stata esaminata. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti per giuste ragioni.
Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Vasto sull’istanza del 9 marzo 2026 relativa alla definizione del procedimento di variante del PQT e di zonizzazione di un’area in concessione
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente chiedeva l’accertamento del silenzio-inadempimento del Comune di Vasto sull’istanza diretta alla definizione del procedimento di variante del PQT e di zonizzazione dell’area catastalmente individuata, con attribuzione della destinazione urbanistica U “urbanizzata”, in quanto occupata da strutture funzionali a un impianto di distribuzione di carburanti di proprietà. Deduceva la violazione dell’art. 2 della legge n. 241/1990 e dell’art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per violazione del legittimo affidamento e sviamento. Chiedeva inoltre la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Nel corso del giudizio il Comune depositava una nota del 15 luglio 2026, rappresentando che il PQT doveva essere adeguato al PSTT regionale e che non poteva più essere attribuita all’area la destinazione E1 agricola. Alla camera di consiglio del 17 luglio 2026 il difensore della ricorrente dichiarava, in ragione della nota comunale, la sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
La ricorrente ne deduceva la violazione in relazione all’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento; il giudice non ha esaminato la fondatezza della censura per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 97 Cost.
La ricorrente ne deduceva la violazione in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità; la questione non è stata esaminata nel merito.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse, anche dichiarata dalla parte ricorrente alla luce di un atto o comportamento sopravvenuto dell’amministrazione, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- Quando il ricorso avverso il silenzio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non è tenuto a esaminare nel merito l’inadempimento dedotto né le censure relative all’azione amministrativa.
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