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Sentenza

Sentenza n. 136/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento - previa sospensione: 1) del permesso di costruire n. 17 del 19/11/2025, rilasciato dal Comune di Castelnuovo Cilento in variante al permesso n. 29 del 12/10/2023, per l’abbattimento e la ricostruzione di un vecchio fabbricato di proprietà di Zammarrelli Fabio e Romano Valeria, identificato al fol. 12, particella 418 sub 7, particella 390 sub 3 e particella 1175 sub 1 del mappale di Castelnuovo Cilento, in aderenza al fabbricato della ricorrente; 2) del permesso di costruire in sanatoria n. 16 del 12/11/2025 per la sanatoria delle opere difformi realizzate da Zammarrelli Fabio e Romano Valeria rispetto al permesso di costruire n. 1 del 12/03/2025, rilasciato dal Comune di Castelnuovo Cilento a Zammarrelli Fabio Romano Valeria in variante al permesso di costruire n. 29; 3) del permesso di costruire in variante n. 1 del 12/03/2025, rilasciato dal Comune di Castelnuovo Cilento a Zammarrelli Fabio Romano Valeria sostituito dal permesso di variante n. 17 del 19/11/2025; 4) del permesso di costruire n. 29 del 12/10/2023, rilasciato dal Comune di Castelnuovo Cilento a Zammarrelli Fabio e Romano Valeria, per l’abbattimento e la ricostruzione di un vecchio fabbricato identificato al fol. 12, particella 418 sub 7, particella 390 sub 3 e particella 1175 sub 1 del mappale di Castelnuovo Cilento – per quanto di ragione - e conosciuto in data 29/10/2025; 5) dell’ordinanza di sospensione dei lavori n. 01 del 17/09/2025, per quanto di ragione; 6) nonché di ogni altro atto presupposto e conseguente.

Giustizia amministrativa202600021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: permessi di costruire originario, in variante e in sanatoria, relativi alla demolizione e ricostruzione di un fabbricato e alla realizzazione di un terrazzo in aderenza al terrazzo della ricorrente, nonché ordinanza di sospensione dei lavori

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato i titoli edilizi rilasciati dal Comune per la demolizione e ricostruzione, in variante e in sanatoria, del fabbricato dei controinteressati, sostenendo che le modifiche progettuali avessero comportato la realizzazione e l’ampliamento di un terrazzo sorretto da pilastri in cemento armato in aderenza al proprio terrazzo, in violazione delle distanze legali tra vedute previste dagli artt. 905 e 907 c.c. Ha dedotto vizi di illegittimità e di eccesso di potere. Il ricorso è stato proposto dopo l’accesso agli atti, ma senza avere previamente impugnato il permesso di costruire originario n. 29 del 12 ottobre 2023. La ricorrente aveva inoltre diffidato i controinteressati il 9 settembre 2025 a cessare i lavori e a ripristinare lo stato dei luoghi, manifestando già allora la conoscenza della possibile violazione delle distanze.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività, rilevando che il permesso di costruire originario non era stato impugnato e che la ricorrente aveva avuto piena conoscenza, già almeno dal 9 settembre 2025, della possibile lesione derivante dai lavori e della questione delle distanze, come dimostrato dalla diffida e dalla successiva istanza di accesso agli atti. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui il titolo in variante non è autonomamente impugnabile quando autorizza variazioni non essenziali e non determina un pregiudizio autonomo e diverso rispetto al titolo originario. In via subordinata, il ricorso è stato ritenuto infondato nel merito. Dalla documentazione è emerso che i due fabbricati appartenevano originariamente a un unico lotto e che l’atto pubblico di vendita del 15 dicembre 2003 prevedeva espressamente una reciproca deroga al rispetto delle distanze legali tra i fondi divisi. Tale pattuizione escludeva la violazione delle distanze tra vedute. Inoltre, le norme tecniche di attuazione del PRG consentivano la costruzione in aderenza o sul confine. Le spese sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione immediata del giudizio, sentite le parti, quando la causa è matura e ricorrono i presupposti per una decisione semplificata.

  • artt. 905 e 907 c.c.

    La ricorrente li ha invocati a tutela delle distanze legali tra vedute; il TAR ha escluso la loro violazione in ragione della deroga convenzionale prevista nell’atto di vendita del 15 dicembre 2003.

Massime di principio

  • Quando il titolo edilizio originario non è stato tempestivamente impugnato, il successivo titolo in variante è autonomamente impugnabile soltanto se introduce modifiche sostanziali o determina un pregiudizio autonomo e diverso rispetto a quello derivante dal titolo originario.
  • La piena conoscenza della lesione derivante da un intervento edilizio può risultare da una diffida indirizzata ai titolari del permesso, nella quale il vicino chieda la cessazione dei lavori e il ripristino dei luoghi; da tale conoscenza decorre il termine per l’impugnazione, anche se il successivo accesso agli atti consente una conoscenza più dettagliata dei titoli.
  • Una pattuizione contenuta in un atto pubblico di trasferimento immobiliare può prevedere validamente una reciproca deroga alle distanze legali tra fondi originariamente appartenenti a un unico proprietario; in presenza di tale deroga, la realizzazione in aderenza non integra, nei rapporti tra i fondi interessati, violazione delle distanze tra vedute.
  • La disciplina urbanistica che consente la costruzione in aderenza o sul confine, unitamente a una deroga convenzionale alle distanze legali, esclude l’illegittimità del titolo edilizio sotto il profilo delle distanze, salvo il rispetto degli ulteriori limiti applicabili.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziDistanze, altezze e volumiTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereProporzionalità e ragionevolezza

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