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Sentenza

Sentenza n. 217/2026 - Ancona, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento emesso in data 14.07.2025 dall’U.t.g. di Pesaro Urbino, Sportello Unico per l’Immigrazione, con cui veniva rifiutata la richiesta di nulla osta di cui alla domanda PU5610282792 in assenza di conferma esplicita della richiesta di nulla osta decorsi i sette giorni previsti dall’art. 22 comma 5 quinquies del d.lgs. n. 286/1998;

Giustizia amministrativa202500777

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di archiviazione o rifiuto della richiesta di nulla osta al lavoro, adottato dall'U.T.G. di Pesaro Urbino il 14 luglio 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione procedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione dell'U.T.G. di Pesaro Urbino aveva rifiutato la richiesta di nulla osta relativa alla domanda PU5610282792, lamentando l'assenza di una conferma espressa della richiesta decorso il termine di sette giorni previsto dall'art. 22, comma 5-quinquies, d.lgs. n. 286/1998. Nella fase cautelare il TAR aveva accolto la domanda ai fini del riesame. In esecuzione del riesame, l'amministrazione ha successivamente revocato in autotutela il provvedimento impugnato; la parte ricorrente ha dichiarato in udienza di averne preso atto.

La decisione

Il TAR, ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata. Poiché l'amministrazione ha revocato in autotutela il provvedimento impugnato in esecuzione del riesame disposto nella fase cautelare, è venuto meno l'interesse della ricorrente alla decisione sulla domanda di annullamento. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 36, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, in ragione della natura delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-quinquies, d.lgs. n. 286/1998

    La disposizione è richiamata quale termine entro il quale deve intervenire la conferma esplicita della richiesta di nulla osta; il giudizio non definisce però il merito della sua applicazione, essendo divenuto improcedibile.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente al giudice amministrativo, investito della domanda cautelare e verificati i presupposti temporali e processuali, di definire il merito con sentenza semplificata.

  • art. 36, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopraggiunto difetto di interesse

    Costituisce la base normativa della declaratoria di improcedibilità quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È richiamato per dare atto dell'avviso alle parti circa la possibile definizione del giudizio sulla base della sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La revoca in autotutela dell'atto impugnato, intervenuta nel corso del giudizio e idonea a soddisfare l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, determina il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
  • Quando l'amministrazione procede al riesame dell'atto in esecuzione di una misura cautelare e ritira in autotutela il provvedimento impugnato, il giudizio di annullamento non deve proseguire se non residua un interesse concreto e attuale alla pronuncia.
  • Il giudice amministrativo può definire il giudizio di merito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. quando ne ricorrono i presupposti e la questione processuale sopravvenuta consente una decisione immediata.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàAutotutela
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoriaTutela cautelare

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