Cassazione Civile, Sentenza n. 495/2022 del 11/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il contribuente aveva richiesto il rimborso dell'imposta straordinaria pagata in adesione allo "scudo fiscale" (art. 12 d.l. n. 350/2001) sostenendo che lo scudo non aveva prodotto effetti perché l'Amministrazione, in seguito ai controlli, aveva disconosciuto l'effettivo rimpatrio dei capitali e aveva notificato avvisi di accertamento. L'Agenzia delle Entrate impugnava la decisione favorevole al contribuente avanti la CTR, deducendo principalmente: (i) decadenza del diritto al rimborso per tardività dell'istanza (termini decadenziali), (ii) che il versamento era frutto di pagamento spontaneo e non ripetibile, e (iii) che la domanda di rimborso doveva essere valutata alla luce delle norme sul termine biennale residuale (art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546/1992) e sull'indebito tributario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto assorbito il motivo relativo alla nullità per omessa pronuncia e ha accolto il terzo motivo (decadenza/tardività). Ha stabilito che l'istanza di rimborso presentata il 16 gennaio 2013 è tardiva rispetto al termine biennale previsto dall'art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546/1992, computato dalla data di versamento dell'imposta straordinaria (27 febbraio 2002). Di conseguenza la sentenza della CTR che aveva riconosciuto il rimborso è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte ha rigettato la domanda di rimborso del contribuente. Le spese del grado di merito sono compensate; le spese di Cassazione sono a carico del controricorrente e liquidate in euro 7.500,00.
Norme richiamate
art. 12, d.l. n. 350/2001
Disciplina l'imposta straordinaria pagata in adesione alla procedura di emersione ("scudo fiscale"); la controversia riguarda la richiesta di rimborso di tale imposta quando lo scudo si rivela inefficace.
art. 11, d.l. n. 350/2001
Prevede la procedura di emersione delle attività detenute all'estero; rilevante per stabilire se siano stati prodotti gli effetti normativamente previsti dallo scudo.
art. 13, comma 1, d.l. n. 350/2001
Regola la dichiarazione in forma riservata tramite intermediario, fattore fattuale centrale nella vicenda procedurale.
art. 14, d.l. n. 350/2001
Norma che contiene gli effetti premiali del pagamento dell'imposta sostitutiva; la ricorrente deduce che tali effetti derivino da un pagamento volontario e determinerebbero l'impossibilità di restituzione.
art. 6, d.l. n. 167/1990
Usata dall'Ufficio per l'accertamento presuntivo dei maggiori redditi relativi ad attività finanziarie estere; contestata dal contribuente in relazione agli effetti dello scudo.
art. 38, d.P.R. n. 602/1973
Norma ordinaria sui termini per i rimborsi tributari (richiamata dalla ricorrente); la Corte ha ritenuto però applicabile, nel caso concreto, la disciplina residuale di cui all'art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546/1992.
art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546/1992
Disposizione residuale che fissa il termine biennale per la presentazione della domanda di restituzione dei tributi in mancanza di norme specifiche; la Corte l'ha ritenuta applicabile e decisiva, facendo decorrere il termine dalla data del versamento.
art. 16, comma sesto, d.P.R. n. 636/1972
Richiamata tra le norme sul contenzioso tributario che disciplinano modalità e termini per la ripetizione del pagamento indebito; menzionata a supporto dell'impostazione generale.
art. 1415 c.c.
Richiamato dall'Agenzia per sostenere la tutela del terzo di buona fede; la Corte non ha però fatto di tale profilo il punto decisivo, concentrandosi sul termine di decadenza.
art. 53 Cost.
Richiamato in relazione al principio di capacità contributiva e alla possibile doppia imposizione; menzione a supporto delle argomentazioni del giudice di merito ma non risolutiva davanti alla Cassazione.
art. 112 cod. proc. civ.
Richiamato nella doglianza sull'omessa pronuncia; la Corte ha ritenuto che la decisione implicita della CTR costituisse pronuncia sufficiente.
art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.
Dispositivo di riferimento per i motivi di cassazione invocati (violazione di legge); i motivi sono stati valutati alla luce delle norme sui termini e sulla decadenza.
art. 384 cod. proc. civ.
Permette alla Corte di Cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere nel merito; applicata qui per rigettare la domanda del contribuente dopo la cassazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- La domanda di rimborso di tributi segue termini specifici: in mancanza di norme speciali si applica il termine biennale di cui all'art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546/1992, decorso dal pagamento; la tardività comporta l'impermeabilità della domanda anche se il pagamento si riferisce a un istituto 'premiale' come lo scudo fiscale.
- L'esistenza di accertamenti amministrativi successivi che dichiarino la fittizià dell'operazione non rinnova automaticamente o sospende il termine per chiedere la restituzione dovuta per pagamento indebito: il termine decorre normalmente dal pagamento, salvo diversa previsione normativa che individui un diverso momento iniziale.
- La dichiarazione in forma riservata e il pagamento volontario dell'imposta sostitutiva non escludono in assoluto la possibilità di ottenere rimborso in caso di inefficacia dello scudo, ma è necessario rispettare i termini procedimentali per l'istanza di restituzione.
- L'omessa pronuncia espressa su un'eccezione non costituisce sempre motivo di nullità: se la decisione adottata è incompatibile con l'eccezione o la relega implicitamente, il vizio non sussiste.
- Quando l'Amministrazione contesta la simulazione del rimpatrio e promuove accertamenti, ci si trova su piani diversi (questioni di fatto e di diritto): per ottenere il rimborso occorre superare sia il profilo sostanziale (inefficacia dello scudo, ingiusto arricchimento) sia quello processuale (osservanza dei termini di legge).
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