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Ordinanza

Ordinanza n. 11/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento dell’“ingiunzione di demolizione di opere abusive” n. -OMISSIS-del 20 marzo 2023, con cui il Dirigente dell''ufficio tecnico comunale del Comune di Parabiago ha ingiunto al ricorrente ed al Sig. Elio Enrico Oldrini, di “demolire le opere eseguite in assenza di permesso di costruire, presso l''immobile denominato “Mulino Rancilio” sito in via -OMISSIS-identificato catastalmente al fg. -OMISSIS- ed in particolare i lavori di: - trasformazione da fienile/deposito ad abitazione ed ampliamento della porzione di edificio posta a nord-ovest; - trasformazione dell''immobile da uso rurale ad uso residenziale, secondo il disposto dell''art. 23-ter del D.P.R. 380/01 con esecuzione di opere interne ed esterne; - realizzazione di una tettoia esterna al fabbricato sopra descritto e adibita a ricovero di attrezzi”, il tutto “entro e non oltre giorni NOVANTA dalla notifica” dell''ingiunzione stessa; per quanto occorrer possa, del provvedimento prot. n. -OMISSIS-del 10 ottobre 2008 con cui il Comune di Parabiago ha denegato la domanda di condono edilizio presentata dalla Sig.ra -OMISSIS- il 31 marzo 1995; della “relazione sui lavori abusivi” prot. n. 38194 del 7 novembre 2007; di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202301224

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione di opere edilizie abusive, con contestuale impugnazione eventuale del diniego di condono edilizio e della relazione sui lavori abusivi

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ingiunzione comunale di demolizione relativa a opere eseguite in assenza di permesso di costruire presso un immobile denominato “Mulino Rancilio”. Gli interventi contestati consistono nella trasformazione di un fienile/deposito in abitazione, nell'ampliamento di una porzione dell'edificio, nel mutamento da uso rurale a uso residenziale con opere interne ed esterne e nella realizzazione di una tettoia destinata al ricovero di attrezzi. Il ricorso è stato esteso, per quanto occorrer possa, al diniego di condono edilizio del 10 ottobre 2008 e alla relazione sui lavori abusivi del 7 novembre 2007. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i singoli motivi di legittimità dedotti.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito la domanda di annullamento. Preso atto che, all'udienza del 28 gennaio 2025, la causa era stata rinviata su richiesta delle parti in ragione della possibilità di raggiungere un accordo stragiudiziale, ha disposto che le parti depositino, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, una relazione sullo stato delle trattative. Tale adempimento è funzionale alla valutazione dell'eventuale dichiarazione di improcedibilità del ricorso, qualora venga meno l'interesse alla decisione, oppure alla fissazione di un'ulteriore udienza pubblica per la decisione della causa. Le spese non sono state disciplinate.

Norme richiamate

  • art. 23-ter d.P.R. 380/2001

    secondo il disposto dell'art. 23-ter del D.P.R. 380/01

    La disposizione è richiamata nell'ingiunzione con riferimento al mutamento della destinazione d'uso dell'immobile da rurale a residenziale; l'ordinanza non ne offre un'interpretazione.

  • d.P.R. 380/2001

    opere eseguite in assenza di permesso di costruire

    È la disciplina edilizia posta a fondamento dell'ingiunzione di demolizione; l'ordinanza non decide sulla sua concreta applicazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione

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