Cassazione Penale, Sentenza n. 18392/2024 del 10/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nel merito, annullando la parte della sentenza impugnata relativa al trattamento sanzionatorio e rinviando ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma per un nuovo esame sulla possibile applicazione di pene sostitutive. Contestualmente la Corte ha dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità dell'imputato relativamente ai reati contestati
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per mancata applicazione di pena sostitutiva: si denuncia violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alle ragioni ostative alla concessione della pena sostitutiva, con particolare censura per l'eccessiva valorizzazione dei precedenti penali dell'imputato e la mancata valutazione prospettica circa l'adempimento delle prescrizioni e l'astensione dalla commissione di ulteriori reati
Norme richiamate
art. 133 cod. pen.
Criteri generali per la determinazione della pena che il giudice deve considerare nella valutazione discrezionale della sostituzione delle pene detentive brevi
art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689
Disciplina la possibilità di sostituire pene detentive brevi con pene alternative e rinvia all'art. 133 c.p.; è stato richiamato in relazione ai limiti alla sostituibilità della pena
art. 59 legge 24 novembre 1981, n. 689
Stabilisce le condizioni ostative alla concessione delle pene sostitutive: le circostanze ostative sono riferite al reato oggetto di giudizio e non comprendono, di per sé, i precedenti penali dell'imputato
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Riforma (c.d. Riforma Cartabia) che ha modificato la disciplina sanzionatoria e trattamentale, influenzando l'interpretazione congiunta degli artt. 58 e 59 della L. 689/1981 e limitando l'inapplicabilità automatica delle pene sostitutive per i recidivi
art. 20-bis cod. pen. (menzionato come ad. 20 bis)
Richiamato quale riferimento alle nuove sanzioni trattamentali introdotte, la cui applicabilità non è esclusa in presenza di recidiva secondo l'interpretazione richiamata dalla Corte
art. 62 n.4 c.p.
Circostanza attenuante rilevata nel caso di specie e considerata nella valutazione complessiva della pena
Sez. 3, n. 19326 del 27/01/2015 (Pritoni)
Giurisprudenza citata per il principio che la sostituzione delle pene detentive brevi è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, con osservanza dei criteri di cui all'art. 133 c.p.
Sez. n. 8794 del 14/02/2024 (Imp. Pesce)
Decisione recente che enfatizza la valutazione prospettica dopo la Riforma Cartabia: i precedenti penali non possono, di per sé, escludere la concessione delle pene sostitutive e il giudizio deve essere "tailor-made" sulla situazione concreta dell'imputato
art. 624 c.p.p.
Norma richiamata dalla Corte per dichiarare irrevocabile l'affermazione di responsabilità dell'imputato nonostante l'annullamento sulla parte sanzionatoria
Massime di principio
- Dopo la Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) il giudice deve privilegiare una valutazione prospettica e personalizzata dell'accesso alle pene sostitutive, non potendo rifiutare il beneficio sulla sola base della presenza di precedenti penali
- Le condizioni ostative alla concessione delle pene sostitutive sono quelle espressamente indicate dall'art. 59 L. 689/1981 e attengono in primo luogo a circostanze relative al reato oggetto di giudizio (pericolo di commissione di ulteriori reati; inadempimento delle prescrizioni)
- La semplice esistenza di precedenti penali non costituisce, di per sé, un ostacolo automatico alla sostituzione della pena: occorre valutare la concreta pericolosità attuale e la possibilità di prevenire il rischio di recidiva
- Elementi concreti di recupero intrapreso dall'imputato (es. percorso concordato con Ser.D.) vanno considerati favorevolmente e possono influire decisamente sulla concessione di misure alternative
- Se il giudice di merito si fonda in modo prevalente o esclusivo sui precedenti penali senza argomentazione prospettica adeguata, la decisione può essere dichiarata viziata per violazione di legge e contraddittorietà della motivazione
- È possibile che la Cassazione dichiari irrevocabile l'accertamento di responsabilità e contemporaneamente annulli la parte relativa al trattamento sanzionatorio, rinviando per nuovo esame sulla pena
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