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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39270/2024 del 25/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Asti del 09/05/2024 che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio emesso nei confronti di Andrea Rosso (reato contestato: art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110) per omessa o irregolare notifica dell'avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.). La notifica era stata effettuata tramite servizio postale perfezionandosi per 'compiuta giacenza'; il Tribunale ha ritenuto tale modalità incapace di garantire la effettiva ricerca dell'imputato, il quale non aveva mai ritirato né l'avviso né il decreto. Il Procuratore ha impugnato ritenendo il provvedimento del Tribunale abnorme; il Procuratore generale presso la Corte ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha richiamato la nozione giurisprudenziale di 'abnormità' (distinguendo abnormità strutturale e funzionale) e le Sezioni Unite (tra cui Sez. U., n. 25957/2009 e Sez. U., n. 17/1997) secondo cui la declaratoria di nullità del decreto di citazione per notifica invalida dell'avviso di conclusione indagini non è necessariamente atto abnorme poiché rientra nei poteri del giudice del dibattimento e non determina la stasi del procedimento: il pubblico ministero può infatti procedere a nuova notifica. La Corte ha inoltre distinto il caso qui deciso dalle fattispecie (es. Diagne Tasmir) in cui la reiterazione della notifica sia materialmente impossibile (soggetto straniero in transito), condizione che può invece integrare abnormità. Pertanto il ricorso è stato disatteso e la pronuncia del Tribunale confermata nella sostanza.

Norme richiamate

  • art. 4, legge 18 aprile 1975, n. 110

    citato come norma del reato contestato

    Indica la fattispecie di reato per cui è stato emesso il decreto di citazione; non è stata oggetto di specifica interpretazione decisoria nel motivo di ricorso, ma serve a identificare la imputazione.

  • art. 415-bis, cod. proc. pen.

    avviso di conclusione delle indagini

    La Corte prende atto che la validità della notifica dell'avviso è rilevante per la validità del decreto di citazione. Tuttavia, l'eventuale invalidità della notifica può comportare la nullità del decreto senza che ciò configuri automaticamente un provvedimento 'abnorme', atteso che il P.M. può rinnovare la notificazione.

  • Sez. U., n. 25957 del 26/03/2009 (Toni)

    principio giurisprudenziale richiamato

    Stabilisce che non è abnorme il provvedimento del giudice di dibattimento che dichiari la nullità del decreto di citazione per invalidità della notifica dell'avviso 415-bis e disponga la trasmissione degli atti al P.M.; tale atto rientra nei poteri del giudice e non determina la stasi del procedimento.

  • Sez. U., n. 17 del 10/12/1997 (Di Battista)

    definizione giurisprudenziale di abnormità

    Fornisce la nozione di abnormità distinguendo profilo strutturale e funzionale e chiarendo i limiti ermeneutici per qualificare un provvedimento come abnorme.

  • Sez. 2, n. 21916 del 25/01/2021 (Diagne Tasmir)

    giurisprudenza richiamata e distinta

    Esempio in cui è stata riconosciuta abnormità per impossibilità di ripetere la notifica (soggetto straniero in transito): la Corte odierna la distingue dalla fattispecie in esame, dove la reiterazione è possibile.

Massime di principio

  • La dichiarazione di nullità del decreto di citazione per invalida notifica dell'avviso di conclusione indagini (art. 415-bis c.p.p.) non costituisce automaticamente un atto 'abnorme'; rientra nei poteri del giudice e può essere rimediata con la rinnovazione della notificazione da parte del P.M.
  • Per qualificare un provvedimento come abnorme occorre che esso sia straniero al sistema processuale o che determini una stasi del procedimento non sanabile, ad es. quando la reiterazione dell'atto sia materialmente impossibile.
  • La modalità di notifica tramite 'compiuta giacenza' può essere considerata insufficiente se non garantisce la effettiva ricerca dell'imputato; in tal caso la nullità del decreto può essere dichiarata, ma ciò non implica sempre conseguenze definitive sul prosieguo del procedimento.
  • Nelle verifiche difensive conviene valutare la possibilità di rinnovazione della notifica (residenza/domicilio dell'imputato); se la reiterazione è possibile, l'annullamento per nullità è spesso sanabile senza che il provvedimento sia qualificabile come abnorme.
  • Se la situazione rende impossibile ripetere la notifica (es. soggetto non reperibile e senza stabile dimora o cittadino straniero di passaggio), aumenta la probabilità che la declaratoria di nullità comporti effetti tali da poter essere qualificata come abnorme.

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