Ordinanza n. 1535/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sez. I, che aveva accolto il ricorso contro un’informativa antimafia
Esito
Favorevole al ricorrente (prefettura e ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le amministrazioni appellanti hanno chiesto, in via incidentale, la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado favorevole alla società. La controversia riguarda la legittimità dell’informativa antimafia, il cui giudizio prognostico era stato contestato in primo grado e ritenuto meritevole di tutela dal TAR. Il Consiglio di Stato, nella fase cautelare, ha valutato se il giudizio prognostico posto a fondamento dell’informativa fosse affetto da macroscopico travisamento dei fatti, irragionevolezza o abnormità.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare e, conseguentemente, l’appello nei sensi indicati in motivazione, sospendendo l’efficacia della sentenza di primo grado. Ha ritenuto che, allo stato dell’esame sommario proprio della fase cautelare, il giudizio prognostico alla base dell’informativa antimafia non presentasse macroscopici travisamenti dei fatti, irragionevolezza o abnormità e risultasse sostenuto da plurimi e concordanti riferimenti indiziari. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico a evitare l’infiltrazione della criminalità organizzata nei settori dell’economia sana. Il merito dell’appello è stato fissato all’udienza pubblica del 12 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
Consente la proposizione della domanda cautelare in appello e costituisce la base processuale della richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento della misura di oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza favorevole al ricorrente di primo grado può essere disposta quando, sulla base di una cognizione sommaria, il provvedimento amministrativo impugnato appaia fondato su un giudizio prognostico non affetto da macroscopico travisamento dei fatti, irragionevolezza o abnormità.
- Nella valutazione cautelare della legittimità di un’informativa antimafia, la presenza di plurimi e concordanti riferimenti indiziari può sostenere il giudizio prognostico prefettizio, purché non emergano vizi macroscopici di travisamento, irragionevolezza o abnormità.
- Nel bilanciamento cautelare degli interessi, l’esigenza di prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata nei settori dell’economia sana può prevalere sull’interesse privato all’immediata esecuzione di una sentenza che abbia annullato o comunque inciso sull’efficacia di un’informativa antimafia.
Come è indicizzato
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