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Circolare

Circolare n. 18 del 31/05/2012

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce gli indirizzi operativi per l’attività di prevenzione e contrasto dell’evasione nel 2012, confermando le linee già adottate negli anni precedenti ma insistendo su un deciso miglioramento qualitativo dei controlli. L’Agenzia punta a concentrare le risorse sulle posizioni a maggior rischio, con particolare attenzione a grandi contribuenti, imprese medie e minori, persone fisiche, enti agevolati, frodi IVA e fenomeni di evasione internazionale. Vengono inoltre richiamati gli obiettivi di pianificazione, consuntivazione e recupero monetario, insieme alle regole di coordinamento con Guardia di Finanza, Comuni, altri enti e strutture estere.

Prevenzione e contrasto dell’evasione – anno 2012 – indirizzi operativi

Prevenzione e contrasto dell’evasione – anno 2012 – indirizzi operativi

La circolare definisce le linee di intervento dell’Agenzia delle Entrate per il 2012 in materia di prevenzione e contrasto dell’evasione. L’impostazione di fondo è quella di consolidare i risultati quantitativi raggiunti nel 2011, ma soprattutto di migliorare la qualità dei controlli, concentrandoli sulle posizioni a rischio più elevato e sui comportamenti evasivi più gravi, ripetuti e redditualmente significativi.

Premessa e criteri generali di selezione del rischio

La premessa evidenzia che nel 2011 la rimodulazione del numero dei controlli, coerente con le risorse disponibili, ha prodotto un aumento delle maggiori imposte accertate e definite, sia in media sia in valore complessivo. Da tale risultato deriva la scelta di mantenere nel 2012 volumi di attività sostanzialmente analoghi, ma richiedendo un ulteriore salto qualitativo.

La circolare ribadisce che i controlli devono nascere da una approfondita analisi del rischio di evasione sul territorio, evitando dispersioni su fattispecie a bassa rischiosità o di mera irregolarità formale. Particolare attenzione va riservata:

  • all’omessa contabilizzazione di ricavi e compensi;
  • alle violazioni IVA, incluse detrazioni su operazioni inesistenti o non inerenti, questioni di pro-rata e operazioni con l’estero;
  • ai fenomeni di sottodichiarazione del reddito delle persone fisiche, da intercettare anche tramite l’analisi del tenore di vita e l’accertamento sintetico.

La circolare conferma inoltre che restano sostanzialmente validi gli indirizzi forniti con le precedenti circolari n. 13/E del 2009, n. 20/E del 2010 e n. 21/E del 2011.

Grandi contribuenti

Per i grandi contribuenti il 2012 è presentato come anno di continuità con il triennio precedente, nel quale i sistemi di analisi e governo della platea hanno mostrato un costante miglioramento. Il comparto è caratterizzato da una forte specializzazione del personale, da un confronto costante con la Guardia di Finanza e con controparti estere, e da un crescente ricorso al dialogo preventivo con il contribuente.

Dal 2012, in attuazione dell’art. 27, comma 10, del decreto-legge n. 185 del 2008, il tutoraggio deve riguardare tutti i grandi contribuenti esercenti attività d’impresa, pari a circa 3.200 soggetti. Il tutoraggio diventa la fase centrale per:

  • svolgere un’analisi approfondita del rischio di evasione/elusione;
  • individuare le posizioni da sottoporre a controllo più incisivo;
  • monitorare le situazioni più esposte a pianificazioni fiscali aggressive, uso strumentale delle perdite, arbitraggio con strumenti finanziari complessi e transfer pricing non coerente con il valore normale.

Viene richiamata anche la verifica della documentazione acquisita dai contribuenti aderenti al regime degli oneri documentali in materia di prezzi di trasferimento, al fine di valutare la trasparenza del processo di determinazione dei prezzi infragruppo.

Le schede di rischio devono essere predisposte con il nuovo applicativo, sulla base di un esame approfondito degli elementi informativi disponibili. La verifica del rispetto delle risposte agli interpelli rientra a pieno titolo nel tutoraggio. È inoltre valorizzato il comportamento collaborativo del contribuente, anche attraverso l’utilizzo della casella PEC dedicata e la trasmissione spontanea di informazioni rilevanti.

Sul piano operativo:

  • le attività istruttorie esterne sono indirizzate, di regola, sull’anno 2009 e nel secondo semestre anche sul 2010;
  • gli accertamenti devono concentrarsi sugli elementi più rilevanti e recenti;
  • gli obiettivi numerici per il 2012 sono inferiori al consuntivo 2011, per consentire un ulteriore miglioramento della qualità.

La circolare richiama inoltre la disciplina sanzionatoria per gli atti emessi dal 1° ottobre 2011 e il nuovo regime del consolidato nazionale, con irrogazione contestuale delle sanzioni nell’atto unico o nell’atto emesso verso la consolidante, secondo il caso.

Imprese di medie dimensioni

Per le imprese di medie dimensioni la circolare rileva progressi significativi, ma sottolinea che il livello raggiunto non è ancora sufficiente rispetto all’esigenza di contrastare efficacemente evasione ed elusione in un comparto economicamente rilevante. Si conferma l’obiettivo di controllare almeno un quinto della platea, in stretto coordinamento con la Guardia di Finanza e sulla base di analisi di rischio locali.

Tra le principali azioni richieste vi sono:

  • la supervisione dell’analisi di rischio da parte delle Direzioni regionali, soprattutto per le imprese medio-grandi con fatturato superiore a 25 milioni di euro e per quelle inserite in gruppi societari;
  • l’impiego di personale esperto dei grandi contribuenti presso gli uffici provinciali;
  • l’effettuazione di attività istruttorie esterne per casi di particolare rilievo da parte degli uffici regionali;
  • il rafforzamento del coordinamento con la Guardia di Finanza.

La selezione si basa sulla mappatura delle imprese presenti in provincia, sul censimento dei rischi e sull’utilizzo del nuovo applicativo RADAR – Imprese medie. A parità di rischio, vanno privilegiati i soggetti:

  • senza controlli negli ultimi quattro anni;
  • con perdite sistemiche;
  • con redditività sensibilmente più bassa della media di categoria;
  • con rischio IVA.

Le attività esterne sono normalmente indirizzate sul 2009 e, nel secondo semestre, anche sul 2010. Gli accertamenti devono migliorare in qualità, con particolare attenzione all’incremento della maggiore IVA accertata e della MIA mediana.

Imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi

Nel comparto delle imprese minori e dei lavoratori autonomi la circolare valorizza l’inversione di tendenza avviata nel 2011: meno controlli numerici, ma più mirati e più produttivi. La forma tipica di evasione è individuata nell’occultamento dei corrispettivi effettivamente percepiti, nonché nella presenza di costi indeducibili o indetraibili.

La selezione deve poggiare su quattro direttrici:

  • uso dell’applicativo RADAR per individuare soggetti a maggior rischio tra contribuenti non congrui, congrui ma "appiattiti", congrui per adeguamento significativo, omittenti del modello studi di settore e soggetti per cui gli studi non sono applicabili;
  • uso di INTERSECO per individuare soggetti titolari di partita IVA che abbiano omesso di dichiarare compensi di lavoro autonomo certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770;
  • uso di PANDORA per posizioni a rischio di omessa dichiarazione di ricavi o compensi da attività di ristrutturazione o consulenza edilizia;
  • utilizzo sistematico delle liste d’ausilio centralizzate.

Tra le liste richiamate figurano, tra le altre, quelle relative a:

  • dati “clienti e fornitori” e dichiarazioni IVA;
  • anomalie nella gestione delle rimanenze di magazzino;
  • omessa dichiarazione di compensi da strutture sanitarie private;
  • somme incassate tramite apparecchi da intrattenimento ex art. 110, comma 6, TULPS;
  • contribuenti che, dopo aver ricevuto comunicazioni di anomalia sugli studi di settore, hanno mantenuto il medesimo comportamento nel 2010.

La circolare insiste sull’uso delle indagini finanziarie, in particolare sui conti correnti e sui pagamenti con carte di credito e debito. L’obiettivo dichiarato è che almeno il 10% dei controlli complessivi sia assistito da tali indagini, con un progressivo rafforzamento della specializzazione del personale.

Le attività istruttorie esterne restano orientate al 2009 e, nel secondo semestre, al 2010. Inoltre, si richiede il coordinamento con Guardia di Finanza e con altri enti ispettivi, nonché la realizzazione di accessi brevi per gli obblighi strumentali e per la verifica dei dati necessari all’applicazione degli studi di settore.

Enti non commerciali, ONLUS, cooperative e settore agricolo

La circolare considera in modo distinto i soggetti che fruiscono di regimi agevolativi. Per gli enti non commerciali si sottolinea l’esigenza di contrastare l’uso abusivo delle agevolazioni, valorizzando le liste d’ausilio e le informazioni relative ai fornitori, nonché selezionando gli enti che risultano aver emesso fatture senza presentare dichiarazione IVA oppure con volume d’affari pari a zero.

Le attività operative devono concentrarsi sulle situazioni di maggiore rilevanza economica e non su abusi minimi. È inoltre richiesto che la platea degli enti associativi di ciascuna provincia sia oggetto di analisi approfondita da parte delle strutture di governo e analisi, in stretta sinergia con gli uffici controlli e territoriali.

Per le ONLUS la circolare distingue:

  • i soggetti interessati dal procedimento di iscrizione nell’Anagrafe ONLUS, rispetto ai quali le Direzioni regionali devono segnalare tempestivamente le posizioni più rischiose;
  • le ONLUS di diritto non iscritte, in particolare le organizzazioni di volontariato e le cooperative sociali.

Per le organizzazioni di volontariato, in caso di svolgimento di attività produttive e commerciali non marginali, si procede al recupero delle agevolazioni indebitamente fruite e alla comunicazione agli organi competenti. Per le cooperative sociali, se non ricorrono le condizioni di legge, va recuperato il beneficio fiscale e informato il Ministero dello Sviluppo Economico.

Quanto alle società cooperative, l’analisi deve individuare elementi che facciano supporre la mancanza delle finalità mutualistiche e quindi l’abuso della forma cooperativa. Tra gli indici di rischio sono richiamati:

  • crediti IVA elevati non giustificati;
  • perdite sistematiche;
  • breve durata dell’attività;
  • incoerenze gestionali, come il costo del lavoro rispetto ai ricavi;
  • omessa dichiarazione di elementi rilevanti per gli studi di settore.

Per il settore agricolo, la circolare segnala che il comparto continua a presentare molte situazioni di abuso. L’analisi di rischio deve focalizzarsi sulle attività connesse, sulle imprese che svolgono di fatto attività commerciali o di ristorazione/alberghiere mascherate da agriturismo e su altri indicatori come volumi d’affari incoerenti con l’estensione dei terreni, rapporti con non residenti, somministrazione di alimenti e bevande e organizzazione di eventi.

Persone fisiche

Per le persone fisiche la circolare conferma una strategia articolata su tre livelli: controlli documentali su oneri e detrazioni, accertamenti parziali da incroci con l’Anagrafe tributaria e accertamenti ordinari sulla complessiva capacità contributiva.

I controlli ex art. 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973 sono distinti in:

  • controlli documentali, con contraddittorio e richiesta di prova della spettanza degli oneri o delle detrazioni;
  • controlli da incroci con AT, gestiti centralmente e normalmente senza contraddittorio, che generano le CEC.

Per il 2012 la strategia entra a regime sul periodo d’imposta 2009, con selezione centralizzata delle posizioni e aumento dei criteri selettivi, così da limitare i controlli documentali agli uffici e concentrare le attività sulle situazioni più significative.

Gli accertamenti parziali riguardano, tra l’altro:

  • redditi diversi ex art. 67 TUIR per il 2008;
  • redditi di partecipazione e redditi prodotti in forma associata per il 2007 e 2008;
  • redditi di lavoro dipendente non dichiarati da lavoratori domestici, in relazione ai contributi versati ma non alle ritenute;
  • assegni periodici ex art. 50 TUIR.

La circolare raccomanda un controllo preliminare dell’attendibilità dei dati incrociati, soprattutto per evitare errori nelle segnalazioni che potrebbero avere riflessi sugli atti di accertamento in scadenza al 31 dicembre 2012.

Per gli accertamenti ordinari, fondati di regola sul metodo sintetico, viene richiesto uno specifico focus sulle persone fisiche ad alta capacità contributiva, definite come soggetti con patrimonio mobiliare e immobiliare superiore a 5 milioni di euro. L’analisi deve verificare la compatibilità tra patrimonio e redditi dichiarati nell’ultimo quinquennio, anche mediante indagini finanziarie estese a soggetti collegati. Le Direzioni provinciali devono effettuare una prima mappatura locale, individuando almeno 10 posizioni nei casi con ufficio controllo articolato in più aree, o almeno 5 nelle altre strutture.

La circolare richiama inoltre le liste selettive già predisposte a livello centrale, tra cui quella per le plusvalenze da cessione infraquinquennale di immobili e quella per le cessioni di terreni edificabili.

Quanto al metodo sintetico, il passaggio alla nuova disciplina dell’art. 38, quarto comma, del d.P.R. n. 600 del 1973, vigente dal 2009, deve avvenire gradualmente nel 2012. Nei primi due quadrimestri l’attività va concentrata sull’annualità 2008, utilizzando la lista sinottica criterio TAU; nell’ultimo quadrimestre devono essere privilegiate le posizioni del 2009 selezionate dall’analisi di rischio basata sulle spese già acquisite. Sono inoltre ricordati gli accessi diretti per l’acquisizione di elementi di capacità contributiva relativi, ad esempio, a demanio marittimo, arte e antiquariato, elitaxi/aereotaxi e oro da investimento.

Antifrode

L’attività antifrode viene descritta come uno dei settori in più forte crescita, ma anche come area nella quale i fenomeni fraudolenti restano ricorrenti, soprattutto in materia di IVA nell’Unione europea. La circolare chiede di rafforzare:

  • l’analisi di rischio per intercettare le frodi in atto;
  • l’uso di misure cautelari per salvaguardare il recupero del gettito;
  • il coordinamento con Guardia di Finanza, Dogane e altri organismi;
  • la cooperazione amministrativa con gli Stati esteri.

Sul fronte VIES, si richiama l’esigenza di monitorare continuamente le posizioni inserite e di applicare concretamente il potere di esclusione previsto dall’art. 27 del decreto-legge n. 78 del 2010 per i soggetti a rischio. È inoltre valorizzato il gruppo EUROFISC e la Cabina di Regia Operativa per il coordinamento centrale delle frodi più rilevanti.

La circolare segnala anche l’attenzione ai settori della commercializzazione di beni del D.M. 22 dicembre 2005, ai servizi ad alto valore aggiunto, alle indebite compensazioni con crediti fittizi e alle condotte di sottrazione fraudolenta mediante fittizi trasferimenti di sede all’estero. Viene raccomandato di monitorare i soggetti già coinvolti in precedenti frodi, perché spesso le condotte sono reiterate attraverso schermi societari o nuovi clienti attratti da schemi fraudolenti consolidati.

Evasione internazionale e residenza fiscale estera

La circolare richiama l’evoluzione normativa che ha rafforzato il contrasto ai fenomeni di evasione internazionale, in particolare:

  • il decreto-legge n. 112 del 2008, con il presidio congiunto dei Comuni e dell’Agenzia per chi trasferisce la residenza fiscale all’estero;
  • il decreto-legge n. 78 del 2009, con la presunzione sugli investimenti e attività finanziarie estere non dichiarate e l’istituzione dell’UCIFI.

Per i soggetti che si sono trasferiti tra il 1° gennaio 2006 e il 25 giugno 2008, le Direzioni provinciali devono completare entro il primo semestre 2013 l’analisi delle posizioni e individuare i casi a maggior rischio. Per i trasferimenti successivi al 25 giugno 2008, occorre verificare che i Comuni abbiano svolto i controlli di competenza e, se necessario, sollecitarli o procedere ai controlli fiscali sui soggetti segnalati come non effettivamente espatriati.

Le Direzioni regionali devono riferire entro il 31 gennaio 2013 sullo stato di attuazione delle verifiche. Le posizioni di maggiore rilevanza devono essere segnalate all’UCIFI. La circolare richiama inoltre il controllo delle strutture estere fittiziamente interposte, i soggetti residenti in paradisi fiscali o societari e l’avvio di attività contro l’occultamento di redditi prodotti all’estero, anche tramite l’applicazione INDEX e lo scambio automatico di informazioni.

Proiezione internazionale e cooperazione fiscale

La proiezione internazionale dell’attività di controllo è ritenuta ancora insufficiente e deve essere rafforzata. In particolare, la circolare sollecita:

  • maggiore uso dello scambio spontaneo di informazioni, soprattutto in materia IVA;
  • ricorso ai controlli simultanei e multilaterali;
  • segnalazione dei casi idonei al Programma Fiscalis;
  • incremento dei progressi da riferire entro il 31 gennaio 2013.

La circolare dedica poi attenzione alla procedura di ruling internazionale per le imprese multinazionali. L’Ufficio Ruling internazionale della Direzione Centrale Accertamento gestisce l’istruttoria e conclude un accordo vincolante sulle metodologie di transfer pricing. Nei periodi coperti dall’accordo, i poteri istruttori ordinari possono riguardare solo questioni diverse da quelle oggetto dell’accordo; la verifica del rispetto dell’accordo spetta esclusivamente all’Ufficio Ruling internazionale.

Viene richiamato anche l’uso dell’applicativo SERPICO per verificare l’esistenza di ruling in corso o conclusi.

Sul piano IVA intracomunitaria, l’attività si sviluppa sia sui soggetti inclusi nel VIES, sia sulla congruenza tra modelli Intra, dichiarazioni IVA e dati scambiati con gli altri Stati membri. Sono menzionati gli strumenti Index V.I.E.S. e Index Controlli IVA, che facilitano la verifica dei flussi informativi.

Infine, la circolare chiede un maggiore impegno nella riscossione internazionale dei crediti, anche tramite mutua assistenza e misure cautelari, e richiama il tema della doppia imposizione e delle procedure amichevoli, per le quali le strutture territoriali dovranno avere un ruolo più consapevole e coordinato.

Altri tributi indiretti e riscossione

Per imposta di registro, ipotecaria, catastale e per l’imposta sulle successioni e donazioni, la circolare distingue controlli di primo livello e di secondo livello. I primi riguardano la corretta applicazione dei regimi impositivi, i secondi la corretta dichiarazione delle basi imponibili e l’emersione di maggiori valori non tassati.

Sono richiamate le liste selettive già inviate nel 2011 e le analisi di rischio locali. Nei controlli di secondo livello si sottolinea l’importanza delle indagini finanziarie e dell’applicazione ST.A.R. – Strumenti di ausilio registro. Particolare attenzione va dedicata alle compravendite di fabbricati, specie quando il valore dichiarato si discosti sensibilmente dai valori OMI.

In materia di riscossione, la circolare chiede coordinamento stretto con gli agenti della riscossione, uso di segnalazioni e indagini finanziarie, contrasto alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, gestione tempestiva delle transazioni fiscali ex art. 182-ter della legge fallimentare, monitoraggio delle procedure concorsuali e corretta gestione delle istanze di sospensione e autotutela.

Entro il 31 gennaio 2013 le Direzioni regionali devono trasmettere un report sul numero di misure cautelari proposte, respinte e concesse, sulle indagini finanziarie attivate e sulle denunce per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Pianificazione, consuntivazione e obiettivi monetari

La programmazione 2012 è stata definita nel budget di produzione assegnato alle Direzioni regionali. Le principali linee di attività riguardano:

  • controlli esterni su grandi contribuenti, imprese medie, minori, lavoratori autonomi ed enti non commerciali;
  • accessi brevi per studi di settore e obblighi strumentali;
  • controlli documentali ex art. 36-ter;
  • accertamenti sui diversi comparti, inclusa la determinazione sintetica del reddito;
  • accertamenti parziali da incroci AT e segnalazioni centralizzate.

La circolare segnala anche sub-obiettivi specifici, tra cui gli accertamenti di iniziativa e quelli supportati da indagini finanziarie. È ribadita l’importanza della corretta e tempestiva alimentazione del sistema informativo per la consuntivazione e il monitoraggio delle attività.

Gli obiettivi monetari del 2012 restano centrati sull’effettivo incasso delle imposte evase, delle sanzioni e degli interessi, con particolare rilievo per i "versamenti diretti da prevenzione e contrasto". Le strutture devono inoltre seguire e supportare le attività degli agenti della riscossione, che incidono direttamente sul raggiungimento dell’obiettivo complessivo.

Indicazioni finali

La circolare raccomanda infine particolare attenzione nella notificazione degli atti, per il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, soprattutto quando l’atto è consegnato a persona diversa dal destinatario. Le Direzioni regionali sono chiamate a garantire applicazione uniforme degli indirizzi, a promuovere il coordinamento tra le strutture territoriali e a monitorare costantemente i risultati di produzione e l’obiettivo monetario, intervenendo sulle eventuali criticità.

Punti principali

Impostazione generale dei controlli per il 2012

La circolare ribadisce che nel 2012 i controlli devono essere meno numerosi ma più efficaci, concentrati sulle situazioni di effettiva e consistente evasione. L’obiettivo è incrementare non solo le imposte accertate ma soprattutto quelle definite e riscosse, evitando attività su posizioni a basso rischio o di carattere meramente formale. Centrale è l’analisi preventiva del rischio di evasione nel territorio e la selezione delle posizioni più rilevanti, con attenzione ai comportamenti reiterabili e maggiormente dannosi per il gettito.

Grandi contribuenti e tutoraggio

Per i grandi contribuenti il 2012 prosegue in continuità con il triennio precedente, ma con il tutoraggio esteso a tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, circa 3.200. Il tutoraggio diventa la sede principale per l’analisi approfondita del rischio, propedeutica a eventuali controlli esterni o accertamenti. Sono richiamati i principali rischi da monitorare: pianificazione fiscale aggressiva, uso strumentale di perdite fiscali, arbitraggio con strumenti finanziari complessi, transfer pricing non coerente con il valore normale, oltre alla verifica della documentazione sui prezzi di trasferimento ex art. 110, comma 7, TUIR. La circolare richiama anche il coordinamento con la Guardia di Finanza, il tavolo nazionale di confronto per i casi complessi, il nuovo applicativo per le schede di rischio e le regole sanzionatorie applicabili agli atti emessi dal 1° ottobre 2011, compresi i casi di consolidato nazionale.

Imprese di medie dimensioni

Per le imprese medie i risultati del triennio sono migliorati, ma la circolare evidenzia che serve un ulteriore salto di qualità. Gli interventi devono coprire almeno un quinto della platea, con forte coordinamento con la Guardia di Finanza e con analisi di rischio locali. Sono valorizzati strumenti e attività come la mappatura provinciale, il censimento dei rischi, il nuovo applicativo RADAR – Imprese medie e la selezione delle posizioni in base al risk score. In presenza di parità di rischio si privilegiano assenza di controlli negli ultimi quattro anni, perdite sistemiche, redditività inferiore alla media e rischio IVA. Le attività istruttorie esterne si concentrano sull’anno d’imposta 2009, e nel secondo semestre anche sul 2010; gli accertamenti devono privilegiare gli elementi più recenti e sostenibili, con obiettivo di rafforzare la maggiore IVA accertata.

Imprese minori, lavoratori autonomi e uso degli applicativi di selezione

Per il comparto delle imprese di minori dimensioni e dei lavoratori autonomi la strategia 2012 consolida il ridimensionamento numerico dei controlli già avviato nel 2011, per aumentare la qualità e l’efficacia delle verifiche. La selezione delle posizioni a rischio deve avvenire tramite RADAR, INTERSECO, PANDORA e liste d’ausilio centralizzate, con particolare attenzione a soggetti non congrui, congrui ma "appiattiti", soggetti che non hanno presentato gli studi di settore, contribuenti con perdite reiterate, costi residuali elevati o indici di coerenza anomali. Viene rafforzato l’uso delle indagini finanziarie, soprattutto sui conti correnti, con l’obiettivo di farle diventare un cardine dell’azione di controllo; è richiesto che almeno il 10% dei controlli sia assistito da indagini finanziarie.

Enti non commerciali, ONLUS, cooperative e settore agricolo

La circolare dedica un’ampia parte ai soggetti che fruiscono di regimi agevolativi. Per gli enti non commerciali si insiste sul contrasto all’uso abusivo delle agevolazioni, sull’analisi del rischio tramite liste centralizzate (elenco CONI, elenco 398/1991, EAS, elenchi fornitori) e sulla selezione delle posizioni con fatture emesse ma dichiarazione IVA omessa o volume d’affari zero. Per le ONLUS si distingue tra soggetti iscritti e ONLUS di diritto; per volontariato e cooperative sociali sono richiamati i controlli su iscrizioni, attività effettivamente svolte e condizioni di legge, con recupero delle agevolazioni indebitamente fruite. Per le società cooperative si cercano indici della mancanza di finalità mutualistiche; per il settore agricolo, invece, il focus è sui casi di abuso delle agevolazioni, sulle attività connesse, sulle imprese che celano attività commerciali e sugli indicatori di rischio legati a volumi d’affari incoerenti, rapporti con non residenti e somministrazione di servizi o eventi.

Persone fisiche: controlli documentali, accertamenti parziali e sintetici

Per le persone fisiche la circolare distingue tre filoni: controlli sugli oneri dedotti e sulle detrazioni ex art. 36-ter, accertamenti parziali da incroci con l’Anagrafe tributaria e accertamenti ordinari con metodo sintetico. I controlli documentali e gli incroci AT diventano progressivamente più selettivi e vengono gestiti in larga parte centralmente, con riferimento al periodo d’imposta 2009. Gli accertamenti parziali riguardano, tra l’altro, redditi diversi, redditi di partecipazione, compensi di lavoratori domestici non dichiarati e assegni periodici. Per gli accertamenti ordinari si richiama l’analisi delle persone fisiche ad alta capacità contributiva, con patrimonio superiore a 5 milioni di euro, e l’utilizzo della ricostruzione sintetica del reddito, tenendo conto della nuova disciplina applicabile dal 2009 e della lista sinottica criterio TAU. Sono inoltre richiamate le liste selettive per plusvalenze immobiliari e cessioni di terreni edificabili.

Antifrode e frodi IVA

L’attività antifrode viene indicata come ambito prioritario, soprattutto per i fenomeni IVA a dimensione europea. La circolare sollecita un rafforzamento dell’analisi di rischio, delle misure cautelari, del coordinamento con altri organismi e del ricorso alla cooperazione amministrativa internazionale. Per il sistema VIES si richiama l’esigenza di monitorare costantemente le posizioni inserite ed escludere i soggetti a rischio, in attuazione dell’art. 27 del decreto-legge n. 78 del 2010. Viene valorizzato il ruolo dell’EUROFISC e della Cabina di Regia Operativa con Agenzia delle Entrate, Dogane e Guardia di Finanza. Particolare attenzione deve essere posta anche alle frodi basate su indebite compensazioni, schemi aggressivi nelle imposte dirette e fittizi trasferimenti all’estero della sede dell’impresa.

Evasione internazionale e residenza fiscale estera

La circolare richiama il contrasto all’allocazione fittizia della residenza fiscale all’estero e alla detenzione o trasferimento illecito di attività produttive di reddito fuori dall’Italia. Le Direzioni provinciali devono completare entro il primo semestre 2013 l’analisi delle posizioni trasferite all’estero tra il 1° gennaio 2006 e il 25 giugno 2008 e, per i trasferimenti successivi, verificare l’operato dei Comuni e avviare i controlli sui casi segnalati come non effettivamente espatriati. Le posizioni di particolare rilevanza vanno segnalate all’UCIFI. Entro il 31 gennaio 2013 le Direzioni regionali devono riferire sullo stato di attuazione. È inoltre previsto il controllo delle strutture estere fittiziamente interposte e l’avvio di attività contro l’occultamento di redditi prodotti all’estero, anche tramite l’applicazione INDEX e lo scambio automatico di informazioni.

Proiezione internazionale, ruling e IVA intracomunitaria

La circolare invita a rafforzare la dimensione internazionale dell’attività di controllo, specie attraverso lo scambio spontaneo di informazioni, i controlli simultanei e i controlli multilaterali nel quadro Fiscalis. Viene richiamato il ruolo del ruling internazionale per i gruppi multinazionali e il fatto che, nei periodi coperti da accordo, i poteri istruttori ordinari non possono riguardare le questioni già oggetto di ruling; la verifica del rispetto dell’accordo è riservata all’Ufficio Ruling internazionale. Sul versante IVA intracomunitaria si richiama il controllo degli operatori VIES e la congruenza tra modelli Intra, dichiarazioni IVA e dati scambiati con gli altri Stati membri. È inoltre sollecitata una più intensa azione nella riscossione internazionale dei crediti, anche mediante misure cautelari e richieste informative preventive verso gli Stati esteri.

Altri tributi indiretti e riscossione

Per registro, ipotecaria e catastale, successioni e donazioni, la circolare conferma la distinzione tra controlli di primo livello sulla corretta applicazione dei regimi e controlli di secondo livello sulla base imponibile e sui maggiori valori sottratti a tassazione. Si valorizzano le liste selettive, le analisi di rischio locali, le indagini finanziarie e l’applicativo ST.A.R. Sono evidenziati i trasferimenti immobiliari come area a rischio di sottodimensionamento del valore dichiarato. In materia di riscossione, si chiede un forte coordinamento con gli agenti della riscossione, l’uso di misure cautelari, le segnalazioni ex art. 19 del d.lgs. n. 112/1999, la gestione delle transazioni fiscali, il monitoraggio delle procedure concorsuali e il rispetto delle istanze di sospensione e autotutela. Entro il 31 gennaio 2013 le Direzioni regionali devono relazionare anche su misure cautelari, indagini finanziarie e denunce penali per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Pianificazione, consuntivazione e obiettivi monetari

La circolare chiude richiamando il processo di budget 2012 e la necessità di una corretta consuntivazione delle attività mediante i sistemi informativi. Le linee di attività principali riguardano controlli esterni, accessi brevi, controlli documentali, accertamenti sui diversi comparti e accertamenti parziali da incroci AT. Gli obiettivi monetari restano centrati sull’effettivo incasso delle imposte evase, delle sanzioni e degli interessi, con particolare rilievo per i "versamenti diretti da prevenzione e contrasto". Si raccomanda inoltre massima attenzione nella notificazione degli atti, anche per la tutela dei dati personali, e alle Direzioni regionali viene affidato il compito di assicurare applicazione uniforme degli indirizzi e monitoraggio continuo dei risultati.

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