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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44536/2024 del 05/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della confisca del motoveicolo (KTM targato FD39161) disposta nella sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p.; si contestava l'applicazione dell'art. 240 c.p. per la confisca, ritenendo insufficiente la motivazione e non provato un nesso specifico o strutturale tra il veicolo e il reato (assenza di modifiche al mezzo e possibile uso solo occasionale per il trasporto della sostanza stupefacente).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui, per la confisca facoltativa ex art. 240 c.p., il giudice deve motivare concretamente il nesso di strumentalità tra il bene e il reato, ma non è richiesta una modifica strutturale o indispensabilità del bene. Nel caso concreto il Tribunale di Roma aveva documentato, con estratti dei messaggi telefonici, che la ricorrente riceveva istruzioni per ripetute consegne di droga e che le consegne dovevano essere effettuate con la moto in questione, nonché che la droga veniva stipata nel veicolo: ciò dimostrava un collegamento stabile e abituale del motociclo con l'attività illecita. Perciò la confisca è stata ritenuta legittima. La Cassazione ha inoltre confermato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 4, d.P.R. n. 309/1990

    delitto relativo alla detenzione ai fini di cessione di sostanze stupefacenti

    Nello specifico il reato contestato è la detenzione illecita di sostanza stupefacente per la cessione a terzi; la sentenza di merito ha applicato la pena concordata in relazione a tale fattispecie

  • art. 444 c.p.p.

    patteggiamento (applicazione della pena concordata)

    La pena è stata applicata con rito di patteggiamento; la confisca è stata disposta nel contesto della sentenza di patteggiamento

  • art. 240 c.p.

    confisca facoltativa del bene utilizzato per commettere il reato

    La Corte precisa che per la confisca facoltativa è necessario che il giudice motivi il nesso di strumentalità tra bene e reato in concreto; non è richiesta una modifica strutturale né l'indispensabilità del bene, ma occorre un collegamento stabile che può essere provato con elementi fattuali (es. uso abituale, comunicazioni che indicano l'impiego del mezzo per le consegne, stipaggio della droga nel veicolo)

  • art. 616 c.p.p.

    spese processuali in cassazione

    Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali

Massime di principio

  • Per disporre la confisca facoltativa ex art. 240 c.p. il giudice deve motivare in concreto il nesso di strumentalità tra il bene e il reato; la motivazione non può essere meramente astratta
  • Non è necessario che il bene sia stato strutturalmente modificato o indispensabile all'esecuzione del reato: è sufficiente dimostrare un collegamento stabile e abituale tra il bene e l'attività criminosa
  • Prove indirette come messaggi, istruzioni ricevute, ripetuti utilizzi documentati del veicolo per consegne di droga e la presenza di stupefacente stipato nel mezzo possono integrare il nesso di strumentalità richiesto
  • Se il bene è stato solo occasionalmente utilizzato e non emergono elementi che attestino un uso abituale o un nesso stabile, la confisca può essere impugnata con possibilità di successo
  • In fase di patteggiamento la confisca può essere comunque disposta se gli elementi di fatto prodotti dimostrano l'uso abituale del bene per il reato; chi impugna deve puntare a dimostrare l'assenza del nesso concreto

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