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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47694/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato il carattere obbligatorio della confisca previsto dall'art. 452-quaterdecies anche per le sentenze emesse ai sensi dell'art. 444 c.p.p., ha qualificato l'omissione della confisca come illegale e ha annullato la sentenza del G.I.P. limitatamente alla mancata statuizione sulla confisca, rinviando la questione al Tribunale di Trieste per l'adozione del provvedimento conforme.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva che il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, pur avendo applicato la pena mediante patteggiamento ai sensi dell'art. 444 c.p.p., aveva omesso di disporre la confisca delle cose utilizzate per commettere il reato e del profitto dello stesso, misura che il Procuratore generale riteneva obbligatoria ai sensi dell'art. 452-quaterdecies c.p.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Il giudice, con la sentenza di condanna o con quella emessa ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, ordina il ripristino dello stato dell'ambiente e puo' subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'eliminazione del danno o del pericolo per l'ambiente. È sempre ordinata la confisca delle cose che servirono a commettere il reato o che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Quando essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente ... e ne ordina la confisca.

    La Corte ha interpretato la norma come imponendo la confisca in via obbligatoria anche nelle sentenze di patteggiamento ex art. 444 c.p.p., escludendo un'autonoma discrezionalità del giudice nel derogare a tale obbligo.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen.

    La procedura di patteggiamento non esenta il giudice dall'applicare misure obbligatorie previste dalla legge sostanziale; la forma accelerata della decisione non consente di omettere confische imposte dalla norma penale.

  • art. 445 cod. proc. pen.

    divieto di impugnazione previsto dall'art. 445 c.p.p. (menzionato dalla sentenza nel contesto della disciplina delle impugnazioni)

    Il divieto di impugnazione disciplinato dall'art. 445, essendo di carattere eccezionale, è limitato alle pene accessorie e alle misure di sicurezza diverse dalla confisca obbligatoria; pertanto l'omissione di una confisca obbligatoria è sindacabile in cassazione.

  • art. 260 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (richiamato)

    citazione della precedente disciplina ora sostituita dall'art. 452-quaterdecies c.p. (la norma citata è stata poi abrogata)

    La Corte rileva la continuità dell'obbligo di confisca rispetto alla precedente disciplina ambientale, a conferma della natura tassativa dell'obbligo sanzionatorio.

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di reati ambientali disciplinati dall'art. 452-quaterdecies c.p. la confisca delle cose utilizzate e del profitto è obbligatoria anche se la condanna è pronunciata con patteggiamento ex art. 444 c.p.p.
  • L'omessa applicazione di una misura obbligatoria prevista dalla legge sostanziale costituisce illegàita' della sentenza e può essere rimessa in discussione in sede di cassazione nonostante i limiti di impugnazione delle sentenze di patteggiamento.
  • Se la confisca diretta non è possibile, il giudice è tenuto a individuare e confiscare beni di valore equivalente dei quali il condannato abbia disponibilità, anche indirettamente.
  • La procedura semplificata del patteggiamento non esaurisce la funzione di verifica delle misure obbligatorie: il giudice deve comunque controllare e disporre tutte le statuizioni imposte dalla norma sostanziale.
  • In casi analoghi è opportuno per la difesa segnalare tempestivamente l'esistenza di terzi proprietari o l'inapplicabilità della confisca per evitare provvedimenti sostitutivi e per consentire al giudice di individuare eventuali beni alternativi da confiscare.

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