Cassazione Penale, Sentenza n. 47683/2023 del 29/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduceva vizio di motivazione (mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità) e errata valutazione degli elementi probatori: sosteneva che il refluo contestato derivasse da un'operazione occasionale di lavaggio/bonifica di silos, estranea al ciclo industriale, e quindi non idonea a integrare la contravvenzione prevista dall'art. 137, comma 2, d.lgs. n.152/2006. Inoltre chiedeva il riconoscimento della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p., rilevando la presunta esiguità del danno, la natura unica ed eccezionale dell'evento e la pronta regolarizzazione dello scarico.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso tentasse una rinnovata valutazione di circostanze di fatto (natura e modalità dell'operazione che aveva prodotto lo scarico), competenza propria della cognizione di merito e non della sede di legittimità, e che tale questione non fosse stata oggetto di gravame. Quanto all'art. 131-bis c.p., la Corte ha condiviso la valutazione di merito che aveva escluso la tenue entità del fatto, rilevando il consistente superamento dei limiti di legge per numerosi parametri (tra cui vari metalli pesanti) e che lo scarico poteva costituire reato anche se unico; inoltre l'interruzione dello scarico era avvenuta dopo l'intervento della Guardia Forestale. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende a norma dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 137, comma 2
Il reato ambientale contestato può configurarsi anche con un unico scarico non autorizzato; la natura occasionale dell'operazione non esclude automaticamente la rilevanza penale se si determina un superamento dei limiti di legge.
codice penale, art. 131-bis
La causa di esclusione della punibilità per tenuità non è applicabile quando il superamento dei limiti è non modesto e riguarda numerosi parametri (compresi metalli pesanti); si valuta la gravità complessiva dell'evento e non solo la sua occasionalità o la pronta riparazione.
codice di procedura penale, art. 616
In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione, può essere disposto l'onere delle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende, valutata equitativamente.
Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in relazione al criterio della scusabilità della parte nell'aver proposto il ricorso; nella fattispecie la Corte non ha ravvisato colpa della parte nella determinazione della causa di inammissibilità, ma ha comunque disposto il pagamento equitativo alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- La Cassazione non è sede per rivalutare fatti e prove: questioni inerenti all'accertamento materiale devono essere già state adeguatamente dedotte e discusse in sede di merito.
- Un unico scarico non autorizzato può integrare il reato ambientale se determina superamenti significativi dei limiti normativi; l'eccezionalità o l'occasionalità dell'operazione non garantiscono automaticamente l'impunità.
- Per il riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per tenuità (art. 131-bis c.p.) è necessario valutare la complessiva entità del danno (quantità, numero di parametri sforati, presenza di sostanze pericolose); la pronta regolarizzazione non è di per sé risolutiva.
- Se l'interruzione dell'attività illecita è avvenuta solo a seguito dell'intervento dell'autorità, ciò può indebolire la doglianza sulla minor gravità dell'illecito.
- Chi propone ricorso in Cassazione deve curare la tempestiva e specifica deduzione dei motivi in grado di fondare la riforma: questioni non dedotte in grado di appello o non adeguatamente motivate possono portare a inammissibilità e sanzioni economiche.
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