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Sentenza

Sentenza n. 948/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento: - del certificato di destinazione urbanistica emesso in data 25.8.2021 prot. n. 0044400 con il quale il Dirigente ha annullato e sostituito il precedente certificato rilasciato alla ricorrente in data 21.10.2020 prot. n. 51704; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale ancorché di estremi non conosciuti.

Giustizia amministrativa202101458

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che, alla luce della dichiarazione della ricorrente e della mancata opposizione dell'amministrazione, non residuasse alcun interesse alla decisione. Le spese e le competenze di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti, anche in considerazione della mancata opposizione del Comune alla richiesta di compensazione.

TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: certificato di destinazione urbanistica del 25 agosto 2021, con cui il Comune ha annullato e sostituito il precedente certificato del 21 ottobre 2020

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il certificato di destinazione urbanistica del 25 agosto 2021, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il testo della sentenza non riporta i motivi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria del 22 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese. Il Comune non si è opposto.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione dell'udienza da remoto; il testo non attribuisce ad essa uno specifico ruolo nella declaratoria di improcedibilità.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando non sia contestata dall'amministrazione resistente e non residui un interesse concreto e attuale alla pronuncia, giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La mancata opposizione dell'amministrazione alla richiesta di compensazione delle spese, unitamente alle circostanze del caso, può costituire un giusto motivo per compensare integralmente le spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieDestinazioni d'uso e zone omogeneeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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